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Giunta/ Pezzopane ad Affaritaliani.it: si vota settimana prossima

Di Tommaso Cinquemani
 twitter@Tommaso5mani

Stefania Pezzopane

Gli occhi del mondo politico sono fissi sulla Giunta delle elezioni del Senato. Stefania Pezzopane, vicepresidente dell’organo di Palazzo Madama, spiega con una intervista ad Affaritaliani.it quali sono le tempistiche: “Alla fine della discussione generale, la prossima settimana, ci sarà il voto sulla relazione di Augello che presumibilmente verrà bocciata. Berlusconi avrà 10 giorni per presentare le proprie memorie e per l’audizione pubblica. A quel punto la Giunta si riunirà in Camera di consiglio e voterà” sulla decadenza. Secondo la senatrice i componenti voteranno “secondo coscienza, senza farsi intimidire dalle minacce del Pdl”. Le dimissioni? “Berlusconi avrebbe dovuto darle cinque minuti dopo la sentenza”.

Senatrice Pezzopane, dopo il rinvio di martedì in Giunta, come procederanno ora i lavori?
“Con la seduta di martedì la Giunta ha iniziato la discussione generale sulla proposta di Augello. Ci siamo iscritti a parlare in molti e il dibattito inizierà giovedì alle tre e continuerà fino alle otto. Ci sarà poi un aggiornamento. Alla fine della discussione generale, la prossima settimana, ci sarà il voto sulla relazione di Augello. Presumendo che verrà bocciata, il presidente nominerà un nuovo relatore e si inizierà la contestazione al senatore Berlusconi. Il Cavaliere avrà 10 giorni di tempo per presentare memorie e per l’audizione pubblica. A quel punto la Giunta si riunirà in Camera di consiglio e voterà”.

In questi ultimi giorni abbiamo assistito ad uno scontro frontale tra Pd e Pdl, il quale ha minacciato più volte di far cadere il governo. L’ipotesi che l’esecutivo Letta non duri a lungo è fondata?
“Intanto voglio dire che queste sono brutte minacce, perché confondono la vicenda giudiziaria di Berlusconi, che è condannato da tre tribunali, con sentenza irrevocabile, con la vita del governo. C’è poi un patto di governo dentro al quale non c’era affatto l’immunità di Berlusconi. Ciò premesso i componenti della Giunta devono agire secondo coscienza e rispettando la legalità. Non ci possono essere diktat politici. Queste minacce nascondono un Pdl molto sfilacciato, tanto è vero che a financo di un Brunetta che sbraita, c’è Quagliariello che ammorbidisce i toni”.

Proprio Renato Brunetta ha detto che la proroga di ieri in Giunta è stata possibile solo grazie ad un intervento di Napolitano che ha spinto sul Pd per evitare di accelerare i tempi. E’ così?
“Brunetta non ha capito quello che è successo, perché ieri i tempi si sono accelerati. Se noi avessimo usato il metodo di lavoro del Pdl avremmo prima dovuto votare le pregiudiziali e poi iniziare la discussione generale, invece siamo già alla discussione generale. La raccomandazione di Napolitano vale per tutti i componenti del Parlamento ed è quella di non alzare i toni”.

Eventuali dimissioni spontanee di Berlusconi da senatore sarebbero accolte favorevolmente dal Pd?
“Io credo che Berlusconi si sarebbe già dovuto dimettere da tempo, cinque minuti dopo la sentenza definitiva di terzo grado. E invece ha obbligato il Paese in queste settimane a discutere di una cosa che non andava discussa assolutamente in questi termini”.