Rampelli (FdI) spina nel fianco del governo: "Manovra non blindata" - Affaritaliani.it

Politica

Rampelli (FdI) spina nel fianco del governo: "Manovra non blindata"

Di Alberto Maggi

Il vicepresidente della Camera di Fratelli d'Italia: "Moody's? Nessun terremoto il 17 novembre. Siamo molto sereni"

"Giambruno? La stagione del fango e dei gossip l'abbiamo già conosciuta ed è stata negativa per l’Italia"

 

"Non ritengo si debba continuare a rovistare su una vicenda privata, non è un’accortezza, ma la necessità di normalizzare l'Italia. La stagione del fango e dei gossip l'abbiamo già conosciuta ed è stata negativa per l’Italia. A nessuno interessa il mio parere sulle parole di Marina Berlusconi e non interessa a me esprimerlo".

Così Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera di Fratelli d'Italia, risponde alla domanda di Affaritaliani.it se siano credibili le parole di stima verso la presidente del Consiglio della primogenita di Silvio Berlusconi sul caso Giambruno-Striscia la Notizia.

"Parliamo di politica e di cose che interessano ai cittadini", aggiunge Rampelli.

Bene, la Lega è molto nervosa perché sulle pensioni Quota 104 (con penalizzazioni) la ritiene deludente e forse anche inaccettabile. Si potrebbe modificare la norma nella Legge di Bilancio? Si potrebbe tornare a Quota 103 del governo Draghi?

"Tante categorie, insieme a noi, aspirano a un miglioramento della propria condizione sociale. Entro i cinque anni di legislatura metteremo in sesto i conti pubblici e tutti conoscono bene in questo momento di forte crisi quali siano i parametri con cui siamo costretti a confrontarci. Senza attribuire responsabilità a chi ha governato in questi decenni, ma per fotografare la realtà. Non siamo certo nelle condizioni di azzerare il debito e gli interessi passivi sul debito, maturati in mezzo secolo, nell’arco di un anno e non siamo nelle condizioni di portare il Pil da meno 1 a più 10 in pochi mesi. Sono processi di maturazione che richiedono tempo. Tornando al tema delle pensioni e alle aspettative di molte categorie, la Legge di Bilancio è aperta ed è ancora in corso di valutazione. Ci deve ancora essere il passaggio in Consiglio dei ministri e poi in Parlamento. Vedremo se ci saranno i margini per recepire le istanze delle diverse categorie sociali che legittimamente rivendicano le proprie istanze, compresi coloro che sono vicini alla pensione. Non è una preoccupazione solo della Lega, ma di tutto il Centrodestra".

Quindi Quota 104 e in generale la manovra non sono blindate, ci potrebbero essere modifiche...

"Esatto, la manovra non è ancora blindata. Finora ci sono state solo anticipazioni utili a misurarsi con le parti sociali e i corpi intermedi, vedremo se e come ci saranno margini per recepirle, comprese quelle sulle pensioni".

Qualche giorno fa in un'intervista lei ha detto che il governo potrebbe fare meglio, pensa a un rimpasto?

"No, come si capisce leggendo quell'intervista", risponde secco Rampelli. "Ho dato 9 al governo, che ha fatto benissimo in quest'anno, perché voglio lasciare margini di miglioramento per il 2024. Alle condizioni date, il governo ha fatto il massimo e se pensiamo ad esempio all'autorevolezza internazionale conquistata sul campo dal primo ministro Meloni, al valore di aver condotto Ursula von der Leyen a Tunisi e alla stagione di attenzione, finalmente, che l'Europa ha aperto verso il Mediterraneo, soprattutto con gli eventi devastanti che stanno infiammando il Medio Oriente. L'Italia è un Paese che esporta tantissimi prodotti commerciali in tutto il mondo e le relazioni internazionali hanno un valore gigantesco. Ricordo poi che finalmente stiamo cercando di contenere e contrastare con politiche strutturali i flussi migratori e non più di assecondarli o favorirli come ha fatto fin qui la sinistra".

Qualcuno ipotizza che Meloni potrebbe far saltare il banco e andare alle elezioni anticipate...

"Il governo e la maggioranza sono solidi e coesi, ho letto questi retroscena su vari giornali e sono surreali. Escludo categoricamente l'ipotesi delle elezioni anticipate, non c'è soluzione differente dalla prosecuzione del governo Meloni fino al termine della legislatura. Siamo su Scherzi a Parte…".

Preoccupati per il 17 novembre quando arriverà il giudizio di Moody's sull'Italia (di solito la più 'cattiva' tra le agenzie di rating con il nostro Paese)?

"Siamo molto sereni, non credo che un'agenzia possa dire l'opposto di un'altra, visto che S&P's ha appena confermato la tripla B, che è una lettura analitica delle debolezze virtuose dell'Italia, che abbiamo ereditato. Escludo proprio che il 17 novembre ci sarà alcun terremoto", conclude il vicepresidente della Camera di Fratelli d'Italia.