L’ex dalemiano, Gianni Cuperlo, è favorevole alle dimissioni dal governo del ministro renziano, Luca Lotti, indagato, nell’inchiesta Consip, per rivelazioni di segreto, come è stato richiesto dai grillini. Ma il titolare dello Sport, insieme a don Tiziano (“pena doppia se colpevole”), dalla Gruber, è stato difeso da Renzi, apparso sicuro e non tentennante. E, ieri, l’ex premier è stato tranchant con Grillo: “Beppe, non devi permetterti di ingerirti nei apporti tra me e il mio caro papà!”.
Ricordiamo male o il deputato, e scrittore, triestino, Cuperlo, era, con i cosiddetti “Lothar”, tra i collaboratori dell’allora premier, D’Alema, quando il prof.Guido Rossi, Presidente della CONSOB, definì Palazzo Chigi l’unica “merchant bank” dove non si parla inglese ? Allora chi si dimise ?
E, ai vertici dei DS, qualcuno lasciò l’incarico, in occasione della vicenda Unipol-BNL, che si innestò in quella, più ampia e con numerosi intrecci e connivenze economiche e politiche, che tenne a lungo tempo le prime pagine dei giornali ?
Quanto ai grillini, forse, qualcuno dovrebbe avvertire il giovane leader romano e saggista, don Alessandro Di Battista, che Italia non esistono più i tribunali speciali della dittatura fascista, rimpianta dal padre del deputato, il camerata Vittorio, ex MSI pre-Fiuggi.
Quindi, alle porte non ci sono confino e isolamento, neppure per l’eterno imputato, e giovedì pesantemente stangato, a Firenze, don Denis Verdini : “senza i voti del suo gruppo, non sarebbero state approvate le riforme”, ha detto l’ex premier, duro con il M5S, guidato da “un pregiudicato”.
La Costituzione, che è stata difesa dai pentastellati, prima del recente referendum, prevede 3 gradi di giudizio e la presunzione di non colpevolezza degli imputati fino alla Cassazione.
Tuttavia non sorprende molto il giustizialismo dei 5 Stelle, garantisti a corrente alternata, in primis quando, nelle istruttorie, sono coinvolti, o solo lambiti, i loro esponenti.
Colpisce, invece, che a sottovalutare il pericolo, sottolineato dal prof.Sabino Cassese, che le Procure invadano campi, a loro estranei, anche attraverso l’uso distorto delle intercettazioni e della custodia cautelare, ci sia l’on.Massimo D’Alema. In passato, l’ex premier, seppure a fasi alterne, si è dissociato da quelli che l’ex ministro craxiano, Rino Formica, che giovedì ha compiuto 90 anni, definì i “biechi mandarini del giustizialismo a senso unico”.
