A- A+
Politica
Renzi-Silvio, resta il nodo preferenze. Passi avanti sulle soglie

"Da quello che so è andato bene. E' stato un incontro positivo. D'altronde che ci sia un buon rapporto personale tra i due è un fatto risaputo, poi ognuno ha le sue opinioni. Ma le notizie che ho io sono in linea con quello che ha dichiarato Guerini". Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri parla così del faccia a faccia Renzi-Berlusconi. Intervistato da Affaritaliani.it, il vicepresidente del Senato afferma: "Le riforme stanno andando avanti e sulla legge elettorale c'è ancora tempo per entrare nei dettagli. Le nostre posizioni sono note: disponibilità al confronto sì, però non deve essere stravolto l'assetto della legge". Ma sulle preferenze ci sono state delle perplessità... "Berlusconi è contrario alla preferenze, si sa. Ma siccome se ne parlerà dopo l'estate immagino che gli approfondimenti vengano fatti dopo". E infine: "E' da escludere assolutamente un appoggio esterno di Forza Italia al governo".

Tre ore di faccia a faccia. Nessun via libera a un nuovo Italicum ma qualche apertura a possibili modifiche. L'incontro a palazzo Chigi tra il premier Matteo Renzi e il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, è cominciato alle 8 del mattino. Un tagliando sulle riforme e, in particolare, sulla legge elettorale, nel tentativo - da parte del premier - di accogliere qualche richiesta dei piccoli partiti della maggioranza, di Sel, di una parte dello stesso Pd.

"Si è stabilita la possibilità di modifiche che saranno oggetto di un ampio confronto sulle soglie di accesso", ha detto al termine il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, mentre "sulle preferenze andrei cauto". In sostanza "è stato un incontro positivo. È stato confermato il cammino delle riforme. Sulla legge elettorale continuiamo entro l'impianto stabilito'', ha aggiunto. Nessun commento, invece, da parte del premier e dell'ex Cavaliere. All'incontro erano presenti anche i fedelissimi dei due leader: Gianni Letta e Denis Verdini, con Berlusconi; Lorenzo Guerini e il sottosegretario Luca Lotti con Renzi.

Possibili ritocchi, no stravolgimenti. Da parte forzista è dunque arrivato il via libera a un 'aggiustamento' sulle soglie degli sbarramenti per i 'piccoli' partiti, sia per quelli che si presentano in coalizione sia per quelli che vanno alle urne da soli, senza alleanze. Questa, secondo fonti di Forza Italia, la posizione che avrebbe espresso Silvio Berlusconi. Una disponibilità, quindi, a discutere in un prossimo incontro, da tenersi dopo la pausa estiva, quando sarà stato approvato in prima lettura il ddl riforme costituzionali, sui 'ritocchi' - e su questo Berlusconi sarebbe stato 'fermo', ritocchi non stravolgimenti - da apportare all'Italicum.

Il nodo delle preferenze. Sulle preferenze, invece, l'ex premier avrebbe espresso dubbi, ma senza un 'no' pregiudiziale in questa fase del confronto. Da Berlusconi, riferiscono ancora le stesse fonti, è comunque arrivata la conferma del patto del Nazareno e dell'asse stretto con Renzi su tutto il percorso delle riforme. Anche da parte del premier sarebbero state manifestate delle 'osservazioni' sulle preferenze. Durante l'incontro si sarebbe anche discusso dell'ipotesi dei collegi uninominali, ma senza che sia stata assunta una posizione definitiva sia sulle preferenze che sui capolista bloccati che, infine, sull'uninominale.

Matteo Renzi ieri era apparso ottimista soprattutto perché al Senato la riforma costituzionale sembra avviata verso una veloce approvazione in prima lettura nella seduta di giovedì. E si vocifera che il premier potrebbe intervenire Aula prima del via libera definitivo.

Senato riprende i lavori sul ddl riforme. E stamani è ripresa in Senato la discussione sul ddl riforme. Tra le novità più rilevanti, la discussione sugli articoli dal 21 al 25 che riguardano il Capo dello Stato, dall'elezione alle funzioni in capo al presidente della Repubblica, e il quorum del referendum.

Elezione del presidente della Repubblica. L'Aula del Senato ha approvato l'articolo 21 della riforma costituzionale che riguarda le modalità di elezione del presidente della Repubblica. Aboliti i delegati regionali, si modifica il quorum: "L'elezione del presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell'assemblea. Dopo il quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza dei tre quinti dell'Assemblea. Dopo l'ottavo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta". Approvati anche gli articoli 22-24 del ddl costituzionale che modificano anche la Costituzione per tenere conto del nuovo assetto delle Camere. Con l'eliminazione dell'elezione diretta del Senato, infatti, il presidente della Repubblica potrà sciogliere solo la Camera dei deputati. E qualora il Capo dello Stato sia impossibilitato a svolgere le sue funzioni, verrà sostituito non più dal presidente del Senato, ma dal presidente della Camera.

Il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, però, non esclude che ci possano essere modifiche al testo per quanto riguarda la platea che elegge il presidente della Repubblica nel passaggio della riforma costituzionale alla Camera: "Il governo, per quanto può ed è di sua competenza è assolutamente disponibile, nel percorso parlamentare alla Camera, a ritornare su questo argomento e individuare una modalità di elezione del Presidente della Repubblica che ne rafforzi la terzietà e il ruolo di garanzia", ha affermato Boschi. "Le posizioni di partenza su questo punto erano lontane e si è cercata una convergenza in Commissione - ha ricordato Boschi - che potesse migliorare la proposta del governo consentendo un accordo tra i vari gurppi. Sappiamo che il testo è ancora perfettibile e migliorabile". Bocciato dall'Aula l'emedamento del senatore Pd, Miguel Gotor, che proponeva di allargare agli eurodeputati la platea che elegge il Presidente della Repubblica. I voti contrari sono stati 156 i favorevoli 110, astenuti 18.

Durante la seduta, il presidente del Senato, Pietro Grasso ha dichiarato inammissibili tutti gli emendamenti che proponevano l'elezione diretta del capo dello Stato. "Nel giudizio di ammissibilità degli emendamenti la presidenza reputa rilevante la decisione della Commissione di abbinare al ddl del governo solo alcune tra le numerose proposte di legge escludendo quelle aventi a oggetto la questione dell'elezione diretta del capo dello Stato e sulla forma di governo", ha motivato Grasso, che ha escluso anche gli emendamenti presentati agli articoli successivi e che riguardano la forma di governo, i compiti e il ruolo del primo ministro.

A ex presidenti Repubblica seggio in Senato. Agli ex presidenti della repubblica sarà garantito un seggio a vita nel nuovo Senato. Un emendamento firmato da uno solo dei relatori della riforma costituzionale, Anna Finocchiaro, chiede di allargare ai presidenti emeriti la platea dei 100 senatori. Secondo quanto previsto dal testo uscito dalla Commissione (articolo 39 disposizioni finali), infatti, i senatori di nomina presidenziale non avrebbero dovuto superare il numero di cinque, compresi i senatori a vita già nominati e quelli di diritto già presenti. A palazzo Madama oggi i cinque posti erano già tutti 'occupati', essendoci l'ex presidente Carlo Azeglio Ciampi e i senatori a vita nominati da Giorgio Napolitano: Carlo Rubbia, Elena Cattaneo, Renzo Piano e Mario Monti. Una ipotesi che sarebbe entrata in contraddizione anche con quanto previsto dall'articolo 59 della Costituzione che recita: "è senatore di diritto e a vita, salvo rinunzia, chi è stato presidente della Repubblica". Con la modifica si corregge quindi l'errore e si sancisce che i cinque senatori di nomina presidenziale terranno conto della presenza dei senatori a vita già nominati, ma dal computo saranno esclusi gli ex capi dello Stato.

Fiducia a governo solo da Camera. "Il governo deve avere la fiducia della Camera dei deputati". È questo quanto afferma l'art. 25 del ddl costituzionale, approvato in Aula con 179 sì, 40 no e 8 astenuti. Con questa modifica costituzionale il nuovo Senato non avrà il potere di dare e togliere la fiducia al governo, potere che spetterà alla sola Camera.

Firme referendum tornano a 500mila. Torna a 500 mila il numero delle firme per chiedere un referendum, grazie a un emendamento dei relatori. Ma se i proponenti avranno raccolto più di 800 mila firme, scatterà un quorum più basso per l'approvazione, calcolato sulla maggioranza dei votanti alle ultime elezioni. Altrimenti servirà, come oggi, la maggioranza assoluta degli aventi diritto. Il testo uscito dalla Commissione aumentava a 800mila le firme richieste per indire referendum, ma faceva scendere il quorum alla maggioranza dei voti calcolata sul numero degli elettori delle ultime elezioni politiche. L'emendamento presentato in Aula oggi salva invece la vecchia formula: 500mila firme, o cinque Consigli regionali e maggioranza assoluta degli aventi diritto. Ma aggiunge anche la seconda opzione: 800mila firme e maggioranza dei votanti alle ultime elezioni.

Via libera all'articolo 26. Disco verde dell'Aula del Senato all'articolo 26 del disegno di legge sulle riforme con 158 voti a favore, 28 contrari e 2 astenuti. La norma modifica l'articolo 96 della Costituzione e prevede che solo la Camera dei deputati deve dare all'autorità giudiziaria l'autorizzazione a procedere nei confronti del presidente del Consiglio o dei ministri.

Soppresso il Cnel. Il Senato ha approvato l'articolo 27 delle riforme costituzionali che abolisce il Cnel. A favore 203 senatori, contrari 11, 7 astenuti.

Dalla Costituzione spariscono le Province. Disco verde alla soppressione delle Province dall'art. 114 della Costituzione. L'Assemblea ha approvato infatti con 179 sì, 41 no e 9 astenuti l'art. 28, che sopprime la menzione delle Province tra le articolazioni territoriali della Repubblica.

Tags:
legge elettoraleberlusconirenziriforme

i più visti

casa, immobiliare
motori
MÓ eScooter 125, il primo scooter completamente elettrico di Seat

MÓ eScooter 125, il primo scooter completamente elettrico di Seat


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.