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berlusconi condanna cassazione (6)

La fragile tregua tra Pd e Pdl si incrina sul calendario dei lavori della giunta delle elezioni del Senato. Se l'esito del secondo giorno di lavori aveva soddisfatto un po' tutti, l'ufficio di presidenza odierno registra una rottura tra democratici e berlusconiani. Dovuta al mancato accordo sul calendario dei lavori. Con il Pdl che chiede tempi più lunghi, due settimane per arrivare al voto, per voce del senatore Caliendo. E Pd e M5S che si oppongono, e spingono per procedere ad oltranza. La decisione è demandata alla plenaria della giunta (che si riunirà domani alle 15), ma l'ipotesi più probabile è di iniziare domani, tenere una seduta venerdì o lunedì e poi votare la relazione di Augello all'inizio della prossima settimana. La sintesi toccherà al presidente della giunta Stefàno. "Proverò domani a convincere i gruppi" - ha detto Stefàno - "Alla fine il capogruppo del Pdl ha proposto giovedì prossimo per il voto". Parole dure arrivano dal socialista Buemi: "Ci sono diktat che provengono dall'esterno, e non dal centrodestra - denuncia il capogruppo del Psi -, che rischiano di riportarci alla situazione di ieri".

In precedenza parole concilianti erano arrivate dal Renato Brunetta. "Il Pd si è accorto di aver sbagliato ad accelerare, e ha fatto marcia indietro. Si è diffuso un po' di buonsenso, ma solo un po'". Su Twitter, Renato Brunetta, capogruppo Pdl alla Camera, commenta così gli sviluppi della situazione. Poi, ai microfoni di Radio Anch'io  aggiunge che "sarebbe stata una follia decidere tutto in 24 ore. Il Pd si sta comportando in questo modo solo per ragioni politiche e congressuali, oltre che per accontentare la parte giustizialista e fondamentalista della sua base".

I rischi per la tenuta del governo comunque rimangono. Brunetta ribadisce la minaccia del Pdl. "Se il Pd voterà in giunta con Sel e  Cinquestelle per la decadenza di Berlusconi, allora lo stesso Enrico Letta dovrebbe prendere atto che la maggioranza è cambiata su un voto politico e non giuridico". E ipotizza un intervento 'dall'alto' dietro lo slittamento dei lavori della giunta: "Evidentemente qualcuno ha frenato il Partito democratico. Penso, molto probabilmente, anche se non lo so con esattezza, il Colle più alto".

Dalle file dell'esecutivo interviene il ministro Maurizio Lupi: "Un conto è una battaglia sulla giustizia e su una sentenza che riteniamo ingiusta, una cosa è la vita del governo". "Il governo - ha aggiunto - prosegue perché farà la sua parte se attuerà il programma". Per questo il ministro richiama il Pd ad essere responsabile: "Dico al Pd che sarebbe da irresponsabili, pur di cacciare il nemico Berlusconi, mettere in ginocchio un Paese mentre il governo sta facendo lo sforzo per rilanciare l'economia e l'occupazione. Solo per il mio ministero in Legge di Stabilità ci sono interventi per 10 miliardi di euro. Bloccarli vuol dire rinunciare a più di centomila posti di lavoro".

Condivide la decisione della giunta anche secondo il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, che però non si sbilancia: "Se la giunta ha deciso di farlo è giusto così", anche se precisa "non mi sento di dare giudizi sul lavoro della giunta".

Dopo che le questioni pregiudiziali sono state ritirare e trasformate in altrettante questioni preliminari inserite direttamente nella relazione generale dal relatore Andrea Augello, i tempi per la decisione a questo punto si dilatano. Come noto il senatore Pdl ha proposto di convalidare l'elezione di Berlusconi, cioè di mantenerlo in carica. Il regolamento, consente di parlare a ciascun membro della giunta - sono 32 - per un massimo di 20 minuti ciascuno e assegna ancora a ciascun gruppo un'ora di tempo aggiuntiva. Risultato: oltre 15 ore di dibattito, più le pause e i rinvii. Successivamente si procederà al voto sulla relazione di Augello. In caso di bocciatura il relatore decadrà dall'incarico e se ne nominerà uno nuovo che dovrà redigere la seconda proposta. Seguirà una nuova discussione, e l'ex premier avrà dieci giorni di tempo per difendersi e per essere ascoltato dalla Giunta. Solo dopo si potrà procedere al voto.
 

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