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Politica
La verità sulla riforma delle pensioni

Novità in vista sul sistema previdenziale. Si continua a parlare delle varie soluzioni per la pensione anticipata, con le ipotesi per favorire il prepensionamento di precoci e donne. Ad irrompere, però, nel dibattito sul cantiere della previdenza è il tema della pensione per i giovani: a sollevare la questione è stato nelle scorse settimane il quotidiano economico Qui Finanza che evidenzia i limiti del sistema previdenziale italiano per i prossimi anni. C’è da allarmarsi? Forse si (si può anche togliere il forse), cerchiamo di capire perché, suggerendo alcune strategie per "difendersi".

Negli ultimi giorni - si legge su http://www.affarimiei.biz/ - ha preso piede la soluzione dei pensionamenti a 62 anni con penalizzazioni decrescenti. Qualcuno ha proposto il ricalcolo contributivo ma, per ora, la soluzione non ha trovato molti consensi. Come è noto, comunque, il calcolo per coloro che hanno iniziato a versare i contributi da dopo il 1995 sarà soltanto contributivo. Il sistema retributivo è assai più “generoso” perché parametrato allo stipendio mentre quello contributivo si basa sui versamenti effettuati. Per rendere l’idea, si pensi all’opzione contributivo donne che, se sarà prorogata, consentirà alle signore di andare in pensione prima ma con un taglio del 20-30 per cento rispetto a quanto prenderebbero se attendessero i termini ordinari (le pensionate, in questo caso, sarebbero per forza di cose lavoratrici che hanno contributi versati ben prima del 1995).  In pratica, aumento dell’età pensionabile, incremento dei contributi minimi necessari e contributivo puro rischiano di essere un mix mortale per i pensionati di domani. Del resto, abbiamo scritto sul problema già in passato, riprendendo un articolo de Il Corriere della Sera che analizzava il tema approfonditamente. Il quotidiano milanese ha spiegato in che modo i dati negativi sul PIL si abbatteranno anche sulle pensioni. Il montante contributivo, cioè il denaro che viene accumulato mensilmente (circa il 33% dello stipendio per i lavoratori dipendenti), si rivaluta sulla base della dinamica quinquennale del PIL (prodotto interno lordo). In poche parole, in tempi di vacche magre come quelli che viviamo, la rivalutazione è molto bassa. Per coloro i quali hanno iniziato a versare dal 1995 in poi e che, pertanto, avranno una pensione interamente contributiva, ciò sarà un problema piuttosto grosso perchè non solo c'è il rischio di una scarsa rivalutazione dei contributi ma, addirittura, si finisce per ricevere un sussidio decisamente basso che non andrà a coprire mai una parte significativa dello stipendio. Ciò vuol dire che un lavoratore che oggi guadagna 1200 euro al mese dovrà ritenersi fortunato se andrà in pensione con 500 euro!
 
Riforma pensioni, la politica pensa solo all’immediato: come difendersi per il futuro?
 
La soluzione suggerita da Qui Finanza, ma in generale da tutti i quotidiani economici, è quella di pensare alla previdenza complementare: Affari Miei ha scritto diversi articoli sull’importanza di costruirsi una pensione integrativa senza farsi fregare da banche e assicurazioni. Per approfondire suggeriamo di leggere:
 

• Pensione integrativa, quale scegliere?
• Conviene crearsi una pensione integrativa?
• Previdenza complementare, come non farsi fregare dalle assicurazioni con le polizze miste
 
In generale, il consiglio può essere quello di risparmiare il più possibile e scegliere le soluzioni migliori di gestione del risparmio. Quella della previdenza complementare può essere una di quelle valide se il beneficio fiscale (si scaricano al 100% fino a oltre 5 mila euro annui) non viene “annullato” dai costi che molto spesso sono elevati. “Ma come faccio a difendermi dai costi? Non sono mica un assicuratore?” Il nostro consiglio è quello di fare una cosa che fanno in pochi: leggere prima di firmare. Per legge, banche ed assicurazioni devono fornire la nota informativa: non fatevela spiegare dal consulente, leggetela voi aiutandovi anche con le guide indicate di sopra. Nella sezione Assicurazioni di Affari Miei recensiamo periodicamente i prodotti più noti sul mercato italiano. Se proprio non vi sentite all’altezza, affidatevi ad un consulente indipendente e non ad un consulente assicurativo o dipendente di banca. Le ragioni sono molto semplici: il professionista indipendente dà consigli, il dipendente di banche o assicurazioni vende prodotti per vivere.
 
Leggi anche: Tutte le proposte per la pensione anticipata 2015 - Settima salvaguardia esodati: ecco il DDL

E chi non può permettersi una pensione integrativa? Purtroppo la crisi economica ha impoverito di molto gli italiani: il nostro parere è che attendere lo Stato è inutile perchè è scientificamente dimostrato che raramente arrivano provvedimenti per chi ha bisogno, specie quando si parla di riforma pensioni. Attuate una vita orientata al risparmio fin da giovani, evitando gli sprechi che il capitalismo porta a compiere. Su Affari Miei trovate la sezione Risparmio Casa che riporta diverse guide utili sul tema. Siate creativi, pensate a voi stessi e riuscirete a difendervi dal disastro economico che si è scatenato negli ultimi anni.

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