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Palazzi & potere
M5s, ecco perchè Grillo boccia Draghi e Colao e preferisce Conte

Il ritorno in pista di Alessandro Di Battista, scrive Italia Oggi, sta gettando nello scompiglio la variegata compagine dei 5Stelle ma sono in pochi a scommettere che potrà avere un reale sbocco politico: " I gruppi parlamentari non lo seguirebbero" fanno sapere fonti confidenziali del Movimento. "Sono tutti troppo preoccupati di mantenere la poltrona, fare trambusto ora rischierebbe di provocare le elezioni anticipate e mandare tutti a casa". Ecco, è questo lo scenario peggiore per i 5Stelle: una crisi di governo che sfugga di mano e che decreti nuove elezioni. Per questo si sta facendo di tutto per tenere basse le polemiche interne ed evitare di far trapelare all'esterno il dissenso, polemiche che inevitabilmente indebolirebbero anche il governo Conte. Ma è solo partendo da qui che si possono capire le molteplici e recenti prese di posizione di Luigi Di Maio a favore del Capo dello stato Sergio Mattarella, con tanto di scuse per il tragico errore dell'impeachment. "Anche in questa difficilissima crisi del Paese, il presidente Mattarella ha rappresentato l'unità nazionale nel migliore dei modi ed è stato decisivo in tutte le relazioni internazionali che abbiamo avuto. Il suo mandato ha visto vari momenti critici per l'Italia ed è sempre stato all'altezza". Insomma, anche se non lo dice apertamente, Luigi Di Maio, considerato da molti anche adesso il vero capo dei 5Stelle, accoglierebbe con favore un "bis" di Sergio Mattarella al quirinale così come, spiegano fonti interne al movimento, lo appoggerebbero anche gli altri maggiorenti del partito a cominciare dal Presidente della Camera Roberto Fico. Ma c'è un motivo, continua Italia Oggi, se Di Maio da giorni batte e ribatte sul tema Mattarella a ben due anni di distanza dall'eventuale conferma (che potrebbe avvenire soltanto a inizio '22). Ed il motivo è da ricercarsi nell'attuale fase politica, fin troppo tribolata, del governo Conte: "In una fase in cui il governo sta seriamente rischiando di andare a casa il Movimento tenta di fare quadrato lusingando il Capo dello Stato, l'unico che potrebbe veramente decidere, al netto della volontà dei singoli partiti, un cambio di governo in corsa". La verità è che i maggiorenti grillini vedono come esiziale sia un governo a guida Colao (l'ex manager Vodafone viene ritenuto un esponente dell'elite europea e del suo "rigorismo", austerity compresa) che un governissimo a guida Draghi (nel quale il peso dei 5Stelle verrebbe diluito) per cui "la paura di finire dalla padella alla brace è grande" dato che come spiegano fonti di primo piano del Movimento ogni alternativa a questo governo sarebbe di gran lunga peggiore della situazione attuale; per questo il no ad esecutivi tecnici guidati da Draghi o Colao è senza appello. Per farla breve, meglio tenersi Conte perchè "lo abbiamo portato noi" anche se non c'è più il rapporto stretto di un tempo e da Palazzo Chigi a volte ci guardano con un fare di "superiorità" che non ci piace affatto. Inoltre, in una situazione politica in cui i grillini sono già polverizzzati in mille rivoli, la discussione su un nuovo governo non farebbe altro che acuire le tensioni interne tanto più che Crimi è solamente un "reggente" e non avrebbe il "peso" per gestire eventuali consultazioni. Così è meglio tenersi buono il Capo dello Stato e fare di tutto per evitare che si cominci a pensare a nuove ipotesi di governo.

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