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Travaglio: “Berlusconi ce l’ha piccolo”. La pagina fake de Il Fatto

Titolo di apertura: “Berlusconi ce l’ha piccolo”. La prima pagina fake de Il Fatto Quotidiano lanciata dal blog satirico Spinoza.it è diventata un caso. La prima direzione di Marco Travaglio viene messa alla berlina e in Rete esplode l’umorismo. FOTO

La prima pagina fake de Il Fatto Quotidiano lanciata dal blog satirico Spinoza.it è diventata un caso. La prima direzione di Marco Travaglio viene messa alla berlina e in Rete esplode l’umorismo. L’anti-berlusconismo con il quale Il Fatto ha consolidato la propria base di lettori nei primi anni di attività e che ha caratterizzato gran parte dei successi del suo nuovo direttore viene portato a livelli parossistici: “Berlusconi ce l’ha piccolo” è l’apertura che evoca i processi legati alle “cene eleganti”, a tutti gli scandali che hanno coinvolto l’ex Cavaliere negli ultimi anni. Vanno letti anche i sommari – “La difesa di Ghedini: ‘Faceva piuttosto freddo’” – e tutti gli altri titoli monodiretti verso il nemico numero uno, per lungo tempo il “core business” di Travaglio come lo stesso Berlusconi sottolineò durante la famosa puntata di Anno Zero di due anni fa, poco prima delle elezioni, quella del fazzoletto usato per pulire la sedia e della lite tardiva e farsesca con il conduttore Michele Santoro.

Nei titoli compaiono anche “Majorana ritrovato in Venezuela ‘Sparii dopo l’editto bulgaro’” e “Dell’Utri intercettato al telefono con Ranocchia”. Già, le intercettazioni: un altro leit motiv del quotidiano per oltre cinque anni diretto da Antonio Padellaro. E che dire della specificazione che accompagna sin dal primo numero la testata trasformata in “Non riceve finanziamenti pubblici per cui scusate la grafica” e dell’editoriale compulsivamente anti-berlusconiano con il titolo-calembour “Nazareno: nano e zar”?

Un pezzo di satira da manuale. Quella stessa satira che Il Fatto ha spesso mescolato – proprio con Travaglio – ai suoi articoli “seri”, con il Corriere della Sera che diventava Pompiere con Berlusconi, il quale, per la sua generosità con le olgettine, veniva ribattezzato Silviomat. Quella stessa satira che Il Fatto ha difeso con la pubblicazione del numero di Charlie Hebdo successiva ai fatti del 7 e del 9 gennaio.

Spinoza ha scelto Il Fatto Quotidiano, ma avrebbe potuto citare le altre testate nazionali che sulla difesa di Berlusconi (Libero, Il Giornale e Il Foglio) o sul suo attacco (Repubblica) hanno costruito per anni la propria linea editoriale. L’avvento di Matteo Renzi ha dimostrato che il problema non era limitato a Berlusconi, incarnazione del conflitto di interessi, ma è diventato una patologia della stampa nazionale. Una stampa provinciale e che si occupa degli esteri solamente quando questi hanno qualche legame con l’Italia.