Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Politica » Ddl “anti maranza”, Mauri (Pd): “Il governo criminalizza i giovani per un pugno di voti”

Ddl “anti maranza”, Mauri (Pd): “Il governo criminalizza i giovani per un pugno di voti”

Il responsabile Sicurezza del Pd Matteo Mauri attacca il ddl anti-maranza approvato dal governo: un’operazione di etichettamento pericolosa, che usa il disagio giovanile, aggravato dal Covid, per un tornaconto elettorale. Il commento ad Affaritaliani

Ddl “anti maranza”, Mauri (Pd): “Il governo criminalizza i giovani per un pugno di voti”

Ddl “anti maranza”, Matteo Mauri (Pd): “Sbagliato chiamarlo così. Si etichetta un’intera generazione”

Il disegno di legge che introduce la presunzione di imputabilità per i minori tra i 14 e i 18 anni, ribattezzato “ddl anti-maranza”, punta a contrastare l’aumento della criminalità giovanile, ma nei fatti, secondo le opposizioni, rischia di produrre l’effetto opposto. Lo sostiene con forza Matteo Mauri, responsabile Sicurezza del Partito Democratico, che intercettato da Affaritaliani boccia senza mezzi termini sia il merito della norma sia il linguaggio con cui viene comunicata.

Il primo bersaglio delle critiche di Mauri è proprio il termine “maranza”, ormai entrato nel lessico istituzionale. Un termine, dice, “assurdo, che non vuol dire niente”, imbracciato dalla destra e svuotato del significato che aveva un tempo per essere applicato genericamente ai giovani. Per l’esponente dem si tratta di un’operazione di etichettamento e criminalizzazione “molto pericolosa dal punto di vista sociale”, messa in campo per portare a casa un dividendo elettorale.

“Nel dibattito pubblico si sta producendo un danno reale: i giovani vengono raccontati come un problema del Paese, quando invece è tra loro che si trova la soluzione. Criminalizzare un’intera generazione non è degno di un Paese civile che si assume le proprie responsabilità. Non siamo sorpresi da questo governo, ma stavolta sono andati oltre anche nell’uso istituzionale del termine ‘maranza’, assolutamente inappropriato”, dice Mauri.

Per Mauri la vera emergenza da affrontare è un’altra: la vulnerabilità di una generazione che ha attraversato il Covid, con strascichi pesantissimi ancora visibili. “Il governo fa esattamente il contrario di quello che dovrebbe fare: usa strumentalmente un fenomeno per guadagnare consenso, criminalizzando una generazione senza fare nulla per rimuovere gli ostacoli e migliorarne le condizioni. Un’irresponsabilità a 360 gradi. Questa pericolosa operazione di etichettamento può portare qualcuno, nella costruzione della propria identità, a costruirla in negativo”, ribadisce l’esponente del Pd.

Leggi anche: Minori, da adesso cambia tutto: ecco cosa prevede il ddl “anti maranza”

Il responsabile Sicurezza del Pd inquadra il ddl in una linea già tracciata da altri provvedimenti del governo, a partire dal decreto Caivano. “Il punto non è se combattere la criminalità, che certamente va combattuta. Su quella giovanile bisogna domandarsi le ragioni e rimuovere le cause. Pensare di risolvere il problema per decreto non porta a nulla, bisogna intervenire sulle cause, non sugli effetti, questa è l’unica strada possibile”, dice.

A incidere, e a peggiorare le cose, è la condizione del carcere nel nostro Paese, non “un luogo di recupero, ma anzi un posto dove si verifica l’effetto contrario rispetto alla sua funzione, che dovrebbe essere quella di restituire i detenuti alla vita civile”. Un discorso che, per un sessantenne che rischia di delinquere per altri dieci anni se il percorso fallisce, ha una portata diversa rispetto a un ragazzo di 16 o 18 anni: “Se non si recupera un ragazzo che entra in un istituto penitenziario, lo si perde per sempre. Si rischia di ritrovarlo a delinquere per i successivi 50 o 60 anni. La chiave è lanciare iniziative che riducano le condizioni alla base dell’aumento della criminalità giovanile, intervenendo alla radice e non sugli effetti”, conclude Mauri. Il ddl dovrà ora passare al vaglio del Parlamento, ma dalle opposizioni il parere è unanime: bocciatura, senza se e senza ma.

LEGGI LE NEWS DI POLITICA