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Politica
Referendum: un milione di firme per l'eutanasia, alla faccia dell'antipolitica
Dalla pagina Facebook di Liberi fino alla Fine

Un milione di firme per la legalizzazione dell'eutanasia e 200.000 in sole 48 ore per quella della cannabis: quando possono decidere, i cittadini non snobbano la politica

Si parla spesso di disaffezione nei confronti della politica, ma l’eccezionale mobilitazione nei confronti delle iniziative referendarie attualmente in corso suggerisce di guardare le cose da un altro punto di vista.

Se i cittadini si sentono lontani dalla politica è anche perché la politica è spesso malata di autoreferenzialità e quindi si occupa di cose lontane dalla quotidianità della gente.

Quando invece si coinvolgono i comuni elettori nei processi decisionali, la risposta è decisamente differente, come dimostra la grande partecipazione popolare alle iniziative riguardanti i referendum sulla legalizzazione dell’eutanasia e della cannabis.

Marco Cappato, che con l’Associazione Luca Coscioni è tra i promotori dell’iniziativa sull’eutanasia legale, ha annunciato che le firme sono ormai vicine ad un milione, ovvero il doppio del minimo necessario per presentare la proposta. Una soglia, peraltro, che era stata superata a fine agosto e che in una decina di giorni è stata addirittura doppiata!

Altrettanto eclatante è il dato rappresentato dalle 200.000 firme che, in solo 48 ore, sono state raccolte da +Europa per il referendum che mira ad eliminare il reato di coltivazione della cannabis: “Oggi arriveremo a 200.000 firme in 48 ore, è un fatto politico”, ha detto il Presidente Riccardo Magi a Fuori dalla bolla, la rassegna live prodotta da Good Morning Italia. “C’è molta attesa nel Paese nonostante il tema sia esploso dal dibattito pubblico, è probabile che avremo nella prossima primavera la consultazione con i quesiti su giustizia, eutanasia e cannabis”.

L’accenno al referendum sulla giustizia non è casuale, visto il largo consenso che l’iniziativa raccoglie tra le forze politiche: a promuoverlo sono i Radicali e la Lega, ma hanno aderito anche Forza Italia, Nuovo PSI, UDC e PSI. Ci sono poi singoli esponenti del centrosinistra, come Goffredo Bettini del Pd, che hanno annunciato di volerlo firmare, a prescindere dalla linea del proprio partito. A prescindere da come vadano a finire le tre singole partite, il dato complessivo è degno di nota.

La partecipazione popolare ai referendum ha tratto un forte impulso dall’introduzione della possibilità di firmare attraverso lo Spid, l’identità digitale con la quale abbiamo imparato a familiarizzare negli scorsi mesi. 

Lo stesso Magi la definisce una novità “epocale e positiva”, ma se lo strumento digitale certamente rappresenta un incentivo all’interazione, la sua molla originaria è senza dubbio nell’interesse che queste proposte concrete stanno riscuotendo nei cittadini, al contrario degli equilibrismi dialettici molto fumosi ai quali spesso riduciamo il dibattito politico.
 

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