|
COPPI AD AFFARITALIANI.IT Di Alberto Maggi
Avvocato Coppi, a poche ora dalla sentenza al processo Mediaset si sente ottimista? A che ora arriverà la sentenza? Ma comunque entro oggi? Ha sentito Silvio Berlusconi? E’ tranquillo? Sui alcuni giornali è scritto che lei si sarebbe arrabbiato dopo aver saputo che alcuni deputati Pdl avevano organizzato a Roma una manifestazione in sostegno di Berlusconi. E’ così? Ma in ogni caso sarebbe contrario ad una manifestazione del genere? |
Il silenzio imposto da Silvio Berlusconi al Pdl inizia a ‘pesare’: nessuno sfogo e’ consentito e l’ansia cresce di pari passo con la consapevolezza di non poter fare nulla, nessun passo azzardato, nessuna frase fuori dalle righe, il che acuisce la tensione. Troppo grande l’indeterminatezza su quanto avverra’ da qui a poche ore, e l’ansia fa la sua parte, a cui si aggiunge l’impossibilita’ – sempre su ordine tassativo del Cavaliere che, a sua volta, deve ‘sottostare’ alla linea rigidissima impostagli dall’avvocato Coppi – di occupare il tempo restante fino alla decisione della Cassazione manifestando solidarieta’ e vicinanza al ‘capo’, se non in rapide telefonate e, per i pochi ‘eletti’, in vis a vis a palazzo Grazioli.
Berlusconi, per il secondo giorno consecutivo, si trincera dietro il silenzio stampa, resta blindato nella sua residenza romana, dove lascia entrare solo i fedelissimi e dalla quale continua ad inviare sempre lo stesso messaggio: nessuno attacchi il governo o i giudici. Per quel che lo riguarda, il Cavaliere non nasconde la tensione, ma continua a professarsi fiducioso nella verita’. Ho letto e riletto tutte le carte, ha ripetuto ai suoi, e non posso che essere tranquillo perche’ e’ evidente che il reato non c’e’, io sono innocente, e’ il leit motiv. Ma certo l’ansia c’e’, e contagia anche i suoi piu’ stretti collaboratori. Ma e’ proprio sulle carte che Berlusconi fonda, come del resto l’avvocato Coppi, la convinzione che i giudici non potranno che assolverlo: tutti i documenti parlano chiaro, e’ la riflessione. Poi, certo, viene spiegato, c’e’ la profonda amarezza, mista a rabbia, per le ‘colate di inchiostro’ che mirano solo a diffamarlo.
Con alcuni interlocutori, l’ex premier avrebbe commentato i giornali, le tante pagine dedicate al processo Mediaset: mi spiace per quello che leggio, avrebbe affermato, sono tutte illazioni costruite ad arte solo per danneggiarmi e screditarmi, non solo politicamente e come imprenditore ma anche – ed e’ questo cio’ che lo amareggia maggiormente – come persona. Ed e’ per questo, viene ancora spiegato, che lo rincuorano le tante manifestazioni di affetto che gli giungono, in primis dalla famiglia – con i figli maggiori che gli stanno accanto – ma anche dal partito. Il che, pero’, non vuol dire ‘travalicare’ e venir meno alle rigide direttive imposte da Coppi. Se fosse per lui, viene riferito, il Cavaliere non disdegnerebbe affatto una manifestazione a suo sostegno, ma sul punto il niet dell’avvocato e’ stato chiarissimo e tassativo.
Cosi’, l’ex premier ha dovuto stoppare sul nascere il tam tam, a cui avevano dato il via alcuni fedelissimi – tra cui Daniela Santanche’, non senza suscitare il disappunto di molti big pidiellini – per organizzare oggi, in concomitanza con la sentenza della Cassazione, una manifestazione di parlamentari e militanti davanti a palazzo Grazioli. Notizia che, riferiscono fonti pidielline, avrebbe mandato su tutte le furie lo stesso Coppi, costringendo il coordinatore Verdini a smentire, precisando che si trattava di “manifestazioni spontanee”. Ma la macchina organizzativa, confermano diversi esponenti di via dell’Umilta’, era gia’ partita. Del resto l’appuntamento e’ stato confermato nel pomeriggio proprio da Santanche’ via twitter: “Il nostro partito è come una famiglia e domani saremo sotto palazzo Grazioli dalle h17.00 per il nostro Presidente Berlusconi. Vi aspetto”.
Poi, da palazzo Grazioli e’ arrivato lo stop e Santanche’ ha dovuto soprassedere (“Non si fa più niente, si aspetta”), scrive alcune ore dopo sempre su twitter). Tutto fermo, quindi, fino a questa sera. La linea, la stessa da giorni, non cambia di una virgola: nessun tono fuori posto fino alla sentenza e, soprattutto, il governo non sara’ travolto da un’eventuale condanna. Anche se, tagliano corto diversi big pidiellini, il Cavaliere e’ sempre stato e continuera’ ad essere imprevedibile: chissa’ che non decida di parlare lui, domani, direttamente con il suo popolo e che, in caso di condanna, non ritenga piu’ opportuno far saltare tutto.
