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Politica
Vince Giorgia Meloni, l'Italia spera che sia femmina

Non sarà una passeggiata per la Meloni entrare nella stanza dei bottoni. E non sarà facile trovarli i famosi bottoni


"Speriamo che sia femmina?", ci chiedevamo a fine agosto ospitando alla Piazza, la kermesse estiva di Affaritaliani.it, l'intervista a Giorgia Meloni in cui la fondatrice di Fratelli d'Italia lanciò per la prima volta e con forza e convinzione la sua candidatura a Palazzo Chigi.

Avevamo ovviamente messo il punto interrogativo nel titolo del nostro evento. Ora il popolo italiano in maggioranza ha scelto di cancellarlo e ha indicato in lei, Giorgia Meloni, una femmina appunto, la vincitrice.

E' lei la più votata. E' a lei che spetta la leadership del Centrodestra. Ed è a lei che dovrà bussare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per dare al Paese un nuovo premier e un nuovo governo mandando a casa il banchiere Mario Draghi.

Resteranno delusi i molti opinion leader del mainstream e dei giornaloni che hanno rispolverato in queste settimane l'artiglieria pesante per bloccare l'ascesa della leader della Fiamma.

Ma il bisogno di rinnovamento, di discontinuità, di disruption, la voglia di una svolta radicale ha infine prevalso su ogni altra preoccupazione tra gli italiani.

Certo, non sarà una passeggiata per la Meloni entrare nella stanza dei bottoni. E non sarà facile trovarli i famosi bottoni. Bisogna mandare in pensione una classe politico-burocratica e un blocco di potere "cattocomunista" che dal Dopoguerra comanda in Italia e ovviamente remerà contro difendendo con i denti le proprie posizioni di potere. Nei ministeri, nelle banche, nei giornali, in Rai, nelle aziende pubbliche, nella magistratura, nella sanità e ovunque.

Un blocco di potere a piovra che ha incluso, omologato e corrotto abilmente in questi decenni ogni tentativo di cambiamento politico, dalla Lega di Bossi ai 5 Stelle di Grillo e Casaleggio.

Ulteriore difficoltà per la Meloni sarà trovare un equilibrio all'interno del Centrodestra, riducendo Salvini e Berlusconi al ruolo sostanziale di bravi collaboratori gregari. Come pure non sarà facile mettere insieme una squadra di ministri e una nuova classe dirigente coesa, compatta, autorevole e competente

Un compito da far tremare i polsi, insomma alla giovane leader femmina .Per non parlare del momento drammatico dell'economia, con i molti dossier lasciati aperti e irrisolti da Draghi.

La Meloni conosce bene i suoi polli, fa politica da una vita, studia e lavora con cura sui dossier. Le facciamo i migliori auguri, nell"interesse dell'Italia. Un Paese da troppo tempo sgovernato, che ha bisogno di serietà, competenza, stabilità e rigore al vertice. Forza Giorgia.

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    giorgia meloni elezioni vittoria





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