Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Politica » Legge elettorale, Vannacci dice no alle liste bloccate e sfida Meloni: “Basta prese in giro, ora FdI voti le preferenze pure”

Legge elettorale, Vannacci dice no alle liste bloccate e sfida Meloni: “Basta prese in giro, ora FdI voti le preferenze pure”

Il generale rispolvera il sì di FdI all’emendamento di Futuro Nazionale alla Camera per chiedere lo stesso voto al Senato

Legge elettorale, Vannacci dice no alle liste bloccate e sfida Meloni: “Basta prese in giro, ora FdI voti le preferenze pure”

Legge elettorale, Vannacci: “Tutta la destra voti per il ritorno delle preferenze pure”

Nella giornata in cui a Palazzo Madama si vota sulle preferenze nella legge elettorale, Roberto Vannacci torna a spingere su Fratelli d’Italia, affinché tutto il centrodestra voti le preferenze pure, senza liste bloccate, le stesse proposte sia da Futuro Nazionale alla Camera che dalle opposizioni, in un emendamento presentato al Senato. “FdI ad oggi ha introdotto delle preferenze meticce, snaturate: con capilista bloccati che rappresentano una grossa presa in giro nei confronti del popolo italiano. A tutta la destra e, soprattutto, a Fratelli d’Italia, che alla Camera aveva votato il nostro emendamento: votate anche questo. Ne va della coerenza di FdI: perché votare sì alla Camera e votare no al Senato sulla stessa proposta?”, dice Vannacci.

“Al di là delle barriere ideologiche, delle stanze del potere, delle manovre di palazzo e di una politica rancida e stantia, dovrebbe contare una cosa su tutte: l’obiettivo di fare il bene dell’Italia e degli italiani. Gli italiani vogliono tornare a eleggere direttamente i propri rappresentanti, senza listini bloccati e senza riservare posti agli ‘unti’ dalle segreterie di partito. Ridiamo agli italiani il diritto di scegliere chi li rappresenta. Ridiamo sovranità al popolo”. Il messaggio, insomma, è chiaro: no alle liste bloccate, affinché siano i cittadini a scegliere i parlamentari.

Leggi anche: Legge elettorale, il nodo delle “donne”. A luglio la maggioranza andò sotto sull’alternanza di genere: si rischia il bis

Non è la prima volta che le preferenze spaccano la maggioranza. A metà luglio, durante l’esame a Montecitorio, l’emendamento Ziello (Futuro Nazionale) che proponeva il ritorno delle preferenze pure fu bocciato a scrutinio segreto con 233 voti contrari e 139 favorevoli. Il dato politico rilevante fu che, oltre agli otto deputati vannacciani, un’ampia parte di Fratelli d’Italia sostenne l’iniziativa, creando un inedito asse tra meloniani e Futuro Nazionale – con Lega e Forza Italia compatte nel votare contro. Dai banchi vannacciani, Ziello rivendicò invece la coerenza del proprio gruppo, accusando gli alleati di governo che avevano votato diversamente di aver “tradito Meloni” col voto segreto.

LEGGI LE NEWS DI POLITICA