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La scomparsa di Casaleggio e la democrazia dei guru

La scomparsa di Casaleggio e la democrazia dei guru
gian roberto casaleggio (16)

E’ morto Gianroberto Casaleggio, fondatore con Beppe Grillo del Movimento Cinque Stelle. Personaggio misterioso, il cui pensiero può essere esemplare delle caratteristiche della democrazia odierna, dove Internet e la comunicazione predominano.

Benissimo, la democrazia è fondata sull’individuo e sull’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.  Tutti possono partecipare e arrivare. Ma Casaleggio è stato eccessivo nel non paventare i rischi di una democrazia dove, facendo una provocazione estrema, un salsicciaio, con tutto il rispetto per la categoria qui citata sulla falsariga della commedia di Aristofane, esperto di Internet e che fa un corso di PNL, può di punto in bianco diventare politico, parlamentare, ministro e via discorrendo.
Saranno gli esperti di politica a fare le giuste analisi. Probabilmente negli anni futuri saranno presi provvedimenti. Certamente si porranno dei benchmark: non è pensabile che l’azione di un amministratore delegato, poliglotta, con lauree e master ottenuti in università di tutto il mondo, sottostia a regole dettate dal salsicciaio di cui sopra.

Un po’ lo stesso ragionamento che vale per il mondo della cultura. Quanti evidentemente sgrammaticati diventano intellettuali, poeti, e in ultima istanza, massima ambizione, guru, con la connivenza del mondo della cultura e dell’editoria, che decidono in un’ottica di marketing: il prodotto libro si vende se l’autore è famoso, se lo scrive un altro e il lettore-acquirente è ingenuo, non importa.

Ernesto Vergani