Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
Che cosa sarebbe accaduto se si fosse votato in Italia per le Politiche? Affaritaliani.it ha chiesto al sondaggista Alessandro Amadori di analizzare la situazione italiana partendo dalle Regionali francesi.
“Sono due contesti troppo diversi per fare un confronto diretto. Non sono affatto stupito che in Francia abbia vinto la Le Pen, lo indicavano tutti i sondaggi e anche il buon senso dopo quello che è accaduto il 13 novembre a Parigi. La vittoria del Front National era quindi scontata”.
Fatta questa premessa, passiamo al nostro Paese. “In Italia la situazione è diversa e gli equilibri sono quelli che abbiamo visto in queste settimane. Il Partito Democratico avrebbe quasi certamente vinto le elezioni politiche con una percentuale tra il 30 e il 33”, spiega Amadori.
“Il M5S è molto difficile da valutare. In Francia non esiste un partito simile ed è per questo che non si possono fare paragoni diretti. In Francia la delusione e l’aggressività degli elettori vanno tutte verso il Front National, in Italia si dividono tra M5S e Lega. Detto ciò, il dato del M5S dipenderebbe molto dall’affluenza alle urne: potrebbe restare al 25-26% come salire fino al 30% con una partecipazione al voto molto bassa”.
“Una lista unitaria di Centrodestra prenderebbe il 27-30% e quindi sarebbe a ridosso di Pd e M5S. Al suo interno la Lega è al 15-16%, Forza Italia – difficile da stimare – oscilla tra il 9 e il 12% e Fratelli d’Italia, tonico in questo momento, vale il 5% circa”. E Sinistra Italiana? “E’ una variabile non facile da prevedere. Oggi è tra il 4 e il 5% ma dipende dalla campagna elettorale, dai contenuti e dai candidati. SI potrebbe anche avere un exploit di SI che metterebbe in difficoltà il Pd, sottraendogli voti e facendo quindi vincere o i 5 Stelle o il Centrodestra”.
