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Politica

Di Tommaso Cinquemani

Michele Boldrin 500

"Vogliamo dare vita ad un partito liberale, popolare, pragmatico, che faccia le riforme per davvero e che pensi a chi sta pagando la crisi". Con una intervista a tutto campo ad Affaritaliani.it Michele Boldrin, presidente di Fare per Fermare il Declino, tratteggia il percorso che Fare sta seguendo, insieme ad altre sigle, per prepararsi alle Europee del 2014. "Stiamo facendo degli incontri per andare oltre l'orizzonte liberale, per parlare a quelle persone che credono che in questo momento il problema sia lo Stato italiano. Abbiamo avuto adesioni dai Radicali, da Scelta Civica, da Italia Futura. Anche Corrado Passera è interessato al progetto". Poi boccia il governo Letta: "E' il governo di tutti, quindi cumula i difetti di tutti. La sostanza non cambia: aumentano le tasse, non si fanno le riforme".

Presidente Boldrin, come sta evolvendo l'esperienza politica di Fare per Fermare il Declino?
"Stiamo lavorando ad un nuovo soggetto, che non è un partito politico e che per ora non ha neppure un nome. Esiste un progetto e un processo che abbiamo chiamato 'In cammino per cambiare', a cui hanno aderito sei organizzazioni (Partito Liberale Italiano, Liberali Italiani, Partito Federalista Europeo, Progett'Azione, Uniti verso nord e Fare per Fermare il Declino) e a cui ora se ne sono aggiunte altre. Facciamo una serie di incontri e conferenze a livello nazionale e locale per verificare se c'è una condivisione sulle cose da fare".

Qual è il vostro programma politico?
"Dobbiamo rivoltare lo Stato Italiano come un calzino. E ridare ai cittadini la fiducia nel fatto che la responsabilità e il merito contano. Senza questi elementi il Paese non riparte di sicuro".

Quali sono i prossimi passi?
"Il confronto è iniziato ad ottobre e andrà avanti fino a fine anno. A quel punto faremo una verifica interna, se la cosa funzionerà faremo una lista unica, con un nome unico, per partecipare alle Europee. Se non funzionerà invece lasceremo stare. Ma se alle Europee andremo bene anche sul piano elettorale allora avvieremo un processo costituente. Fonderemo un partito a cui le persone si potranno iscrivere e col quale ci presenteremo alle elezioni. Ma voglio essere chiaro: per adesso questo soggetto non esiste".

C'è il rischio che mettendo assieme soggetti così diversi si crei un partito non coeso che si sfaldi alla prima difficoltà?
"Proprio per questo non abbiamo fatto un soggetto firmando un accordo tra le segreterie. Abbiamo invece aperto un dialogo che solo se funzionerà potrà portare a qualcos'altro".

Chi sono i vostri elettori?
"Noi ci rivolgiamo a quel mondo che sta all'opposizione e che non ne può più di questa situazione. Secondo me dobbiamo guardare anche a quelle persone razionali e pragmatiche che hanno votato il M5S. Anche una buona parte del Partito Radicale è interessata a questo progetto. Dobbiamo riuscire a capirci e per fare questo dobbiamo incontrarci. Per questo organizziamo conferenze, cene  e pizzate".

Fare per Fermare il Declino è un partito che si rifà alla tradizione liberale. Vi rivolgete solo a questo mondo?
"L'obiettivo è andare oltre l'orizzonte liberale per parlare a quelle persone che credono che in questo momento il problema sia lo Stato italiano, che deve essere rifatto. E' la prosecuzione di quella idea che avevamo quando abbiamo dato vita a Fare per Fermare il Declino. Un partito liberale, popolare, pragmatico, che faccia le riforme per davvero e che pensi a chi sta pagando la crisi".

Chi altro è interessato a questo movimento?
"In molti hanno manifestato interesse per l'iniziativa, tanti privati cittadini, noti e meno noti. Corrado Passera è venuto alla nostra conferenza e sta parlando esplicitamente dell'idea di fare politica".
 
Quali sono i rapporti con Scelta Civica?
"Con questa iniziativa dialoghiamo con tutti quelli che ci sembrano interessati. Anche con Scelta Civica, che in questo momento è molto lacerata al suo interno. Stiamo avendo un colloquio puntuale con molti senatori e deputati che hanno interesse ad aderire questo processo".

Forse il partito più affine a voi è Italia Futura, quali rapporti avete con loro? Ha parlato con Montezemolo?
"In Calabria, in Piemonte e in tante altre regioni siamo arrivati ad un accordo operativo e organico con If. Montezemolo però non lo conosco"

Che cosa pensa del governo Letta?
"Non è dissimile dai tanti governi, di destra e di sinistra, che si sono susseguiti negli anni. Essendo il governo di tutti cumula i difetti di tutti. La sostanza non cambia: aumentano le tasse, non si fanno le riforme. Il governo è andato in giro, all'estero, ma gli investimenti si attirano quando le cose funzionano e quando le tasse sono basse, non con le parole".

E del piano di privatizzazioni che cosa pensa?
"Se privatizzare vuol dire vendere tutto alla Cassa Depositi e Prestiti, che è solo fintamente privata, allora vuol dire prendere per i fondelli il Paese. Liberalizzare e privatizzare è un'altra cosa. Per ora l'unica cosa che hanno fatto è stata rubare agli italiani mezzo miliardo per tenere in piedi un progetto fallito, decotto e terzomondista come Alitalia".

 twitter@Tommaso5mani

 

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