Il governo Meloni continua a lavorare alla manovra, il perimetro di spesa resta quello fissato nel documento programmatico inviato il 15 ottobre scorso a Bruxelles e più di tanto da quella cifra non ci si potrà spostare. Il totale della misura dovrebbe aggirarsi sui 23,5 miliardi, questo naturalmente impone una drastica selezione degli interventi e inevitabili discussioni su priorità e misure secondarie. Proprio in seguito agli scontri di Milano di questo weekend e agli agenti feriti, Meloni insiste su un provvedimento vale a dire quello di ottenere fondi per la previdenza sociale delle forze armate e di polizia. Il tema è stato già discusso dal ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, con i sindacati delle forze dell’ordine.
L’obiettivo è assicurare i fondi per le misure compensative sulle pensioni del personale del comparto difesa e sicurezza, che al momento è escluso dai meccanismi di previdenza complementare. L’intervento sull’Irpef, sebbene a lungo prefigurato, – riporta Il Corriere della Sera – si scontra con la difficoltà di coprirne il costo, dato che richiede oltre 2,6 miliardi di euro. Poi c’è il “contributo di banche e assicurazioni“, quei 5 miliardi individuati dal governo e inseriti nel documento programmatico. Ma il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli è stato netto, considerando questo contributo “improponibile“.
La Lega punta sulle pensioni e l’estensione del regime forfettario (flat tax) a 100 mila euro. Nell’elenco delle misure considerate da Forza Italia indispensabili figurano, inoltre, l’esenzione del bollo su tutte le prime auto, una no tax area peri giovani under 35 e interventi per agevolazioni e bonus nella sanità.
Affari Alert
Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.
Dal 1 Gennaio 2027: 0,99€/mese o 9,99€/anno


