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Politica
Anche Giuliano Ferrara si iscrive al partito dei Convertiti d’Italia

Partito dei Convertiti d’Italia, si iscrive anche Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara ha preso la tessera di iscrizione al più grande partito italiano, quello dei “Convertiti d’Italia”. Di questo partito storico, il più antico della penisola, ne avevamo parlato qui.

Sono tempi di conversione e riconversione, sono tempi di finte ceneri sul capo, sono tempi dei distinguo, sono tempi del riposizionamento mediatico.

Giuliano Ferrara, per sua stessa ammissione informatore prezzolato della Cia ai tempi di Craxi e ministro della Repubblica con Berlusconi, compie l’ennesimo salto carpiato e si ricicla che hai visto mai uno strapuntone (date le dimensioni) lo prende pure lui. L’età non conta basta la passione e soprattutto l’arte della parola.

E quindi Giulianone, che oltre alle attività da 007 per gli Usa, è comunque un bravo giornalista a suo modo ha voluto magnificare l’entrata di Giorgia Meloni in Parlamento.

Il giorno dopo del discorso non resistette e ci andò giù di lirica con un pezzo su Il Foglio in cui definiva, tra l’altro, Giorgia Meloni “zingara andalusa” e poi il gran finale: “Avrebbe potuto fare di quell’Aula sorda e grigia un bivacco per i suoi simboli, invece sembrava la presidente del Consiglio scelta dagli elettori” in cui richiamava il famoso discorso di Benito Mussolini del 16 novembre 1922, quasi cento anni fa: «Potevo fare di questa Aula sorda e grigia un bivacco di manipoli: potevo sprangare il Parlamento e costituire un Governo esclusivamente di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto.»Dunque, subdolamente, Ferrara istilla il parallelismo e poi, avrà pensato, tutti e due hanno il cognome che inizia con M.E quindi la lusinga sottesa all’articolo incensatorio, magari pensando a “M. la figlia del secolo”.

Il direttore pare conoscere la mistica della PNL, sciorina armoniosamente i suoi accordi di flauto per raggiungere i suoi obiettivi. Ferrara ha infatti col il Potere, quello con la “P” maiuscola, un rapporto che, per restare in tema, è lo stesso dei protagonisti del Signore degli Anelli, con il manufatto forgiato sul Monte Fato: ne è letteralmente affascinato, ammaliato, posseduto.Tanto ha risentito del suo influsso da diventare ministro di Berlusconi, lui ex comunista, ex socialista, ex trastullatore infantile di Palmiro Togliatti, sulle cui ginocchia era depositato quando le dimensioni ancora lo permettevano.Ferrara ha un rapporto oscuro con il Potere.

Giuliano Ferrara, Sauron alla ricerca dell’anello del Potere che si trova a Mostacciano

Lui è il Sauron della politica giornalistica italiana, lui ha forgiato l’anello fatale che ha rovinato l’Italia, iniziando dai suoi talk show spazzatura che sono l’origine di tutte le attuali nefandezze televisive.Ed ora sente, come nella saga, che l’anello è vicino, molto vicino. L’anello ora si trova a Roma, dalle parti di Mostacciano, in una villetta che guarda caso ricorda proprio le casette degli Hobbit, su un delicato pendio immerso nel verde smeraldo.

Per lui la vita è stata tutta una ricerca dell’anello del Potere che però, beffardamente, ha solo potuto possedere per pochissimo tempo, ma il suo influsso lo sente ancora tutto. Questo spiega la manovra avvolgente che Ferrara in questi giorni sta facendo su Giorgia Meloni. Scrive elogi epici, ricerca e forgia frequenze arcaiche capaci di far risuonare il mondo degli Hobbit. Lui ne è capace ed ora cerca di sfruttare questa dote per rifarsi sotto, dopo aver ormai girato l’intero arco costituzionale. Faccia quindi attenzione Giorgia / Frodo che ora possiede l’anello. Molti lo stanno cercando per averlo. Molti si avvicineranno per lusingarla, ma uno è particolarmente pericoloso: il mangiafuoco ex comunista.

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