Mentre il suo partito affogava velocemente sotto le dichiarazioni del Presidente della Consob Giuseppe Vegas relative alle presunte ingerenze del Ministro Maria Elena Boschi, il nostro premier Paolo Gentiloni a Bruxelles continuava da solo a mandare messaggi di apertura sui migranti in un Consiglio Europeo praticamente sordo.
‘Innalzare muri e’ sbagliato’ e’ stato il leit motiv dell’ennesimo intervento del nostro premier all’incontro con i paesi dell’Est Europa. Ancora una volta un incontro inutile perche’ le posizioni sono continuate ad essere agli antipodi e i protagonisti attorno al tavolo ne sono tutti perfettamente consapevoli.
ITALIA ISOLATA A BRUXELLES. UN DIALOGO TRA SORDI
E’ sembrato ancora una volta un dialogo paradossale tra sordi , da una parte un paese l’Italia che interpreta appieno il significato della parola accoglienza, dall’altra paesi che invece pensano che i muri potrebbero essere una buona soluzione.
‘La ricollocazione delle quote obbligatorie-ha riconfermato in diverse dichiarazioni Paolo Gentiloni-dovrebbe essere il minimo sindacale’. Certo peccato che i numeri rivelino ben altra realta’.
ITALIA ISOLATA A BRUXELLES. LA POLONIA HA RICOLLOCATO ZERO RIFUGIATI
La Polonia ad esempio aveva, il primo dicembre 2017, una quota di rifugiati previsti di 6182 e una quota di rifugiati da ricollocare esattamente uguale, quindi il saldo e’ stato pari allo zero.
E stesso film per l’Ungheria e la Repubblica Ceca e a seguire Bulgaria e Austria.
Di fronte ad una simile situazione anche il moderato Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk non ha potuto fare altro che constatare la grande divisione, su questo tema, fra Est e Ovest. ‘Le emozioni non permettono-ha dovuto sostenere il Presidente a denti stretti-di trovare un linguaggio comune.
ITALIA ISOLATA A BRUXELLES. LE ACCUSE DI AMNESTY INTERNATIONAL
E cosi’ dopo esserci presi le accuse pesanti dell’ultimo rapporto di Amnesty International a riguardo di nostre ( Europa ed Italia) complicita’ sulle violenze che sembrano avvenire nei campi libici ci portiamo a casa il flop dell’ ennesima richiesta di collaborazione ai Paesi membri, soprattutto quelli dell’Europa dell’Est.
Siamo ormai al paradosso. Sono anni ormai che l’Italia e’ protagonista nella battaglia sull’accoglienza pur rimanendo pero’, al tempo stesso, sempre piu’ isolata.
Finira’ mai questa totale ipocrisia europea?
