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Politica
Benigni, l'Houdini della Costituzione. “La viltà è bella”

Benigni è stato per decenni il difensore della purezza della nostra Costituzione, della “Costituzione più bella del mondo” diceva ad ogni piè sospinto il guitto toscano ma ora, da qualche tempo, va dicendo in giro l’esatto contrario e cioè che la Costituzione ha i suoi anni, che di acqua sotto i ponti ormai ne è passata tanta e che i padri costituenti –sotto sotto- (ma quanto sotto?) auspicavano che lo scritto fosse cambiato per adeguarsi ai prevedibili cambiamenti della società futura e cioè la nostra.

In questo francamente imbarazzante video di YouTube Benigni si fa tappetino per “difendere” la Costituzione da chi la vuole inopinatamente cambiare (in genere Berlusconi)


E’ tutta una chiamata alla retorica con gli immancabili riferimenti a Gustavo Zagrebelsky, Dossetti De Gasperi, La Pira, Croce, Nenni, Togliatti, Nitti, La Malfa, Parri, Iotti, Fanfani, Segni, Saragat e alla “storia” (con la “s” minuscola) con banalità da bar sulla prima e sulla seconda guerra mondiale ed un entusiastico e parossistico richiamo al “regalo” che i Padri costituenti ci hanno fatto dopo decenni di barbarie.
Si ascolta un profluvio di retorica:
“Lì dentro c’è la strada per risolvere tutti i problemi”, “È una cosa impressionante questo testo, di una grandezza…”, “la legge fa paura la Costituzione di protegge”, “La Costituzione è la nostra mamma, ci protegge”.
Ebbene, dopo tutto questo panegirico, trasformato anche in spettacolo circense itinerante votato al dio quattrino (come del resto ha fatto scaltramente anche con la Divina Commedia) che ti fa Benigni?
Si rimangia tutto e si schiera armi e bagagli con il “Sì” al referendum e quindi al cambiamento di quella Costituzione che lui stesso aveva definito un’opera d’arte immodificabile.

Benigni è toscano, Benigni è un furbacchione, Benigni rappresenta l’italiano medio più e meglio dei personaggi di Alberto Sordi (con buona pace di Nanni Moretti), Benigni rappresenta la retorica vuota e parolaia dei “buoni sentimenti” con cui ha vinto pure l’Oscar, Benigni “tiene famiglia”.
Chi ricorda che il comico toscano, a proposito de “La vita è bella”, per compiacere il pubblico e i giurati Usa stravolse la storia facendo entrare nel campo di concentramento un carro armato americano invece che sovietico?
Un cambiamento così netto e strafottente di casacca non si vedeva dai tempi di Bruto e speriamo che la gente se ne ricordi.
Forse il titolo del suo film più famoso dovrebbe essere “La viltà è bella” perché non si può tradire impunemente la “più bella Costituzione del mondo” come andava cianciando ai tempi belli…

Tags:
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