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Bologna, arresti dove citofonò Salvini. Borgonzoni: Istituzioni inerti da anni

Un anno fa l’indignazione per la “citofonata” di Salvini a Bologna. Il quartiere vive da sempre quel problema nell’inerzia. Borgonzoni (Lega): “E’ la realtà”.

Bologna, arresti dove citofonò Salvini. Borgonzoni: Istituzioni inerti da anni
Borgonzoni

Per un caso fortuito, una perquisizione in seguito al pedinamento di uomo in possesso di droga, sono finiti in manette due persone dell’appartamento oggetto della “citofonata”, un anno fa, di Matteo Salvini al Pilastro di Bologna. Evento accaduto allora in seguito alla segnalazione di una signora del quartiere. Nell’appartamento, una casa popolare del Comune, sono stati trovati hashish, marijuana, cocaina, proiettili, un taser e banconote false. Il materiale ha fatto scattare le manette per spaccio e la denuncia per porto d’armi. Ne abbiamo parlato con Lucia Borgonzoni, candidata governatore per la Lega alla Regione durante quella campagna elettorale.

“Borgonzoni, qual è stata la sua reazione alla notizia?”

“Al tempo si sono indignati tutti i benpensanti di sinistra perché Salvini ha suonato a un campanello e ha chiesto ‘è vero che la vostra famiglia spaccia in questo quartiere?’, dopo le segnalazioni avute dai cittadini. Ci sono state prima ripetute segnalazioni alle istituzioni, agli enti locali, dalla signora che aveva detto questa cosa a Salvini ma nessuno aveva mai fatto niente”.

“E quindi?”

“Sa… con un atteggiamento diverso delle istituzioni locali la signora non si sarebbe neanche permessa di avvicinarsi a Salvini. Ma qui in Emilia l’atteggiamento è quello. La sinistra dice ‘comando io e decido cosa si dice e cosa no. Tutto quello che non va si nasconde sotto il tappeto e tu non ti devi permettere di alzare quel tappeto’”.

“Bologna è una città come tutte le altre che vive i problemi che hanno tutte le altre, non il paradiso in terra come certa cultura d’accatto propaganda da sempre a canali unificati. Avrei capito la critica alla ‘citofonata’ come modo di fare. Ma un partito che sta nella realtà di un territorio poi si sarebbe posto il problema di cosa accade, da sempre, in quel quartiere… o no? Sono cresciuto in quel quartiere e so cosa accade…”

“Chi amministra non ascolta più, da anni. E invece di porsi delle domande sul perché, in una città come Bologna, una signora vada da Salvini, si è preferito strumentalizzare la cosa e costruire in tv programmi che si sono messi a intervistare in chiaro un ragazzino, un minorenne, che diceva che era tutto ok. La sinistra ha strumentalizzato un ragazzino che è stato mandato in televisione per cercare di far passare che la questione fosse un’invenzione della Lega, che è brutta e cattiva, perché denuncia una cosa inesistente. Hanno raccontato che in quella casa c’era il paradiso. Ma non è così”.

“La invito a una riflessione. Il modo di muoversi di Salvini è fuori dalle righe però solleva un problema di masse di cittadini disperati, abbandonati a sé stessi, inascoltati dalle istituzioni, ad ogni livello… mi sembra questo il problema in generale…”

“Eh si, ci vorrebbe un bagno di umiltà e mettersi in discussione su come si sta vicino ai cittadini, invece che dire ‘a Bologna tutto va bene, lì ci sono i  cattivi qua i buoni’, bisognerebbe preoccuparsi di indagare meglio. Chi è di sinistra può dire ‘non avrei mai suonato il campanello’. Si può discutere dicendo che si poteva sollevare il problema in un altro modo. Va bene, lo capisco. Ma la questione di sostanza è che i cittadini vogliono risposte non si gingillano sulla forma. Il problema va comunque risolto. Si sarebbero dovuto porre il problema di come mai ci sono zone dove per tanto tempo le condizioni di vita dei cittadini sono queste”.

“La cosa che francamente colpisce è l’assenza totale di ogni istituzione che al massimo si presenta quando il danno è fatto. Un soggetto che fa politica dovrebbe cercare di riconquistare il voto della signora o di chi sente quel problema e non lasciarlo tra le braccia di Salvini, oltretutto se si pensa che sia il male o no?”

“Oltre il  caso della casa della citofonata oggi c’è un’altra vicenda, il caso di Jolanda di Savoia (E’ notizia del giorno che il governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, sia sotto inchiesta per abuso di ufficio. Avrebbe cercato di convincere i comuni vicini a Jolanda di Savoia a negare personale all’amministrazione del paese nel ferrarese che aveva promesso di appoggiare Lucia Borgonzoni alle regionali del 2019. Bonaccini si è detto estraneo ai fatti, ndr). Sono modi di intendere che dimostrano come Bologna e la regione le considerino cosa loro e nessuno può metterle in discussione. Va tutto bene e chi osa dire il contrario e una brutta persona e mente. Poi il tempo ti riporta qual è la verità. Il cambio di colore di un’amministrazione è anche democrazia. Ma non tollerano la possibilità di non poter governare”.