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Politica
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La strategia decisa dal partito e da Silvio Berlusconi segue la linea dura dei falchi: dimissioni in bianco di tutti i parlamentari nelle mani dei capigruppo, Renato Schifani e Renato Brunetta. Dimissioni che, pero', resteranno 'congelate' fino al voto sulla decadenza di Berlusconi da senatore in Giunta per le elezioni del Senato, in programma il prossimo 4 ottobre. Quanto alle eventuali dimissioni dei ministri pidiellini, viene ancora spiegato, sara' argomento che verra' affrontato in una prossima riunione. La linea è stata discussa al vertice a pranzo a palazzo Grazioli.

I vertici del partito e il Cavaliere decidono, quindi, di rialzare nuovamente il livello di tensione, dopo giorni di 'apparente' calma. Ma c'e' chi, tra i fedelissimi dell'ex premier, spiega che il rinnovato annuncio delle dimissioni di massa dei parlamentari sono piu' un segnale chiaro indirizzato al Colle, a Letta e al Pd, che una mossa per far precipitare subito la situazione. Di fatti, un big di peso del partito, afferma: "Si decide in queste due ore....nulla e' certo".

Alla riunione svoltasi a pranzo a palazzo Grazioli, viene riferito, l'ex premier sarebbe tornato a manifestare tutta la sua diffidenza nei confronti del Colle e del Pd, senza nascondere la forte irritazione - riferiscono fonti pidielline - per il nuovo altola' del Capo dello Stato sull'instabilita' politica. Mi fanno fuori, mi eliminano dalla scena e dovremmo pure stare zitti e votare tutto quello che il governo ci propina?, sarebbe stato lo sfogo di Berlusconi.

In un partito gia' provato dalle fibrillazioni interne per la futura governance di Forza Italia, va in scena una nuova doppia linea: i 'falchi' pronti alla guerra - e che oggi trovano nuovamente terreno fertile nel 'capo' - e le 'colombe' che tentano di frenare gli intenti bellicosi. Non e' un caso, fa notare un pidiellino ascrivibile fra i filo-governativi, i 'falchi' sono tornati alla carica oggi a palazzo Grazioli, quando non c'era Alfano, impegnato a Torino. Di certo, viene spiegato, tutto il partito, senza distinzioni di linee, sara' compatto accanto al leader quando si arrivera' al voto in Aula sulla decadenza.

BERLUSCONI - "Sono stati i 55 giorni piu' brutti della mia vita, sono 55 giorni che non dormo per accuse infamanti e una sentenza assurda e ingiusta", ha detto Silvio Berlusconi parlando ai gruppi Pdl. "Con Forza Italia ho buttato il cuore oltre l'ostacolo, proprio come successe nel '94. Con Forza Italia possiamo puntare a tornare ad avere il 36% dei voti". E ancora: "Mi descrivono e mi vogliono far passare alla storia come uno che ruba ai cittadini. Io non ho mai rubato. Vogliono buttarmi fuori dalla storia".

LA LEGA - Anche leghisti pronti a dimettersi se la Giunta vota la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. Fonti Pdl riferiscono che sono in corso contatti tra la Lega e il Pdl in questo momento. La notizia e' stata riferita anche a Berlusconi nel corso dell'assemblea dei gruppi. L'obiettivo della Lega, viene spiegato, e' fa cadere il governo quanto prima e tornare al voto e le dimissioni di due gruppi parlamentari, sia alla Camera che al Senato, non potrebbero non essere tenuta in giusta considerazione dal Capo dello Stato.

EPIFANI - Guglielmo Epifani ha attaccato duramente la decisione dei parlamentari del Pdl di dimettersi se sara' votata la decadenza di Silvio Berlusconi. "Le decisioni e i toni incredibili usati oggi dal Pdl sono l'ennesima prova di irresponsabilita' nei confronti del Paese", ha dichiarato il segretario del Pd. "Il presidente del Consiglio e' a New York a rappresentare l Italia di fronte all'Onu e ai mercati mondiali. In Parlamento il Partito Democratico e' impegnato nell'approvazione delle riforme. Ogni giorno vengono messi in discussione delicati assetti del sistema industriale e dei servizi. E il Pdl pensa a sfasciare tutto, a rendere instabile l'azione del governo volta a risolvere i problemi degli italiani", ha aggiunto. "Difficile credere che si possa arrivare a tanto. I cittadini possono verificare ancora una volta chi tra mille difficolta' si adopera per fare e chi invece vuole buttare tutto all'aria", ha concluso.

SACCOMANNI - Il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, ritiene che "il governo non puo' cadere", nonostante le minacce del Pdl. "Credo che questo sia un momento istituzionale e politico molto difficile ma sono fiducioso che alla fine prevarra' il senso di responsabilita', come affermato da tutti i partiti della coalizione", ha dichiarato il ministro a 'Otto e Mezzo', "c'e' un dibattito in corso, vediamo come si concludera' ma credo che nessun partito abbia un interesse vero a interrompere il percorso di risanamento dei conti pubblici e rilancio dell'economia che e' in corso". "Secondo me il governo non puo' cadere, poi la politica ha sempre delle sorprese", ha concluso Saccomanni.

I NON ELETTI - Nessun problema per Nicola Morra se i parlamentari del Pdl si dovessero dimettere. "Fa sorridere la proposta di dimissioni in massa dei parlamentari Pdl in caso di decadenza del condannato a 4 anni Berlusconi, come prescrive la legge", ha dichiarato il capogruppo dell'M5S in Senato. "Nessun problema. Li prendiamo in parola. In caso di dimissioni in massa dei parlamentari Pdl, voteremo a favore della loro decadenza, come tra l'altro abbiamo sempre fatto in questa legislatura. In questo modo entreranno in carica alla Camera e al Senato i primi dei non eletti nelle liste Pdl. Finalmente un po di ricambio!", ha aggiunto.

SCHIFANI - "In questo momento grave, aprite una riflessione, ognuno sulla propria storia. Riflettete se sentite il bisogno di offrire la prosecuzione della vostra vita politica nel momento in cui, il 4 ottobre, a Berlusconi sara' ancora, un'altra volta, negato il diritto alla verita'". Lo ha detto, secondo quanto viene riferito, il capogruppo del Pdl al Senato, Renato Schifani, aprendo i lavori dell'assemblea dei parlamentari, invitandoli a riflettere sulle dimissioni da rassegnare dopo il voto sulla decadenza di Berlusconi.

BRUNETTA - Anche Renato Brunetta, dopo Schifani, ha invitato i parlamentari del Pdl a decidere nel silenzio della propria coscienza. E' importante - ha detto - fare una valutazione etica, oltre che politica. Come rispondere a quello che accadra' il 4 ottobre? Occorre decidere liberamente, individualmente, nel silenzio della propria coscienza, su che tipo di risposta dare. Per quanto mi riguarda, la risposta me la sono data.

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