Il governo Draghi era quello che ci voleva per l’Italia in questo momento difficile? “Sì”. Risponde in modo chiaro e netto il senatore Pierferdinando Casini alla domanda di Affaritaliani.it. Quanto alla convivenza tra la Lega e il Partito Democratico, l’ex presidente della Camera afferma: “Non sarà un problema. In condizioni normali sarebbe un problema insormontabile, ma la strada aperta dal Presidente Mattarella, che ha messo tutte le forze politiche di fronte alle loro responsabilità, e l’autorevolezza di Draghi sono due elementi che rendono possibile la coesistenza tra due partiti come la Lega e il Pd. Le forme e i modi li sceglierà il premier incaricato”.
Salvini ministro? “Di solito in casi come questi c’è sempre la tendenza a sfumare la rappresentanza politica, anche perché, probabilmente, i leader si vorranno giocare il governo del Paese quando ci saranno le elezioni”. Insomma, “è difficile che i leader e i segretari dei partiti” entreranno nel governo Draghi. Ma anche la convivenza tra M5S e Berlusconi non sarà facile… “Nemmeno questo è un problema insormontabile, viste le condizioni”.
Quanto al ruolo di Conte, Casini spiega: “Probabilmente andrà ad affiancare il M5S che lo ha designato come presidente del Consiglio per due esecutivi. E’ naturale che succeda ed è anche nella logica delle cose”.
L’orizzonte temporale del governo Draghi è la fine della legislatura nel 2023? “Sotto il profilo costituzionale i governi non nascono mai con una scadenza temporale (tranne ovviamente la fine naturale della legislatura), anche quando sono di scopo. E questo governo ha una scopo molto alto. Il concetto della delimitazione temporale non esiste. Ricordo che quando la Democrazia Cristiana volle lo scioglimento delle Camere, i parlamentari della Dc, io ero uno di loro, votarono contro il governo Fanfani. La Dc fece insediare quel governo e poi voto contro in Parlamento perché l’intendimento di tutti, a partire dallo stesso presidente del Consiglio, era andare alle elezioni anticipate. Ecco perché un governo nasce con il voto di fiducia senza che possa avere una fine prestabilita”, spiega l’ex numero uno di Montecitorio. E infine, alla domanda se Draghi l’anno prossimo possa essere eletto al Quirinale, Casini risponde: “A pensar male si fa peccato ma qualche volta ci si azzecca”.


