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Politica
Il sogno Quirinale di Berlusconi? Appunto, sogno è e sogno resta

Per approvare la riforma istituzionale che introduca il presidenzialismo servono quattro passaggi parlamentari, due alla Camera e due al Senato, e, quindi, almeno due anni di tempo visti i precedenti


Silvio Berlusconi ha fatto marcia indietro. Ha precisato di non aver attaccato Sergio Mattarella ma di aver detto un'ovvietà e cioè che se dovesse essere approvata una riforma costituzionale che introduce l'elezione diretta del Capo dello Stato, la conseguenza sarebbero le dimissioni di Mattarella prima di eleggere il primo Presidente con scelta popolare. Il tema è al centro del dibattito politico con il Centrosinistra che spara alzo zero sulla destra "pericolosa". L'ex Cavaliere lo scorso febbraio ha visto svanire il sogno del Quirinale, un passo indietro figli dei numeri e dei franchi tiratori nel Centrodestra (Casellati docet). Ma evidente che nelle parole del leader di Forza Italia traspare quel sogno mancato e probabilmente irrealizzabile.

Per approvare la riforma istituzionale che introduca il presidenzialismo servono quattro passaggi parlamentari, due alla Camera e due al Senato, e, quindi, almeno due anni di tempo visti i precedenti. Ma siccome il Centrodestra non avrà la maggioranza qualificata per modificare la Carta senza referendum confermativo, è scontato che il Centrosinistra e i 5 Stelle invocheranno il popolo in un'altra battaglia che lacererà il Paese. Ammettendo pure che ci sia il via libera dei cittadini, il presidenzialismo non entrerebbe in vigore prima della primavera/estate del 2025. E Berlusconi, nato il 29 settembre del 1936, richierebbe di andare al Quirinale, se eletto, a 90 anni. Impensabile, anche per i più ottimisti fan di Silvio. Meglio ripiegare sulla presidenza del Senato, che è pur sempre la seconda carica dello Stato.

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    berlusconi quirinale riforma presidenzialista





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