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Lega, piano anti-Meloni: la chiave è Ursula. Dopo le Europee rimpasto. Inside

Salvini certamente non rifarà l'errore del Papeete del 2019, facendo saltare il governo, ma l'operazione di logoramento della premier è solo all'inizio

 

La campagna elettorale per le elezioni europee del 9 giugno 2024 di fatto è già iniziata. Le elezioni di domenica scorsa in Trentino, che hanno visto la Lega crescere rispetto alle Politiche e Fratelli d'Italia dimezzare i voti, è solo l'antipasto di ciò che accadrà nei prossimi mesi. Matteo Salvini ha organizzato due manifestazioni - quella del 4 novembre a Milano per difendere i valori occidentali contro il terrorismo islamista e soprattuutto quella del 3 dicembre a Firenze insieme a tutti i partiti di Identità e Democrazia (le destre europee) - che spiegano molto bene la strategia del vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture.

Il leitmotiv di Salvini, come ha detto molte volte in queste settimane, sarà esportare il Centrodestra italiano anche in Europa, pur sapendo che il Ppe - come ha spiegato mille volte Antonio Tajani - non si alleerà mai con Marine Le Pen i tedeschi di Afd. Tattica politica e marketing elettorale, dunque. Che passa soprattutto per il no secco, che il leader leghista ribadirà continuamente, all'ipotesi di Ursula bis, cioè di un altro mandato di Von der Leyen (o Roberta Metsola) alla guida della Commissione Ue con una maggioranza allargata anche ai socialisti. Una posizione netta e chiara che punta a mettere in difficoltà e in imbarazzo Giorgia Meloni.

La posizione ufficiale di Fratelli d'Italia, come ha spiegato il capo delegazione al Parlamento europeo Carlo Fidanza ad Affaritaliani.it, è quella di cercare una maggioranza dopo il voto del 9 giugno tra Popolari e Conservatori-Riformisti, ma i numeri non ci saranno. E' praticamente impossibile, anche perché in ECR ci sono anche gli spagnoli di Vox e i liberali di Emmanuel Macron mai accetterebbero un'alleanza con la destra iberica. E quindi? Meloni in campagna elettorale non potrà sbilanciarsi troppo, ribadirà di attendere i risultati elettorali e di puntare a un cambio di maggioranza a Bruxelles e a Strasburgo, ma, essendo presidente del Consiglio e non più all'opposizione, non potrà mettersi contro Ursula in modo plateale, visti anche i buoni rapporti costruiti in questi mesi.

E soprattutto la premier non può restare all'opposizione dell'esecutivo Ue con tutte le partite aperte, dai migranti alla riforma del Patto Ue fino al Pnrr. Salvini sa perfettamente che Meloni è in imbarazzo e quindi premerà sull'acceleratore del "no Ursula bis" e del "mai con le sinistre" proprio per cercare di sottrarre il maggior numero di consensi a Fratelli d'Italia. I risultati saranno due: in Europa il Centrodestra avrà tre posizioni diverse. Forza Italia con Ursula, la Lega contro e FdI chissà (potrebbe astenersi o forse votare a favore, a urne chiuse, nonostante la presenza nella maggioranza del Pse).

Poi, a risultati acquisiti, se davvero la strategia del Carroccio avesse dato i suoi frutti, l'obiettivo di Salvini è il 15%, con un tracollo di Forza Italia (2% in Trentino superata da Marco Rizzo) e un calo di Fratelli d'Italia, scatterebbe la richiesta di rimpasto di governo, come ha scritto Affaritaliani.it. Uno o due ministri azzurri fuori dal governo (dipenderà dal dato) e uno di FdI, quasi certamente Daniela Santanchè. E tre leghisti dentro: Massimo Garavaglia, Igor Iezzi e Giulia Bongiorno. Salvini certamente non rifarà l'errore del Papeete del 2019, facendo saltare il governo, ma l'operazione di logoramento della premier è solo all'inizio.

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