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Porceddu, carceri, difesa e “il conto salato per Meloni”: come è andata la cena tra Vannacci e Alemanno

Il deputato di Futuro Nazionale Emanuele Pozzolo svela ad Affaritaliani alcuni dettagli sulla cena di ieri sera tra Roberto Vannacci e l’ex Sindaco di Roma Alemanno

Porceddu, carceri, difesa e “il conto salato per Meloni”: come è andata la cena tra Vannacci e Alemanno

Alemanno libero, la prima cena è con Vannacci: carcere educativo, difesa e un piano per le nascite, ecco di cosa si è parlato

Un ristorante sardo di Roma Nord. Porceddu, vino, una ventina di persone e un brindisi col pugno alzato. Non è il finale di un film, è la prima serata da uomo libero di Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, uscito dal carcere di Rebibbia dopo un anno, cinque mesi e ventiquattro giorni. Ad aspettarlo c’era Roberto Vannacci, rientrato appositamente da Bruxelles, con al seguito la dirigenza di Futuro Nazionale. Emanuele Pozzolo, parlamentare del movimento, era seduto a quel tavolo. E ad Affaritaliani racconta com’è andata.

“Ci siamo divertiti, è stata una serata di allegria. Una cena emozionante”, dice Pozzolo ad Affaritaliani. “Alemanno ha patito un’ingiustizia. E questa ingiustizia, essere trattato come un criminale per una questione di carte, lo ha costretto a fare un’esperienza che cambia profondamente un uomo. La croce che ha portato sulle spalle lo ha trasformato. Ciò che ha visto ha cambiato non solo il suo essere uomo, ma anche e soprattutto la sua visione politica. Si è rivelato un combattente, e porta con sé un’esperienza e una visione nuova, che si sposa perfettamente con Futuro Nazionale“, prosegue il deputato. Da quell’esperienza l’ex sindaco, a suo dire, ne è uscito rafforzato. “L’ho trovato ancora più profondo di quanto fosse. Profondo, e pronto a combattere”.

Il carcere, a quella tavolata, non era lo sfondo della serata: ne era il tema centrale. “Spesso si parla di carcere senza averne contezza. Dimentichiamo che dentro ci sono esseri umani: molti hanno sbagliato, ma altri sono addirittura innocenti. Le condizioni delle celle lasciano molto a desiderare”. Fin qui, niente di troppo lontano da posizioni che si sentono anche a sinistra. La differenza, spiega Pozzolo, sta nella premessa: “Noi non godiamo nel pensare a soffocare i detenuti. Chi sbaglia deve pagare, certo – se uno entra a casa nostra, finisce fuori dalla finestra. Ma il carcere dovrebbe essere educativo, e oggi non lo è. Questo è un problema che riguarda tutti, non solo AVS”. Una destra che non ringhia, insomma. “Essere di destra vuol dire essere giusti. C’è chi vuole buttare le chiavi delle celle, e c’è invece chi, come Alemanno, si collega alla tradizione della destra vicina agli ultimi. Sono due cose molto diverse”.

Sul piano strettamente politico, Pozzolo non fa mistero di come valuta l’ingresso di Alemanno nell’orbita di Futuro Nazionale. “Un segnale, vero e proprio. sua esperienza è qualcosa di molto prezioso. Quarant’anni di politica: è un patrimonio che Vannacci stesso ha detto di voler saper usare. Questa vicenda dovrebbe essere un campanello d’allarme per Fratelli d’Italia, che ha abbandonato una serie di battaglie, di riferimenti culturali e di aspetti identitari. Meloni abbandona quei riferimenti. Vannacci e Alemanno li riprendono”.

Un piano per nascere

A tavola, la conversazione ha virato anche sui grandi temi di politica internazionale ed economica. Temi su cui ci sarebbe “assonanza totale”: “La visione del mondo di Alemanno e quella di Vannacci coincidono – sottolinea Pozzolo – pur con sfumature diverse, ma i temi di fondo sono gli stessi: famiglia, lavoro, sicurezza, immigrazione”.

“Noi non siamo contrari al riarmo – chiarisce Pozzolo – ma per difendere qualcosa, deve esistere qualcosa. Ecco, noi cosa difendiamo? Al ReArm Europe dovrebbe affiancarsi un piano di ‘Reborn Europe‘: una quantità di risorse da garantire agli Stati per politiche attive a favore della maternità, delle giovani coppie, dei mutui per la prima casa. Ci vorrebbe un ‘reddito di maternità’. Il nostro obiettivo è fare in modo che avere figli diventi conveniente anche dal punto di vista economico. Stiamo andando verso l’estinzione e, a livello demografico, i dati sono allarmanti, da suicidio”, spiega Pozzolo. Una situazione che potrebbe essere sintetizzata nell’immagine, lanciata da Vannacci alla Costituente di Futuro Nazionale: “Il WWF ha il panda come simbolo. Se dovessimo optare per un simbolo che interpreti la crisi demografica europea, sarebbe efficace mettere un neonato italiano e europeo”.

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La “sporca dozzina”

E poi c’è il marchio di fabbrica. Durante la cena, racconta Pozzolo, Vannacci ha ribadito il concetto che ormai è diventato quasi un manifesto del movimento: la “sporca dozzina”. “Non siamo la politica di quelli che si reputano i migliori. Ognuno di noi ha la sua vita e non la nasconde. C’è la politica fatta di maschere, e poi c’è quella fatta di esseri umani. La gente ci riconosce, perché siamo autentici. La forza di Roberto Vannacci è questa: dice ciò che pensa, non accetta il codice imposto dall’esterno”, spiega. Un esempio concreto? La questione del linguaggio politicamente corretto: “Ci sono moltissimi italiani che la pensano come noi: un’avvocata donna non si valorizza chiamandola avvocatessa. Quando incontriamo le persone, ci accorgiamo di aver fatto grandi progressi. In così pochi mesi, senza fondi: un grande traguardo”.

Una consapevolezza che, attorno a quel tavolo sardo, si respirava eccome. Una cena, insomma, che valeva più di un congresso. “E il conto – conclude Pozzolo – lo pagherà Meloni”

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