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Chi è Luca Sforzini, l’imprenditore con un castello e braccio destro di Vannacci cacciato da Futuro Nazionale

L’imprenditore pavese, vicino al generale e voce della componente liberale del movimento, aveva criticato le derive più radicali di Futuro Nazionale. Poi lo scontro con Roberto Jonghi Lavarini e la rottura definitiva

Chi è Luca Sforzini, l’imprenditore con un castello e braccio destro di Vannacci cacciato da Futuro Nazionale

Luca Sforzini espulso da Futuro Nazionale: dalla cerchia di Vannacci allo scontro interno, ecco chi è

Fino a poche ore fa era considerato uno degli uomini più vicini a Roberto Vannacci, tanto da essere descritto in alcuni ambienti come il suo braccio destro. Oggi Luca Sforzini è un espulso: la Direzione Disciplinare Nazionale di Futuro Nazionale ha deliberato la sua cacciata, accusandolo di aver promosso “attacchi ad altri iscritti” e di aver diffuso “descrizioni del movimento del tutto infondate”. La rottura arriva dopo settimane di crescente tensione interna, durante le quali Sforzini aveva criticato pubblicamente alcune posizioni e alcuni esponenti del partito guidato da Vannacci. Ma chi è Luca Sforzini?

Nato a Broni, in provincia di Pavia, nel 1973, Sforzini è un imprenditore e perito d’arte con una lunga esperienza nel mondo dell’associazionismo e della politica lombarda. Dopo il liceo classico Ugo Foscolo di Pavia, si è laureato in Scienze Politiche all’Università di Pavia e ha trascorso un periodo di formazione a Cambridge, dove ha anche praticato canottaggio. Il suo percorso politico comincia giovanissimo, nella Lega degli esordi, dopo l’incontro con Franco Castellazzi. Nel 1996 fonda Giovane Pavia e, negli anni successivi, approda al Partito Repubblicano Italiano, del quale ricopre, secondo la sua biografia, l’incarico di vicesegretario regionale in Lombardia. Nel 2004 segue i rapporti con Vittorio Sgarbi in occasione dell’alleanza tra PRI e I Liberal e successivamente passa a Forza Italia, dove lavora nella segreteria politica di Francesco Fiori. Più recentemente ha ricoperto l’incarico di responsabile del dipartimento Cultura di Fratelli d’Italia in provincia di Pavia.

Parallelamente sviluppa la propria attività imprenditoriale nel settore dell’usato, dell’antiquariato e dell’arte. È iscritto all’Albo dei consulenti tecnici d’ufficio del Tribunale di Pavia e al Ruolo dei periti e degli esperti della Camera di Commercio di Pavia e ha collaborato con case d’asta e istituzioni pubbliche e private come esperto d’arte. Figura piuttosto singolare nel panorama politico italiano, Sforzini è proprietario del Castello Sforzini di Castellar Ponzano, nel territorio di Tortona, in provincia di Alessandria, acquistato nel 2022 con l’obiettivo di restaurarlo e restituirlo alla collettività come luogo di iniziative culturali e artistiche. Il maniero, documentato almeno dal 1184, è diventato negli anni anche il centro delle sue attività culturali.

Sul fronte dell’associazionismo, Sforzini ha ricoperto ruoli in LIFE, Fedarcom e Confesercenti Pavia. La sua biografia ufficiale segnala inoltre la fondazione della “Società pavese di studi massonici”, mentre L’Espresso ha scritto che nel 1999 fu ammesso al Grande Oriente d’Italia. Nel 2024 ha costituito l’associazione Rinascimento, dalla quale nascerà il progetto del Centro Studi Rinascimento Nazionale, oggi presieduto dallo stesso Sforzini. Il centro si propone come think tank e luogo di elaborazione culturale e politica, con il Castello Sforzini come sede simbolica e operativa.

L’avvicinamento a Vannacci

Il rapporto con Roberto Vannacci si consolida nel 2025. Secondo varie ricostruzioni, Sforzini conosce il generale quell’anno e ne sposa il progetto politico, tanto da diventarne il braccio destro. Nel 2026, il Centro Studi Rinascimento Nazionale diventa uno dei riferimenti culturali vicini a Futuro Nazionale. Tuttavia, nelle ultime settimane il rapporto si è progressivamente incrinato. Sforzini ha iniziato a prendere pubblicamente le distanze da quelle che considera le derive più radicali del partito.

Il 24 agosto, in un intervento pubblicato dal Centro Studi Rinascimento Nazionale, ha parlato delle “cornacchie nere della politica”, accusando i cattivi consiglieri di spingere il progetto di Vannacci verso posizioni sempre più estreme. La sua tesi era che “per essere più riconoscibili” non fosse necessario diventare più radicali e che “per costruire il futuro” non si dovesse necessariamente «tornare indietro». Nei giorni successivi Sforzini è stato ancora più esplicito, sostenendo che Futuro Nazionale dovesse smettere di apparire una formazione nostalgica e prendendo le distanze dalle posizioni riconducibili alla componente più radicale del movimento.

Lo scontro con Jonghi Lavarini

A pesare sulla rottura sarebbe stato anche uno scambio privato finito nelle chat del movimento con Roberto Jonghi Lavarini, esponente della destra radicale noto con il soprannome di “barone nero”. Secondo quanto riportato dal Foglio, Sforzini gli avrebbe scritto “Sei un nazista autentico”, ricevendo la risposta: “Non sono uno sciuscià liberale atlantista sionista come te. Per me non è un’offesa”.

La resa dei conti è arrivata oggi, 8 settembre. La Direzione Disciplinare Nazionale di Futuro Nazionale ha infatti deliberato l’espulsione di Luca Sforzini. Secondo quanto riferito da fonti interne al partito e riportato da Adnkronos, la decisione è stata motivata dalle sue “ripetute sortite sulla stampa e sui social network”, ritenute responsabili di “attacchi ad altri iscritti” e di “descrizioni del movimento del tutto infondate”. Nel comunicato, il partito parla di “anticorpi” contro chi tenterebbe di “avvelenare e soffocare il partito dall’interno per ambizioni personali”. Alla deliberazione hanno partecipato il presidente Roberto Vannacci, il coordinatore nazionale Massimiliano Simoni, il responsabile organizzativo Edoardo Ziello e la responsabile del tesseramento Annamaria Frigo.

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