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Politica
"Capitolo Mes ancora più chiuso. In Parlamento il M5s voterà no”

Le parole pronunciate ieri dal premier Giuseppe Conte sul Mes sono, naturalmente, musica per le orecchie del M5s, da sempre fermo nella sua contrarietà all’utilizzo dello strumento del Fondo salva-Stati. Ad esprimere il suo apprezzamento per “le spiegazioni chiare” fornite dal presidente del Consiglio è Alessio Villarosa. Il sottosegretario al Mef, parlando con Affaritaliani.it, ha anche ribadito: “Per noi quello del Mes è un capitolo chiuso. Lo era già prima e lo è ancora di più oggi”.

Sottosegretario, da Conte quindi mai come stavolta sono arrivate parole nette sul Mes. E’ soddisfatto?
Conte ha spiegato a tutti un aspetto importante che forse ai più era sfuggito e cioè che il Fondo salva-Stati è uno strumento che si chiede di attivare in situazioni drammatiche e che, dal momento che nessun altro Paese ne ha fatto richiesta, aprirebbe per noi un problema di reputazione. Il premier ha giustamente parlato di “stigma” perché i mercati potrebbero valutare negativamente l’Italia. Una valutazione che si rifletterebbe sui tassi sui titoli. Mai così bassi, tra l’altro, come in questo momento.

Lei dice che il Mes è un capitolo chiuso, ma l’ultima parola, comunque, spetterà al Parlamento. Non le pare?
E noi voteremo no. Se arriva in Parlamento il nostro voto sarà contrario, anche alla luce di queste ultime dichiarazioni così nette.

Passiamo al capitolo Unicredit con Pier Carlo Padoan che si avvia alla presidenza del Cda. Per voi sarà difficile da digerire?
E’ difficile digerirla soprattutto alla luce del nostro programma del 2018 che conteneva norme chiare sulle porte girevoli. Quelle norme avrebbero fatto sì che la nomina di Padoan sarebbe risultata non solo poco etica, ma addirittura illegittima.

Quali sono le ragioni di fondo del vostro disappunto?
Noi non siamo d’accordo che un ex ministro dell’Economia che ha gestito a lungo il sistema bancario possa andare, dopo due anni e mezzo, a presiedere il Cda di Unicredit. E’ veramente assurdo che i massimi vertici istituzionali, in generale, possano ricoprire incarichi di vertice anche tra i soggetti privati dello stesso settore di riferimento. Invito tutti a una riflessione.

Su cosa?
Su due quesiti chiari. Un ex ministro dell’Economia può mai diventare presidente di una delle principali banche del Paese? E per di più, un deputato del Partito Democratico può dimettersi per assumere un incarico di vertice in una banca potenzialmente interessata all’acquisto di Monte Paschi di Siena (istituto sul quale Padoan stesso è intervenuto in passato) e attualmente partecipata quasi integralmente dal Tesoro? Senza contare, infine, che l'attuale responsabile del Ministero
 

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