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Il senatore M5s membro della Flotilla, “Attivisti picchiati e torturati. Israele esercito criminale”. E su Tajani…

Ad Affaritaliani le parole del senatore pentastellato Marco Croatti, membro della Global Sumud Flotilla. Pieno sostegno agli attivisti e la richiesta di misure urgenti contro il governo israeliano e i suoi vertici

Il senatore M5s membro della Flotilla, “Attivisti picchiati e torturati. Israele esercito criminale”. E su Tajani…

Il senatore del M5s Marco Croatti: “Attivisti della Flottila torturati e massacrati, e l’Europa non muove un dito. Stop all’accordo UE-Israele”

“L’esercito israeliano ha sparato e abbordato in acque internazionali imbarcazioni pacifiche che portavano aiuti umanitari. Hanno picchiato, torturato, arrestato centinaia di attivisti, tra cui 29 italiani, violando qualunque regola del diritto marittimo e internazionale. È gravissimo, intollerabile”.

Così, ad Affaritaliani, il senatore del M5s Marco Croatti, membro della Global Sumud Flotilla, sulle ultime vicende che hanno coinvolto gli attivisti. “Dobbiamo dire grazie alle donne e agli uomini della Flotilla che hanno rischiato la loro incolumità per difendere un popolo massacrato e per combattere contro una visione di futuro in cui è la legge del più forte a decidere il destino dei popoli”, prosegue il senatore, che ha ricordato come, sulla sponda opposta di un mare che bagna anche la comunità europea, si stia consumando un vero e proprio genocidio.

“C’è un esercito criminale che ha sterminato oltre 70mila persone, oltre 20mila bambini, che bombarda scuole, ospedali, persone in fila per il pane. Di fronte a tutto questo l’Unione Europea non ha mosso un dito e ogni volta che paesi come la Spagna hanno provato a chiedere misure contro Israele ci sono stati i governi di Italia e Germania che hanno bloccato ogni richiesta. L’UE non ha alcuna credibilità”, afferma Croatti.

Insufficiente, per il pentastellato, anche la recente posizione del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha annunciato su X di aver chiesto all’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas di inserire nella prossima riunione dei ministri degli Esteri europei l’adozione di sanzioni contro il ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir: più che un primo passo concreto, sarebbe il tentativo tardivo di un governo che starebbe cercando di correre ai ripari dopo mesi di ambiguità.

“Si tratta solo della maschera dell’ipocrisia che crolla a terra e del patetico tentativo di salvare la faccia ad un governo che a parole ora si indigna ma nei fatti continua a proteggere Israele, proprio come ha fatto poche ore fa al Parlamento europeo dove ha votato compattamente con l’estrema destra per bocciare un emendamento presentato dal M5S che chiedeva l’embargo sulle armi europee a Israele. Il governo si indigna e convoca l’ambasciatore israeliano soltanto dopo lo sdegno popolare creato dalla pubblicazione del video degli attivisti della Flotilla torturati e umiliati ma prima, di fronte a migliaia di innocenti fatti a pezzi, mai una parola. Ipocrisia e pavidità politica, ecco come definire le reazioni dei ministri italiani di queste ore”, prosegue Croatti.

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La posizione del M5s è netta anche in merito alla sospensione dell’Accordo UE-Israele: “Chiediamo che l’Europa e l’Italia smettano di dare copertura politica, militare e mediatica al governo criminale di Netanyahu. Chiediamo che venga strappato ogni accordo e sanzioni durissime contro il governo israeliano e tutti i suoi vertici”, ribadisce il senatore.

Croatti rilancia poi la necessità di un intervento coordinato della comunità internazionale e del governo italiano, indicando una serie di priorità operative emerse anche nel confronto avvenuto a Bruxelles al Congresso Parlamentare Globale promosso dalla Global Sumud Flotilla, che ha riunito parlamentari, giuristi e rappresentanti istituzionali da tutto il mondo con l’obiettivo di tradurre la mobilitazione civile in iniziative politiche e parlamentari concrete.

“Si è discusso di corridoio umanitario marittimo verso Gaza sotto verifica ONU, rispetto del diritto umanitario, stop ai trasferimenti di armi verso Israele, responsabilità internazionale tramite Corte penale internazionale e Corte internazionale di giustizia e della costruzione di una rete parlamentare globale stabile. Direi che è arrivato il momento di agire partendo da questi punti”, conclude.

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