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Politica
La Russa spiega ad Affaritaliani.it come rilanciare il Centrodestra


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Come si può trasformare la vittoria del Centrodestra ai ballottaggi in una coalizione in grado di sconfiggere Renzi alle Politiche?
"Innanzitutto ci vuole la volontà politica da parte di tutti. La risposta più importante deve essere quella di mettere come priorità battere la sinistra e non aumentare i voti del proprio partito e basta. Questo è il segreto. Se la priorità è battere la sinistra, nasce un nuovo Centrodestra su basi nuove, senza preconcetti e senza veti. Poi una volta che c'è questa pre-condizione ci sono le conseguenze".

Quali?
"Nessuno può fare sponda con la sinistra e nessuno può essere alleato con la sinistra. Il programma deve essere quanto di più alternativo a quello di Renzi. Così si fa".

Alfano è dentro o fuori?
"Non faccio un problema di nomi, faccio un problema di volontà politiche. Oggi Alfano è sicuramente fuori. E anche i tempi non sono infiniti per costruire questa coalizione, ma è chiaro che deve essere fatta di soggetti che, credibilmente, nel momento in cui nasce la coalizione ma anche per il futuro, diano garanzia di essere realmente alternativi alla sinistra".

Quindi?
"Un partito che appoggia il governo Renzi fino all'ultimo non può dare questa garanzia. E un partito che non mettesse nel dimenticatoio per sempre il Patto del Nazareno non potrebbe dare questa garanzia. Mi sembra che Forza Italia questo percorso l'abbia già avviato, non l'ha ancora avviato Alfano".

Ma con l'Italicum il premio è alla lista e non alla coalizione. Come si fa?
"Ogni legge elettorale determina delle conseguenze. Prima del '94 non esisteva la coalizione, la legge poi impose la coalizione per vincere e nacquero le coalizioni. L'Italicum impone la lista unica per avere il premio di maggioranza e, quindi, nasceranno delle liste che raggruppano più partiti. Non credo che possa nascere un partito unico, quindi l'idea del Partito Repubblicano Italiano mi sembra praticamente impossibile da portare avanti, mentre un raggruppamento di partiti confederati in occasione delle elezioni, sulla base però di un progetto sicuro, essere alternativi alla sinistra, e di un programma chiaro, sarà inevitabile che nasca. Poi non so quanti soggetti comprenderà ma certamente nascerà. Io spero che nasca un Centrodestra completo, però ad esempio in Toscana siamo arrivati secondi dietro al Pd di Renzi solo noi e la Lega. Non è questa la soluzione ma non va scartata nemmeno questa ipotesi".

Il leader e candidato premier può essere Giorgia Meloni?
"Penso assolutamente di sì. Sarebbe sbagliato dire che sarà Giorgia Meloni, ma ha le potenzialità per essere lader: ha meno di 40 anni ed è molto in alto nel gradimento degli italiani come attestano i sondaggi. Il suo limite è che appartiene a una storia politica che non ha mai espresso un presidente del Consiglio, ma la storia è fatta per essere cambiata".

Il leader lo sceglierete con le primarie?
"Non sono un innamorato delle primarie, però se non c'è di meglio si sceglierà con le primarie. Mi piacerebbe molto se ci fosse una legge che le regolamenta, affidate a tutti gli oppurtunismi e a tutte le possibilità di imbroglietto non mi fanno impazzire. Però meglio le primarie che le scelte nel chiuso di una stanza, a meno che non ci sia una concordia totale sul nome".

Veto su Salvini?
"Assolutamente no. Così come ho detto che la Meloni può essere il leader, ma sarebbe sbagliato dire che lo sarà, a maggior ragione dico che Salvini può esserlo benissimo. Al momento è il capo del partito più grosso del Centrodestra, però non è detto che lo sarà. Guai ad avere preclusioni e guai ad avere investiture precostituite".
 

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