Matteo Salvini rinuncia all’immunità parlamentare. Una mossa astuta, brillante, geniale da parte del leader del Carroccio nonché vicepremier e Ministro dell’Interno, che ora rischia il processo per “sequestro di persona” nel caso Diciotti (con una possibile pena da tre a quindici anni di reclusione). Dopo la richiesta del tribunale dei Ministri di Catania di processarlo, la palla ora passa al Senato, che dovrà decidere con voto palese se mandarlo a giudizio o meno.
La rinuncia all’immunità parlamentare da parte di Salvini è un autentico colpaccio mediatico e propagandistico in quanto 1) egli mostra al mondo intero di non aver paura di essere perseguito per le proprie azioni (che rivendica e ribadisce, galvanizzando ulteriormente il suo elettorato e i sostenitori della linea dura nella questione migratoria) e 2) mette in difficoltà e costringe gli alleati del Ms a uscire allo scoperto, dilaniandoli dall’interno.
Cosa decideranno i senatori del m5s al momento di votare pro o contro il processo a Salvini? Quale parte del loro elettorato sceglieranno di scontentare, quella di “destra” votando a sfavore dell’alleato leghista o quella di “sinistra” (già piuttosto delusa, come dimostrano i sondaggi a picco) optando per mandarlo alla “sbarra”? Qualunque decisione i grillini prenderanno si ritorcerà contro di loro, lasciando illeso Salvini.
E inoltre, qualunque dovesse essere l’esito di un eventuale processo, la scelta di rinunciare all’immunità pone Salvini in una posizione di forza, in quanto – in caso di condanna – risulterebbe agli occhi del suo bacino di elettori il martire della situazione, per giunta il martire andato incontro spontaneamente e senza scorciatoie al proprio destino rivelatosi avverso. E ovviamente, in caso di assoluzione, sarebbe un trionfo su tutta la linea. Un trionfo ottenuto senza “barare” e profittare dei propri privilegi.
Regalo più grande e più proficuo per la campagna per le prossime elezioni, Salvini non avrebbe potuto ricevere…

