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Politica
Lega: nuovi scontri a comizio Salvini, due feriti a Massa

Nuove e pesanti contestazioni a un comizio di Matteo Salvini. Anche a Massa un folto gruppo di manifestanti di sinistra ha cercato di impedire il regolare svolgimento dell'intervento del leader della Lega: al tentativo di forzare il cordone di agenti, questi ultimi si sono opposti a colpi di manganello. Due manifestanti, secondo le prime notizie, sarebbero rimasti feriti. Il comizio di Salvini, contenuto nei tempi, si è comunque svolto. Un primo lancio di uova, arance e fumogeni ha anticipato lo sfondamento da parte dei manifestanti del picchetto della polizia che proteggeva l’area in cui si trovavano il palco dal quale ha poi parlato il leader del Carroccio e i simpatizzanti suoi e del candidato alla presidenza della Regione Toscana Claudio Borghi Aquilini. Ma una volta che i manifestanti hanno superato il cordone del reparto mobile della polizia sono partite le manganellate. I feriti sono al momento due: entrambi sono stati portati in ospedale in ambulanze e già sottoposti a fermo.

Sono state circa 300 le persone che hanno partecipato alla manifestazione contro Salvini dove si è visto anche uno striscione con scritto “Sui gommoni ci vogliamo i padroni”. Nella fase iniziale alla protesta avevano preso parte varie realtà: militanti di sinistra, centri sociali di Massa e Carrara, Carc, anarchici di Carrara e associazioni politico culturali antifasciste. Tra i presenti tanti studenti e anche qualche consigliere comunale. Il comizio del leader leghista è durato meno di mezz’ora. Durante gli scontri, dall’altra parte della piazza, Salvini ha smesso di parlare. Poi è salito in macchina, probabilmente prima del previsto, per evitare ulteriori incidenti.
 
La “questione toscana” per la presenza di Salvini, dopo le contestazioni a Livorno, potrebbe non finire qui. Il leader leghista in serata sarà a Pisa dove terrà un comizio con i militanti e i sostenitori in un hotel di Calambrone, sul litorale tra Pisa e Livorno, e farà poi una passeggiata in centro. Anche qui la sinistra radicale ha annunciato contestazioni e un “presidio antifascista” che si terrà in piazza Guerrazzi, in centro: “Saranno in tanti in piazza – si legge nei blog della sinistra radicale – contro le bugie di Salvini, per respingerlo ancora una volta o per rincorrerlo nuovamente sulle spiagge del litorale. Lontano da Pisa”. Per confermare la tappa a Pisa l’europarlamentare ha acquistato un’intera pagina del Tirreno, anche perché nei giorni scorsi era stato annunciato l’annullamento di due date (Torre del Lago e, appunto, Pisa) proprio per via del timore di disordini. “Le hanno provate tutte – si legge nell’inserzione a firma dello stesso leader leghista – pur di non farmi venire a Pisa. Teatri negati, albergatori intimiditi, minacce su facebook, piazze proibite. Ma questa sera a Pisa noi ovviamente ci siamo!!! Aspetto una marea di cittadini perbene alla faccia dei kompagni”. Questa volta, a differenza della precedente visita del primo maggio tenuta segreta anche dalle forze dell’ordine per motivi di ordine pubblico, la Lega ha preferito uscire allo scoperto e pubblicizzare l’evento e dalla mattinata di sabato una “vela” elettorale a sostegno della candidata locale Susanna Ceccardi sosta da stamani davanti al Ponte di Mezzo, sull’Arno.

Tutto questo rinnova la lite a distanza tra Salvini e il ministro dell’Interno Angelino Alfano. “Se il ministro dell’Interno facesse il suo lavoro – ha attaccato il leader della Lega dai microfoni di Radio Padania – non ci sarebbe bisogno di mandare 8000 poliziotti per difendere Salvini. Invece a qualcuno il braccio armato dei centri sociali fa comodo, ma non saremo certo noi a fermarci, figuriamoci”.

Alfano ha replicato da Spoleto, dove stava visitando una scuola di sottufficiali della polizia: “Nonostante il mio noto dissenso dalle sue parole, mi impegnerò sempre al massimo per il suo diritto a dire ciò che ritiene di dire” ha detto. Tuttavia il ministro ha sottolineato di non credere “che agli italiani manchino le parole di Salvini, nel senso che lo sentono parlare in qualunque giorno e a qualunque ora. Non credo che abbia inibita la libertà di parola” anche se resta “assolutamente indegno che qualcuno voglia impedirgli di parlare”. Tutte polemiche, secondo Alfano, per cercare “un pdi più di esposizione”. “Salvini cambia idea in continuazione e mi attacca tutti i giorni in modo maniacale”, è “in profonda malafede” aggiunge il capo del Nuovo Centrodestra a SkyTg24. Per tutelare Salvini, ha ribadito Alfano, “sono in campo migliaia di uomini e donne delle forze dell’ordine”.

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