A- A+
Politica

di Antonino D'Anna

Il profeta Elia fu rapito al cielo dal carro di fuoco; più modestamente, Benedetto XVI ha lasciato il Vaticano per raggiungere Castel Gandolfo su un elicottero della Repubblica Italiana. Entrambi, però, si sono ora nascosti al mondo. Campane a festa, gente sui tetti, tanta tanta emozione in Piazza San Pietro. Ma non è un momento di dolore, è un momento di gioia e speranza. Adesso, con la Sede Vacante, è possibile riflettere sul pontificato appena concluso. Un Papato non facile sin dall'inizio, con polemiche spesso strumentali e non favorite dalla “vulgata” che voleva Joseph Ratzinger come il Grande Inquisitore che avrebbe allontanato fedeli dalla Chiesa. E invece. Questo Papa, perseguitato per tutto il suo regno dal paragone con l'illustre predecessore, ha saputo ritagliarsi un posto nel cuore dei fedeli. Certo, non tutto è stato rose e fiori e i problemi impellenti restano sempre sul tavolo: c'è un'Europa scristianizzata, un mondo sovrappopolato, problemi di bioetica da affrontare e soprattutto il nodo evangelizzazione, specie in posti come il Sudamerica – polmone cattolico per eccellenza – dove le sette stanno lentamente erodendo il peso del mondo cattolico. Va detto: questo mondo va rievangelizzato offrendo e proponendo la cultura cattolica. Ratzinger lo sapeva e aveva intuito che la Chiesa avrebbe dovuto giocare il XXI secolo su questo tema, almeno per quanto concerne l'Occidente.

Ma Benedetto aveva profetizzato, fin dagli anni '70, una Chiesa più piccola ma più scarna, più forte nella fede. È quello che ha cercato di fare scegliendo un non diplomatico come Tarcisio Bertone alla guida della Segreteria di Stato. È quello che ha cercato di fare rimettendo al centro la figura di Cristo e dando al Papa un ruolo meno muscolare e rutilante rispetto agli anni di Karol Wojtyla. Il ruolo e il valore del silenzio, della meditazione: per questo Papa attratto dal monachesimo e che si chiuderà in un monastero di clausura in Vaticano due temi di forte fascino e attrattiva.

Che cosa resta di questo papato? Al di là del ruolo culturale svolto dal Papa teologo, il dialogo con le altre religioni (specie l'Islam, “scoperto” con il discorso di Ratisbona” del 2007, che infiammò molti nel mondo arabo), questo Papa ha cercato di ricomporre l'unità della Chiesa. Il dialogo con i lefebvriani, tema che ha suscitato non poche perplessità, è comunque uno dei leitmotiv del pontificato: Ratzinger non è mai stato entusiasta della riforma liturgica voluta dal Concilio Vaticano II, lo ha scritto anche nella sua autobiografia “La mia vita” pubblicata nel 1997, ma ha cercato – pur senza tradire il Concilio – di avvicinare quei fedeli rimasti scontenti dalla liturgia in volgare al posto dell'antico latino. Ancora: ha tentato l'ecumenismo con i fratelli ortodossi e protestanti, anche se su questo profilo resta molto da fare. Dato per Grande Oscurantista, il Papa ha aperto a Twitter e Internet per fare arrivare la sua parola in tutto il mondo, anche quello virtuale. Ha introdotto cauti elementi di novità ricordando ai divorziati risposati che fanno parte della Chiesa, ma soprattutto resterà indissolubilmente legato alla lotta alla pedofilia nel clero.

Quanto Benedetto ha fatto per i piccoli e i deboli resta nella sua storia come uno dei gesti più grandi. Ha incontrato le vittime, chiesto più volte perdono, varato norme più severe e soprattutto puntato sulla formazione di un clero più santo. Si poteva fare di più, certamente: ma questo Papa ha segnato un punto di svolta dal quale non si potrà più tornare indietro. Che cosa viene dopo Ratzinger? Ancora una volta, come dal 1978 ad oggi, abbiamo la crisi delle vocazioni; in Occidente ci si sposa meno e si divorzia di più; la sessualità adesso parla di “genere” e non più di maschio e femmina. La pratica religiosa è scemata e molti dicono: “Gesù sì, Chiesa no” come negli anni immediatamente successivi al Concilio. Ci sono preti sposati, donne che vogliono essere ordinate, omosessuali che chiedono un diritto di cittadinanza nella Chiesa. C'è soprattutto la necessità di riscoprire la Dottrina Sociale della Chiesa (cosa che Benedetto ha fatto lodevolmente con la Caritas in Veritate). Il mondo globalizzato pone insomma nuove sfide sociali, oltre che etiche, a chi crede. E se questo è il secolo delle fedi come qualcuno ha suggerito, il cattolicesimo dovrà conquistare un suo posto al sole. È quello che Ratzinger ha cercato di fare in otto anni di papato. È quello che cercherà di fare, nascosto al mondo, pregando perché ciò accada.

Ma non è tutto. Resta una Curia da rivedere, invecchiata e divisa da Vatileaks; una collegialità da ripensare, perché “ingravescentem aetatem” (l'età che sopravanza) potrebbe essere la frase sempre più pronunciata da Papi che supereranno agevolmente e gagliardamente l'ottantina grazie all'allungamento della vita. Il Papato pesa, può addirittura schiacciare chi ne porta il peso come accadde a Giovanni Paolo I; è per questo che bisogna rivedere il modo di esercitare il ministero petrino. Se per caso da questo Conclave uscisse un Papa che non è cardinale, automaticamente sarebbe un forte ridimensionamento della Curia stessa e del suo peso.

Insomma, i problemi sul piatto sono aumentati in questi 35 anni. Benedetto ha dimostrato di non essere un Papa di transizione né di conservazione, col suo gesto clamoroso e con quanto ha compiuto nel suo regno. Sono tutti spunti, semi piantati che aspettano di essere colti, lo abbiamo già detto più volte e lo ripetiamo anche adesso, all'inizio della Sede Vacante. Toccherà al successore provare a farli fruttificare.

Iscriviti alla newsletter
Tags:
vocazionipaparatzinger
in evidenza
Ciclone al Sud, sole al Nord Il meteo divide l'Italia in due

Come sarà il weekend

Ciclone al Sud, sole al Nord
Il meteo divide l'Italia in due

i più visti
in vetrina
Ferrovie dello Stato, al via un nuovo modello per cantieri più sostenibili

Ferrovie dello Stato, al via un nuovo modello per cantieri più sostenibili


casa, immobiliare
motori
Nuovo Mercedes Citan, piccole dimensioni per un grande van

Nuovo Mercedes Citan, piccole dimensioni per un grande van


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.