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Politica
Renzi teme la sconfitta alle Regionali. La verità sui numeri del Pd


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Matteo Renzi pare proprio confermare quanto scrive da giorni Affaritaliani.it. Man mano che ci si avvicina all'apertura delle urne il premier-segretario continua ad abbassare l'asticella per il Partito Democratico. Mesi fa prevedeva di vincere 7 a 0, poi è passato a un più ragionevole 6 a 1, ora addirittura ipotizza un 4 a 3, anche se poi si lascia andare un "comunque faremo meglio". Insomma, i sondaggi riservati e che non si possono pubblicare continuano a preoccupare il presidente del Consiglio.

L'emergenza immigrati, le polemiche sulla riforma della scuola con lo scontro con gli insegnanti e la "mancia" ai pensionati sempre più furiosi, dopo la sentenza della Corte Costituzionale, rischiano di penalizzare il Pd nelle urne. Sono diversi gli scenari che si fanno al Nazareno, dove comunque il Veneto viene dato ormai per perso. L'unica incognita è capire le proporzioni del successo del leghista Luca Zaia (da quindici punti in su, dicono alcuni deputati dem). La prima ipotesi, quella più ottimista, è quella di una battaglia all'ultimo voto in Liguria e in Campania e di una vittoria nelle altre quattro Regioni. Ma c'è anche chi si aspetta la sconfitta sia di Raffaella Paita in Liguria sia di Vincenzo De Luca in Campania, arrivando così all'annunciato 4 a 3.

C'è però anche uno scenario ancora più negativo che che si fa strada nelle stanze del potere di Palazzo Chigi e del Nazareno. Uno scenario che, oltre alle sconfitte in Veneto, Liguria e Campania, prevede molte difficoltà per il Pd perfino in Umbria, nelle Marche e in Toscana, dove il Governatore uscente Enrico Rossi, pur arrivando in testa, potrebbe fermarsi sotto il 40% ed essere costretto a un clamoroso ballottaggio, probabilmente con il leghista Claudio Borghi Aquilini sostenuto anche da Fratelli d'Italia.

Solo la Puglia non preoccupa Renzi: vista la divisione tra i fittiani e Fdi al fianco di Francesco Schittulli e Forza Italia-NoiConSalvini che candidano Adriana Poli Bortone per il democratico Michele Emiliano dovrebbe essere una passeggiata, anche se il Pd rischia comunque di arretrare di un 10-15% rispetto alle Europee dello scorso anno. Ultimi giorni giorni di campagna elettorale e ultimi fuochi. Il premier spera che non arrivino altre brutte notizie (come la sentenza dela Consulta sulle pensioni) e magari cercherà di tirare fuori un conisglio dal cilindro... Vedremo.
 

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