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Regionali Lazio 2023, Beppe Grillo e l'appello al voto utile per aiutare...

Beppe Grillo, il blog e il post di Marco Croatti sul voto utile

Oggi sul blog di Beppe Grillo, tra palline ecologiche per le lavatrici, viaggi nel tempo e intelligenza artificiale per casalinghe di Voghera, compare un post di Marco Croatti sul voto utile. Sono pienamente consapevole che iniziare così un articolo ha dei grossi rischi perché la prima cosa che il lettore giustamente pensa: ma chi è ‘sto Marco Croatti?

Fermi tutti dico io: Marco Croatti è un Senatore dei Cinque Stelle.

Vabbè, non si conosce proprio (io l’ho scoperto oggi), ma è pur sempre un membro delle Istituzioni a cui il cittadino deve dedicare deferenza e attenzione. Il senatore, permettetemi di chiamarlo anche così perché l’italiano non ama le duplicazioni sintattiche, inizia a spron battuto:

“Da anni sentiamo rivolgere l’invito agli elettori al voto utile, un appello che può essere considerato illuminante, perché consente al cittadino di azzerare qualunque tentazione di votare il politico o lo schieramento che lo hanno evocato. Chi invita al voto utile ovviamente chiede il voto per sé; non sulla base di programmi, progetti, visioni di futuro ma sul concetto filosofico peloso che il minaccioso avversario politico, il nemico, debba essere sconfitto per far trionfare il bene, il suo…”.

Croatti, dispiace dirlo, non ha il dono della chiarezza e comincia l’articolo con misteriose sfumature medianiche che riguardano una incomprensibile “evocazione” subita da parte del povero cittadino.

Già immaginiamo Zingaretti e D’Amato che nascosti in una cava della Laurentina in una notte buia e tempestosa, tra alambicchi e pozioni magiche, col cappelletto da mago Merlino “evocano” appunto, il cittadino per farlo votare.

Poi, nel testo, compare un nuovo misterioso abbinamento e cioè il “concetto filosofico peloso”. Cosa sarà mai? Cerchiamo conforto nei grandi? In Hegel, in Kant, in Schopenhauer, in Cacciari (a volte ce coje) o in Nietzsche? Niente. Dobbiamo fare da soli, da bravi amanuensi del pensiero. E qui occorre usare la fantasia. Uno si immagina quindi un concetto filosofico “normale”, diciamo pure ben rasato e profumato e per contrapposizione ideativa allora potremmo “evocare” (questa volta è il caso di dirlo) un “concetto filosofico “peloso”, e cioè con folta capigliatura, ascelle irsutissime e pudenda da foto in bianco e nero vintage di Playboy anni ’70. Chi ha una “certa” capisce subito quello che voglio dire.

Roba da far impallidire le descrizioni che di questi tempi girano in Rete sulle glorie riproduttive di Zaniolo. Ma torniamo, nei limiti del possibile, seri e continuiamo l’istruttiva lettura. “Un approccio che si regge su una considerazione cardine: che i cittadini siano manipolabili, condizionabili, politicamente stupidi e incapaci di ragionare. L’appello al voto utile è dunque rivolto all’utile idiota e viene compiuto dal politico che considera gli elettori delle pecore incapaci di comprendere cosa sia meglio per loro”.

Dunque, se abbiamo capito bene, il cittadino sveglio che vota chi può vincere nella sua area politica di riferimento è un “utile idiota” e l’altro un genio. Veramente, caro senatore, è tutto il contrario. L’ “idiota” è proprio quello che non vota chi può vincere e la pensa abbastanza come lui. E poi il gran finale con esplosione di frizzi, lazzi e carabezzole: “Guarderemo al futuro dei nostri territori puntando con feroce determinazione sulla difesa dell’ambiente, sui diritti sociali, ad uno sviluppo sostenibile che tuteli noi e soprattutto le giovani generazioni. Per questa visione di società vi chiediamo di votarci, se è anche la vostra”.

Attenzione donne, è arrivato l’arrotino! Piantedosi s’armi, gli anarchici si preparino, Ultima Generazione dia il suo contributo che Croatti e i suoi amici si aggirano per le città, le valli e i monti, nonché in qualche caso i deserti, con “feroce determinazione”, roba da RoboCop, Sylvester Stallone e appunto da sito di Beppe Grillo.

Ma è chiaro che l’appello al povero cittadino che il senatore definisce “idiota” è per gli elettori dei Cinque Stelle nel Lazio, in cui il Movimento si presenta diviso dal suo alleato e cioè il Partito democratico (che tra l’altro era odiatissimo da Grillo che lo definiva Pdl-l). L’appello non è per far cambiare in meglio le cose ma per non far vincere il candidato del centro – sinistra. Infatti la candidata M5S Donatella Bianchi ha zero possibilità di vincere, soprattutto dopo il disastro e lo sconquasso che ha provocato a Roma la ex sindaca Virginia Raggi, con una opposizione demagogica al termovalorizzatore (a proposito, si chiama così e non inceneritore), il via libera allo Stadio della Roma in un’area a subsidenza, la differenziata al palo nonostante i proclami, la monnezza stellare, i cinghiali, i gabbiani, i sorci e le piste ciclabili che strangolano il traffico, soprattutto i mezzi di soccorso, e chi più ne ha più ne metta.

Quindi diciamo la verità caro senatore: l’”utile idiota” sarebbe chi vota per chi in passato ha mostrato di non essere in grado di governare e non chi sceglie il “voto utile”.

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