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Il ministro Poletti: “Dimettermi? Non ci penso proprio”

Come si sente? “Bene. Sto bene”. Lei ha pensato o pensa alle dimisssioni? “No. Non ci penso proprio”. Il ministro del Welfare Giuliano Poletti, interpellato da Affaritaliani.it, esclude categoricamente di lasciare il governo dopo la pubblicazione di una vecchia foto in cui viene ritratto a tavola insieme all’allora sindaco Alemanno, all’ex capo dell’Ama Panzironi, al dimissionario assessore alla casa Ozzimo e al capo della cooperativa sociale 29 giugno, Salvatore Buzzi, definito dai pm romani ‘braccio destro imprenditoriale’ di Carminati, il presunto boss della mafia romana

Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)

Come si sente? “Bene. Sto bene”. Lei ha pensato o pensa alle dimisssioni? “No. Non ci penso proprio”. Il ministro del Welfare Giuliano Poletti, interpellato da Affaritaliani.it, esclude categoricamente di lasciare il governo dopo la pubblicazione di una vecchia foto in cui viene ritratto a tavola insieme all’allora sindaco Alemanno, all’ex capo dell’Ama Panzironi, al dimissionario assessore alla casa Ozzimo e al capo della cooperativa sociale 29 giugno, Salvatore Buzzi, definito dai pm romani ‘braccio destro imprenditoriale’ di Carminati, il presunto boss della mafia romana.
 
LE PAROLE DI POLETTI – “Sto male nel vedere il mio nome messo vicino alle schifezze che ci sono – si è difeso Poletti a margine di un convegno dell’Inail – Sono indignato. Quelle cose non c’entrano nulla con il sottoscritto, sentirsi messa in discussione la propria reputazione è intollerabile”. ll ministro ha anche confermato di conoscere Buzzi: “L’ho visto qualche volta – ha detto – perchè era un dirigente di una coop sociale che si occupava dell’inserimento delle persone disabili nel posto di lavoro, mai avrei immaginato – ha concluso – che da un contesto come questo potessero uscire le cose che vediamo in questi giorni. Sapevamo tutti quanti che Buzzi era stato condannato per omicidio – ha aggiunto il ministro – ma noi che viviamo in questi mondi pensiamo che ci sia la possibilità di cambiare la propria vita”.

“Buzzi – ha continuato Poletti rispondendo ai giornalisti – era apparso come una persona perbene che da carcerato si era laureato, faceva una vita dove si impegnava perchè le persone che uscivano dal carcere avessero un’altra possibilità, scoprire – ha detto – quello che ha fatto è un paradosso”. “Contro queste cose ho fatto la guerra per 40 anni – ha ribadito Poletti- sono arrabbiato soprattutto per tutte quelle cooperative sociali perbene e le persone perbene che ci lavorano”.