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Politica
Morassut (Pd) su Affari: "È in arrivo il decreto su Taranto”

Sono diversi i nodi che la maggioranza giallorossa dovrà sciogliere da qui in avanti se vuole durare fino alla fine della legislatura. Il tema dell'ambiente è quello che rappresenta, forse, il punto di maggiore convergenza, fra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. Posizionare il Paese su un percorso di investimenti green è, oggi più che mai, fondamentale. L'Unione Europa, con la nuova Commissione von der Leyen, ha messo la sostenibilità e l’ambiente al centro della sua azione politica comunitaria e mercoledì scorso, ha stanziato un piano di 1000 miliardi di euro. 

Il piano sul Green Deal, approvato da Strasburgo, prevede un investimento di mille miliardi, quanti soldi arriveranno a Roma?

“Il meccanismo di finanziamento europeo è fatto di programmi che generano risorse. In base all'applicazione di questi programmi, vengono mobilitate risorse private e territoriali. Non sono sovvenzioni a piè di lista. Il volume delle risorse che si potranno generare da tutto questo dipenderà dalla qualità dei programmi che sapremo costruire. Il governo intanto ha cominciato con un investimento di circa 33 miliardi nei prossimi 10 anni che sono indirizzati in vari settori: nel contenimento delle emissioni, nelle città, nel dissesto idrogeologico, e nelle bonifiche. Un cambio di paradigma che consenta all'Italia di programmare la crescita in una chiave sostenibile. Saranno tante le risorse”.

Si parla di centinaia di miliardi...

“50 miliardi in 15 anni arriveranno soltanto dal Green fund programmato dallo Stato italiano. Poi ci sono risorse che deriveranno da programmi che metteranno insieme risorse pubbliche e private. Banca Intesa per esempio potrebbe mettere a disposizione ulteriori risorse di programmazione finanziaria insieme ad altri istituti finanziari”.

Il governo investirà parte di queste risorse nella conversione dell’ex Ilva?

“Il governo ha l'obiettivo di continuare a mantenere questo polo di produzione dell’acciaio (il più grande d'Europa) in una chiave di sostenibilità, quindi, riconvertire una parte degli impianti superando la dipendenza dai fossili. Ma serve un programma e un piano di investimenti. Nelle prossime settimane ci sarà un decreto del governo su Taranto che non riguarda solo il complesso industriale ma anche il risanamento e la bonifica delle aree dell'entroterra di tutta la zona di Taranto”.

Quindi sicuramente si continuerà a fare acciaio?

“Dobbiamo continuare a fare acciaio. Ma con un processo industriale che si allontani dalla dipendenza totale dai fossili”.

I ragazzi di Greta e le Sardine hanno scosso la coscienza di molti. Dovrebbero essere maggiormente coinvolte nella politica in generale e in quella del Partito Democratico o è meglio che restino movimenti civici?

“Il Pd deve avviare un processo di rinnovamento e cambiamento della propria natura organizzativa, mantenendo il profilo valoriale democratico ma costruendo una forma di interlocuzione con queste realtà sociali che non sono solo le Sardine. Nei territori ci sono molte realtà civiche e associative. Bisogna costruire un nuovo perimetro, molto più mobile e molto più elastico. Serve un partito-movimento, un soggetto politico che sappia continuamente rigenerarsi in un rapporto fecondo con queste realtà, la cui autonomia va rispettata. Però va fatto un programma e in vista del congresso del Pd andrebbe costruito un documento fondamentale che abbia al centro anche il tema della sostenibilità e farlo viaggiare in tutto il Paese non solo nei nostri preziosi circoli”.

Il ministro Costa potrebbe candidarsi alle prossime elezioni regionali in Campania?

“Costa è un uomo di esperienza, un ministro capace e competente, espressione della società civile. In questo governo è una figura importante, per ora sta facendo il ministro e sta facendo bene”.

Fioramonti ha fatto bene a dimettersi?

“No. La sua decisione mi ha sorpreso. Se ha deciso così avrà i suoi motivi”.

Il governo durerà almeno fino all'elezione del Capo dello Stato?

“Il governo va avanti se fa. E se si costruiscono sempre di più le condizioni di un ‘sentire comune’, se si fa squadra”.

Lei è tra quelli che pensa che debba nascere un’alleanza strutturale tra voi e M5s?

“Pd e M5s possono costruire le condizioni di un lavoro comune. Se riescono a mettere a fuoco ancora meglio i comuni obiettivi di riforma per il Paese, questa coalizione può crescere e consolidarsi. A Rieti abbiamo cominciato a ragionare di questo”.

Ce la fa Bonaccini in Emilia Romagna?

“Sono fiducioso sul successo di Bonaccini. Perché ha lavorato bene e gode di una stima che va oltre il Centrosinistra e anche perché non c'è partita nel confronto con la candidata della Lega che in questo momento appare una comparsa. Salvini sta facendo una campagna elettorale surreale”.

Se invece Bonaccini perdesse, il governo sarebbe delegittimato? 

“Il governo sta in piedi sulle sue autonome ragioni. Una sconfitta in Emilia Romagna sarebbe un fatto politico rilevante, sul quale si dovrebbe riflettere ma sono abbastanza convinto che il Centrosinistra avrà un successo in Emilia Romagna perché il buon governo conta”. 

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