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Politica
Rampelli: “L’unità nazionale è sacra”: aut aut a Calderoli e alla Lega

Governo, la bozza di Calderoli non ha ricevuto esattamente un benvenuto da Fdi 

La coalizione di centrodestra che ha vinto le elezioni è composta da quattro componenti: Fratelli d’Italia, la Lega, Forza Italia e Noi moderati. Le prime tre hanno rappresentanza nell’esecutivo mentre la quarta invece no, coerentemente con il proprio nome. È ben nota la gradazione di “destrità” che le caratterizza a cominciare dalla prima per giungere all’ultima che poi sarebbero gli ex democristiani centristi. È anche ben nota la differenziazione ideologica che le distingue e questo è il depositato storico delle esperienze politiche italiane dal dopoguerra ad oggi. Detto questo è anche evidente il diverso peso politico che vede Fratelli d’Italia in netta preponderanza nell’esecutivo.

Si tratta di “destre” diverse di cui l’unica depositaria del marchio originale passato è Fratelli d’Italia mentre le altre sono declinazioni diverse come la Lega federalista o i liberali di Forza d’Italia e di Centro. E il contrasto ideologico, ancor prima che politico, è proprio sul concetto di autonomia differenziata. Fdi è un partito che ha nei suoi fondamenti storici l’unità nazionale, la Lega il contrario.

E non poteva non emergere questa fondamentale discrasia che si è ipostatizzata nel confronto tra Fabio Rampelli (Fdi) e Roberto Calderoli (Lega). Ricordiamo che Rampelli, romano, è uno dei fondatori storici di Fratelli d’Italia, è vicepresidente della Camera dei Deputati e in vista delle prossime elezioni regionali nel Lazio si è messo a disposizione del partito e della coalizione come possibile candidato del centrodestra.

In una recente intervista a Il Fatto Rampelli ha dichiarato che “fino a prova contraria abbiamo sempre detto che l’autonomia deve andare di pari passo con il progetto di riforma costituzionale in senso presidenzialista e questo per un motivo preciso: l’obiettivo delle due riforme è creare i giusti contrappesi e non mettere a rischio l’unità nazionale”.

Il discorso di Rampelli è coerente anche perché, a ben vedere, le due riforme hanno tempi diversi perché quella sull’autonomia è una legge ordinaria che ha tempi veloci mentre quella presidenziale è una riforma costituzionali con tempi e percorsi istituzionali ben più lunghi.

Rampelli quindi avverte il collega Calderoli, ministro degli Affari Regionali, che non si può affrontare un solo corno del problema ed –inoltre- occorre farlo contemporaneamente per evitare che ci siano improvvise accelerazioni in senso della via più semplice e cioè la riforma federalista voluta da sempre dalla Lega. Il vicepresidente della Camera ha anche marcato nettamente il territorio quando ha detto che sarà poi il Primo Ministro e cioè Giorgia Meloni a decidere insieme al Consiglio dei ministri, dove appunto Fdi gode di una grande maggioranza.

Rampelli ha anche aggiunto che materie come l’Istruzione e l’Ambiente, data la loro importanza per l’omogeneità stessa della Nazione, dovrebbero essere lasciate sotto il controllo dello Stato centrale garantendo inoltre quei livelli essenziali di prestazione imprescindibili per evitare Regioni di serie A e serie B.

LEGGI ANCHE: Autonomia differenziata, il piano Calderoli. Compromesso con FdI su... Inside

Quindi la bozza Calderoli non ha ricevuto esattamente un benvenuto da Fdi ma sicuramente la questione sarà molto più complessa e soprattutto FdI farà pesare tutto il suo peso in termini di numeri e percentuali per evitare pericolose fughe in avanti. E questo è un bene perché la rovinosa riforma del Titolo V della Costituzione fatta a suo tempo dal centro – sinistra per motivi esclusivamente elettorali ha avuto effetti disastrosi e li ha tutt’ora sulla gestione di questioni fondamentali come l’Energia e L’Ambiente che impediscono o rendono comunque molto difficile anche l’attuazione pratica, declinata nelle Regioni, degli accordi internazionali su questi argomenti.

Dal canto suo Calderoli ha scelto un atteggiamento morbido di apertura dichiarando a sua volta che: "Quella che ho messo sul tavolo è una bozza di lavoro per iniziare a confrontarci e a lavorare: auspico che la versione definitiva di questo testo possa essere scritta con il contributo di tutte le Regioni, perché questa è una bozza aperta a ogni tipo di proposta, a ogni tipo di contributo, ma a condizione che ci sia una leale collaborazione reciproca da una parte e dall'altra".

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