Antonio Tajani sul Medio Oriente: “Preoccupati da Hormuz, va trovato un accordo prima possibile. No alla patrimoniale: il nostro obiettivo è meno tasse per tutti”
“L’accordo è vicino, ma non è stato ancora raggiunto e ci sono ancora ostilità in corso. Noi siamo grandi fan dell’accordo diplomatico, siamo preoccupati per il blocco di Hormuz. E’ importante che si raggiunga un accordo il prima possibile per scongiurare nuovi aumenti del petrolio e per scongiurare una crisi dei fertilizzanti con conseguenze sulla nostra agricoltura e su quella dei paesi africani, con rischi migratori”. Così, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, al programma MorningNews su Canale 5, ha fatto un bilancio della situazione in Medio Oriente.
In particolare, Tajani ha sottolineato l’allarme derivante dallo stallo di Hormuz, sottolineano l’urgenza di porre fine al conflitto. A preoccupare è anche la situazione del Libano: “Hezbollah, che continua a lanciare droni su Israele, è responsabile e va disarmato. Bisogna dare un sostegno forte all’esercito libanese e stabilizzare il Libano. D’altra parte Israele dovrebbe fidarsi di più di Unifil, lavorare con l’Onu e contribuire al rafforzamento dell’esercito libanese. Noi come Italia vogliamo essere protagonisti della fase successiva per stabilizzare un governo libanese legittimo e far disarmare Hezbollah attraverso un’azione forte di un esercito che deve essere consolidato e che noi stiamo addestrando”, ha detto. Tajani si è detto anche fiducioso sull’esito delle trattative: “Si sta lavorando sul versante diplomatico per impedire una ulteriore escalation e siamo fiduciosi che la missione americana in corso guidata da Rubio possa impedirla”.
Ebola e patrimoniale
Inoltre, Tajani è intervenuto anche sui rischi di un’eventuale diffusione dell’Ebola: “In Italia non dobbiamo preoccuparci dell’Ebola, ma occuparcene con grande serietà, lavorando affinché il virus non arrivi nel nostro Paese”. Tajani ha spiegato che il ministero degli Esteri è già attivo in coordinamento con il ministero della Salute e con la rete diplomatica italiana all’estero: “Esiste un piano già pronto e una forte collaborazione tra le istituzioni competenti”, ha affermato, sottolineando come il sistema di monitoraggio sia già operativo. Il vicepremier ha comunque ribadito che i rischi per il territorio italiano restano molto bassi, pur in presenza di un’attività di sorveglianza costante. Ha inoltre accolto come positiva la notizia del paziente rientrato in Sardegna dal Congo, risultato negativo al test per il virus. “A Cagliari il caso è stato gestito con grande tempestività”, ha osservato.
Nel corso dell’intervento, Tajani ha poi affrontato anche temi di politica economica. A margine di un incontro con i cronisti in piazza Montecitorio, ha ribadito la posizione di Forza Italia sul fisco, escludendo categoricamente l’ipotesi di un aumento della pressione fiscale o l’introduzione di una patrimoniale. “La sinistra riesce a trovare unità solo quando si parla di aumentare le tasse. Con noi non ci sarà mai un aumento della pressione fiscale”, ha dichiarato, aggiungendo che la linea del partito resterà invariata anche in vista delle prossime campagne elettorali.
Tajani ha invece rilanciato l’obiettivo di una riduzione delle imposte, a partire dalla detassazione delle tredicesime e da interventi legati alla produttività dei lavoratori, con l’obiettivo dichiarato di garantire salari più adeguati. Sul fronte delle coperture economiche, il leader di Forza Italia ha indicato la possibilità di valorizzare strumenti finanziari già esistenti, come le casse previdenziali e i fondi pensione, per sostenere investimenti infrastrutturali e liberare risorse da destinare alla riduzione del carico fiscale. “Il nostro obiettivo è chiaro: meno tasse per tutti”, ha concluso, contrapponendo la propria linea a quella dell’opposizione.

