IA, via libera ai decreti: nuove regole per la polizia e stop alle decisioni automatiche sul lavoro
Il Cdm ha approvato in via preliminare – come già anticipato da Affaritaliani qui – due decreti legislativi che adeguano l’ordinamento italiano ai regolamenti europei sull’intelligenza artificiale. I provvedimenti disciplinano le competenze delle Autorità nazionali, l’impiego dell’IA nei percorsi formativi, l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale nelle attività di polizia e gli aspetti legati alla responsabilità civile e penale.
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Le parole del ministro dell’Interno
“Oggi approviamo un provvedimento che disciplina per la prima volta l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale da parte delle forze dell’ordine. L’obiettivo è mettere a disposizione delle forze di polizia le funzionalità più avanzate, al fine di migliorare l’efficienza delle loro attività. Stabilisce che l’IA è importante strumento di supporto all’azione di polizia, senza mai sostituire il ruolo e le decisioni umane. L’intero provvedimento è permeato da questo principio”. Queste le parole del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi durante una conferenza stampa.
Il commento della ministra del Lavoro
Il decreto legislativo sull’Ia “introduce il divieto di decisioni esclusivamente automatizzate: non potrà avvenire che decisioni che incidono sul rapporto di lavoro come l’assunzione, la modifica delle condizioni contrattuali, il licenziamento, le sanzioni disciplinari siano adottate esclusivamente da un sistema automatizzato”. Così ha dichiarato la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, al termine del Cdm, rimarcando il contributo del ministero in particolare su tre articoli (39, 41 e 42). “L’articolo 39 rafforza il ruolo del ministero nel coordinamento delle politiche attive, della formazione continua e dei percorsi di aggiornamento professionale che sono connessi alla transizione digitale”, evidenzia. Mentre l’articolo 42 “lega l’intelligenza artificiale alla sicurezza sul lavoro”.
Spiegando l’articolo 41 sul divieto di decisioni automatizzate, la ministra sottolinea che “deve sempre intervenire una persona fisica che abbia un potere decisionale in merito e fare le adeguate valutazioni. Sono previsti anche degli oneri e degli obblighi di trasparenza nei confronti dei lavoratori e soprattutto la nullità nel caso di licenziamenti che siano adottati in violazione, appunto, del divieto di decisioni demandate solo ed esclusivamente ai sistemi di intelligenza artificiale”.
L’articolo 42, continua, “è altrettanto importante e lega l’intelligenza artificiale alla sicurezza sul lavoro, mettendo in evidenza che laddove l’Ia modifica le modalità di lavoro e l’organizzazione, questo tema deve diventare oggetto anche di una integrazione della valutazione dei rischi resa ai fini degli obblighi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, il Testo unico 81 del 2008″.
Calderone sottolinea che “il decreto legislativo approvato oggi mette ancor più in evidenza quanto sia importante attuare un’impostazione umano-centrica nell’ambito delle decisioni e dei rapporti di lavoro. Impostazione che noi abbiamo adottato nella legge delega 132 del 2025 e nel Piano di azione del G7 di Cagliari”.
Riguardo la formazione, l’obiettivo è “aumentare l’occupabilità, sostenere la riconversione professionale, prevenire l’obsolescenza delle competenze e favorire anche le riconversioni che avvengono per effetto delle grandi transizioni in corso. In questo caso prevediamo l’integrazione tra i percorsi formativi e la certificazione delle competenze, i servizi per l’impiego e la valorizzazione dell’utilizzo di piattaforme tecnologiche che hanno sì una base e un motore nell’intelligenza artificiale ma l’intelligenza artificiale deve servire per sostenere e implementare le competenze”, aggiunge Calderone in riferimento ad Appli, il web coach collegato alla piattaforma per l’inclusione sociale e lavorativa Siisl, e all’altra piattaforma Edo (Educazione digitale per l’occupazione), “al 30 aprile avevamo già formato 167mila persone, al 9 giugno 180mila sulle competenze digitali“.
Da non dimenticare altri due articoli fondamentali, spiega ancora la ministra, “che sono invece dedicati alle professioni regolamentate in cui si dice che l’inserimento dei moduli formativi sull’Ia deve avvenire nell’ambito dei percorsi di formazione continua obbligatoria definiti dal ministero vigilante e dai Consigli nazionali dell’ordine. Importante anche l’articolo 48 che parla di equo compenso dei professionisti e dell’impatto dei sistemi di intelligenza artificiale”.
Il commento di Nordio
Sull’impiego degli strumenti di IA “sul fronte processuale specifico che tutte le attività di rilievo biometrico possono avvenire solo con il controllo della magistratura e su richiesta del pubblico ministero al gip. Solo in caso di urgenza possono essere adottate dal pm, con successiva convalida da parte del gip”. Così si è espresso sul tema il ministro della Giustizia Carlo Nordio durante la conferenza stampa dopo il Cdm che ha approvato i decreti legislativi sull’uso dell’IA.

