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Politica

Affaritaliani.it non è di destra né di sinistra, semplicemente è avanti. Ma, alla vigilia dell'imminente scadenza processuale in Cassazione, non ho difficoltà ad ammettere il fatto che io sinceramente mi augurerei che Silvio Berlusconi venisse assolto. Me lo auguro per lui, per la sua famiglia, ma soprattutto per il mio Paese: non sarebbe edificante avere agli arresti domiciliari o assegnato ai servizi sociali (magari ai City Angels del bravo Mario Furlan) colui che è stato, a torto o a ragione, il premier più longevo della storia repubblicana ed è tuttora azionista di maggioranza dell'unico governo possibile prima del vuoto politico-istituzionale e di un possibile default. Nonché anima unificante e collante unico del centrodestra italiano. Un uomo necessario, insomma, in questa fase.

E poi, diciamocelo, se la sinistra vuole liberarsi dell'avversario politico più ostico e resistente, se vuole mandare a casa colui che ha costretto a ritirarsi una decina di leader avversari, da Prodi a Rutelli, da Veltroni a Bersani, è bene che lo faccia attraverso la politica, ossia le elezioni, cioè la qualità dei programmi e delle persone, e non per via giudiziaria.

Anche perché non si illudano i suoi avversari: Berlusconi condannato e di conseguenza espulso dal Palazzo romano per indegnità, acquisirebbe ottimi argomenti per allungare all'infinito la sua pur lunga vita politica. Con il rischio che ci si avvii a un suo secondo ventennio.

di Angelo Maria Perrino (scritto per La Discussione)

LA LETTERA DEL LETTORE

Gent.mo direttore Perrino,
trovo davvero sconcertante il suo editoriale pro Berlusconi. Un uomo che ha portato al disastro più completo, non solo economico, ma anche di immagine e serietà, la mia Italia.

Lei dice che Affaritaliani.it non è di destra né di sinistra, semplicemente è avanti.
Io trovo invece che sia indietro, alla vecchia e stagionata politica, alla politica dell'ipocrisia e del furbismo italiota che tanto discredito ha portato agli italiani onesti.

Lei ha paura che se condannano B. le cose peggioreranno in Italia. Ne è proprio convinto?
Quando uno sventurato ha un tumore lo deve estirpare il prima possibile, pur sapendo che poi la riabilitazione sarà lunga e faticosa, altrimenti conviverci porterà solo ad ulteriore debilitazione dell'organismo.

E' come se Lei, dott. Perrino (è solo un esempio e lo prenda come tale) avesse una moglie un po' esuberante e che la signora le facesse corna a go-go. Tutti saprebbero della situazione, l'unico a negarlo sarebbe Lei, perché la Famiglia è sacra e va mantenuta unita. Quindi a passeggio per la città mano nella mano infischiandosene dei sorrisini maliziosi.

Io ritengo Berlusconi il peggio che l'Italia abbia potuto esprimere, insieme al nulla espresso dalla sinistra italiana. Ed i risultati li abbiamo sott'occhi.
E so già che qualunque sia la decisione della Cassazione le cose per la mia Italia non miglioreranno. Purtroppo il paradosso è questo. Perché siamo sul serio mal ridotti. Economicamente ma soprattutto come onestà, rispetto, serietà, competenze, giustizia sociale, ecc ecc ecc.
Mi dispiace, ma il Suo editoriale è stato un'autentica delusione.
Cordialmente.

Di Luciano Casaccia

 

LA RISPOSTA DEL DIRETTORE

La ringrazio, caro Casaccia, del suo contributo dialettico: la discussione e il confronto sono il sale della vita democratica e l'essenza e la reason why di un giornale indipendente.

Sapevo che scrivendo quel pezzo mi sarei attirato molte critiche(in realtà sono molto maggiori i consensi e la sua email resta isolata), ma ci sono dei momenti in cui si deve avere il coraggio di uscire dal coro.

Nel merito: se legge meglio l'articolo che tanto la irrita, vedrà che le mie opinioni non sono affatto opposte alle sue. Sono semmai diverse le conclusioni. Il mio non è un editoriale pro-Berlusconi, ma semmai pro-Italia. Nel senso che  io temo che una crisi di governo conseguente alla condanna di Berlusconi sarebbe per l'Italia un colpo devastante che ci getterebbe nel caos istituzionale e politico e nella paralisi gestionale e amministrativa, consegnandoci come agnelli sacrificali alla speculazione internazionale e alla più cupa crisi economica. Guai per tutti, insomma. Meglio evitare, o no?

Di Angelo Maria Perrino

 

 

LA CONTROREPLICA DEL LETTORE

 

Caro Direttore,
è fuor di dubbio che Lei, io e una larga maggioranza della popolazione vogliamo il bene dell'Italia. Non possono dire la stessa cosa la classe politica al completo o quasi, gli evasori, buona parte della dirigenza pubblica, i corruttori e corrotti, le varie mafie ... (il resto lo può aggiungere Lei). Detto ciò voglio ancora entrare nel merito del Suo editoriale e della Sua risposta. Lei ha paura che una condanna di Berlusconi porti ad una sicura crisi di Governo e ci getterebbe nel caos istituzionale con tutte le conseguenze che ne derivano. Guardi il rovescio della medaglia. La Cassazione assolve B. per non creare una crisi di governo. Il massimo organo della Giustizia Italiana entra a piedi giunti (cartellino rosso) sulle caviglie della politica. La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere (art 104 della Costituzione). E invece cosa fa? Si immischia in affari che non la riguardano. Adesso Lei mi spiega come la prenderebbero e si comporterebbero le altre Cancellerie Europee ed extraeuropee se ciò avvenisse realmente. Ed i mercati come giudicherebbero l'Italia, che continua ad essere declassata? Personalmente sono convinto che invece acquisteremmo credibilità politica, istituzionale ed altro ancora. Il più grosso errore che si è fatto in Italia è stato quello di credere che la Destra sia identificabile in Berlusconi. Se così fosse allora ogni discorso diventa "discorso da bar" e questo scambio di idee non serve a niente. Le parlo come ex giovincello in pensione che è sempre stato di sinistra, sinistra moderata. La Destra è stata ed è portatrice di idee buone e condivisibili come lo è la Sinistra. Ed entrambe hanno commesso errori macroscopici. Il problema vero in Italia non è Destra o Sinistra. Il problema in Italia è Berlusconi, la sua moralità, la sua onestà, la sua credibilità. Ora se B. viene condannato ed il PdL fa cadere il Governo è la classica dimostrazione che i nostri politici sono dei semplici quaquaraqua (dalle mie parti si dice "perdaballe"). E poi diciamolo seriamente. Il governo Letta-Alfano non può durare molto, anzi non deve durare molto. E' un pericolo costante per l nostra democrazia e per la credibilità internazionale. Un ministro degli Interni, nonché vice premier, che non sa che la Polizia sta espellendo in quel modo una giovane donna con la figlia di 6 anni non è credibile e non merita di ricoprire quel ruolo. Eppure!!!! La vicenda mi ricorda il famoso Parlamento che votò con una buona maggioranza che Ruby era davvero la nipote di Mubarak. Siamo alla farsa e non lamentiamoci se veniamo declassati. Mi creda, siamo in ritardo di anni ed anni per estirpare il male e non è detto che una volta estirpato si ritorni alla normalità. Credo che ci vorrà una generazione, accompagnata da una sana politica . . . ma non sono molto fiducioso.
Un caro saluto
Luciano Casaccia

 

E LA NUOVA RISPOSTA DEL DIRETTORE

Pienamente d'accordo con lei nel suo giudizio negativo sulla classe politica (che estenderei all'intera classe dirigente), devo invece chiarire un elemento chiave del mio ragionamento, forse poco esplicito, che smonta all'origine la sua critica: io mi auguro che Berlusconi venga assolto, ma non per motivi di opportunità (sarebbe una giustizia politica che, come lei, aborro), ma per motivi tecnico-giuridici. Ossia per il fatto che le gravi accuse che gli sono state rivolte possano non reggere davanti al vaglio critico dei giudici di terzo grado. Cosa possibile e già accaduta, proprio con il medesimo imputato, SIlvio Berlusconi. E ciò nell'interesse non di Silvio Berlusconi, con il quale non condividiamo alcun interesse, ma del Paese. Per i motivi che le ho già spiegato nei miei precedenti interventi e che qui le risparmio.

Per il resto, rispetto tutte le sue opinioni, ma continuo a ritenere, come ho scritto in altre occasioni, che non vi è alternativa a questo governo messo insieme con lo sputo ma dotato sulla carta di una forte maggioranza parlamentare, quindi in condizione di ben operare in Parlamento, se i partiti smetteranno di fare marketing e campagna elettorale continua (ora stanno già manovrando per le Europee della prossima primavera e ciò spiega molta della temperatura di queste settimane) e diventeranno, costretti dalla forza delle cose, responsabili e seri (anche loro malgrado). Se saltasse questo governo io penso, contrariamente al suo ottimismo, che la crisi trascinerebbe nel caos l'intero vertice istituzionale poiché il presidente Napolitano, che è il tutor di Enrico Letta, ha già fatto sapere pochi giorni fa che lui stesso si dimetterebbe. Dunque teniamoci Letta (e Berlusconi, e Napolitano, simul stabunt, simul cadent), turandoci il naso. E pensiamo positivo, anche se non dobbiamo rinunciare a pungolare, criticare denunciare.

 

 


 

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