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Politica
Regionali Puglia, svolta Lega: 'liquida' Fitto. E ora è caos totale
LaPresse


Svolta per le Regionali in Puglia di primavera. La Lega rompe gli indugi e con una dura nota del segretario regionale Luigi D'Eramo, di fatto, dice no ufficialmente alla candidatura di Raffele Fitto, proposta da Giorgia Meloni.

LA NOTA DELLA LEGA PUGLIESE - "Trovo quantomeno bizzarro che Ignazio La Russa venga in Puglia a promuovere l’armonia nella coalizione accusando gli alleati di provincialismo e “cazzettismo”. Delle due l’una! Sicuramente sarà stata una svista. “Sviste” che, però, non si possono commettere quando si gioca con il destino di quattro milioni e mezzo di Pugliesi che chiedono un nuovo modello di gestione e sviluppo regionale dopo 15 anni di cattiva amministrazione di sinistra. Quindici anni in cui la sinistra ha vinto essenzialmente per demeriti del centrodestra che si è presentato diviso per sfide e imposizioni personali. Oggi abbiamo l’obbligo di imparare dagli errori del passato per vincere e rinnovare la Puglia. Sono certo che al tavolo nazionale i nostri leader sapranno leggere la storia per scrivere il futuro, rispettando quanto ci hanno detto e chiesto gli elettori con il loro voto. Questo sia quando ci hanno premiato ma soprattutto quando non ci hanno dato fiducia, perché è in quel momento che ci hanno dato la direzione per non sbagliare. E in Puglia con la Lega non si sbaglierà più, abbiamo la responsabilità del consenso della maggior parte dei pugliesi e la vittoria è alla nostra portata con tre parole d’ordine: unità, lavoro e rinnovamento. Questa è la visione della Lega e questa sarà la visione da condividere nella coalizione". Così Luigi D’Eramo segretario eegionale della Lega Puglia per Salvini Premier

RABBIA LEGA CONTRO LA RUSSA E FITTO - Nella Lega pugliese, in stretto contatto con Via Bellerio, hanno letto come vere e proprie "provocazioni" le dichiarazioni fatte ieri dal senatore Ignazio La Russa e da Raffaele Fitto a Bari, in occasione della commemorazione di Pinuccio Tatarella, padre della nuova destra italiana. Dal co-fondatore di Fratelli d'Italia e dall'europarlamentare, candidato da Giorgia Meloni per la guida della Regione contro Michele Emiliano, sono arrivati i "soliti" richiami al rispetto dei patti e degli accordi presi tempo fa con Fitto che ha "perfino" affermato di essere già in campagna elettorale.

Regionali, Puglia; Sisto (FI), Fitto è candidato competitivo - "Noi siamo interessati a un candidato competitivo" e "Raffaele Fitto e' un candidato di tutto rispetto" che "ha dato grande prova di se' alle europee". Lo ha detto il deputato Francesco Paolo Sisto, responsabile nazionale del dipartimento Affari Costituzionali di Forza Italia, parlando con i giornalisti della scelta del centrodestra di un candidato alla presidenza della Regione Puglia. "Speriamo - ha aggiunto - vi sia la firma finale su questo candidato che spetta a Fratelli d'Italia". "Basta che ce ne diano uno, quanto piu' rapidamente possibile", ha aggiunto Sisto sottolineando che "l'incertezza, sia pur tutta unilaterale, sul candidato presidente, non ha un effetto positivo". "Crea sbandamento - ha rilevato - non solo nell'elettorato ma anche nella formazione delle liste". "Io - ha concluso - voterei anche un bicchiere se servisse per eliminare Emiliano, voterei chiunque pur di toglierci questo presidente che ha fatto soltanto danni".

Fonti del Carroccio pugliese spiegano come queste parole abbiamo suscitato quasi un'insurrezione tra i militanti leghisti, anche perché "si è deciso che tutto è rimandato al prossimo tavolo nazionale" e quindi affermazioni come quelle fatte dai due esponenti di FdI vengono considerate appunto "provocazioni". Da qui la decisione di rispondere in via ufficiale con una nota - messa a punto per tutta la giornata e virgola per virgola con continui contatti telefonici tra la Puglia, la Calabria (dove è in visita Matteo Salvini) e il vicesegretario Giancarlo Giorgetti - del segretario regionale Luigi D'Eramo, l'unico al momento (a parte Andrea Crippa e lo stesso Salvini) incaricato di parlare a nome della Lega. Il comunicato, ancora una volta, non conferma il sostegno alla candidatura di Fitto e rimanda tutto al prossimo vertice tra i tre leader.

E' evidente che la questione Puglia ormai sia intrecciata con quella della candidatura nelle altre Regioni dove si voterà in primavera (a parte le due dove verranno ricandidati gli uscenti Luca Zaia e Giovanni Toti, Veneto e Liguria) e cioè Campania, Toscana e Marche. Silvio Berlusconi, incontrando i coordinatori regionali azzurri, ha nuovamente blindato Stefano Caldoro per la Campania soffocando così sul nascere le voci di un compromesso con la sostituzione di Caldoro con il rettore dell'università di Salerno Aurelio Tomasetti. Anche l'ipotesi che il Carroccio schieri in Toscana il sindaco di Grossetto Antonfrancesco Vivarelli Colonna perde quota proprio perché cresce nella Lega, e in Salvini, la voglia di sbarcare al Sud conquistando una Regione.

E, visti i numeri dei sondaggi e delle elezioni europee del 2019, è la Puglia ad essere nel mirino di Via Bellerio e non certo la Campania. Ecco perché le parole "ingombranti" e "troppo spinte" di La Russa e Fitto a Bari non sono state accolte bene tra i leghisti pugliesi (per usare un eufemismo) e hanno scatenato la reazione ponderata ma secca e risoluta di D'Eramo. Insomma, il Centrodestra torna in alto mare sul tema delle candidature alle Regionali di primavera e la sfida Salvini-Meloni è sempre più calda. Il tutto con il paradosso che i primi sondaggi sulla Puglia, ovvero le stime per Affaritaliani.it di Alessandro Amadori, danno comunque il Centrodestra vincente con il 43% viste le divisioni tra Pd, M5S e Italia Viva.

CAOS ANCHE IN CAMPANIA, BERLUSCONI PRONTO A CORRERE DA SOLO SE BOCCIANO CALDORO - Ormai e' sfida aperta nel centrodestra sulle regionali in Campania per la scelta dell'anti-De Luca. Con Forza Italia determinata a difendere il suo candidato alla presidenza, Stefano Caldoro, dagli strali della Lega, che chiede facce nuove e rivendica per sé una regione del Sud (Matteo Salvini ha puntato gli occhi anche sulla Puglia). Stavolta ad accendere il dibattito è Nicola Molteni, coordinatore campano del Carroccio, che critica il metodo usato dagli azzurri per la scelta del governatore: ''Con Caldoro non ho alcun problema, c'è un clima sereno, bisogna essere coesi", ma "è presto per parlare di nomi, non è il metodo giusto". A stretto giro di posta replica il senatore Domenico De Siano, coordinatore forzista in Campania: ''Ha ragione Molteni quando dice che il centrodestra unito è un valore aggiunto ed il lavoro della Lega è prezioso, ma non condivido la critica al metodo che ha portato all'indicazione del nostro candidato presidente: il nome di Caldoro è stato indicato da Berlusconi che ha avuto, in Fi, il via libera del coordinamento regionale prima e dell'ufficio di presidenza alla unanimità poi. E' lo stesso metodo -sottolinea De Siano- che ha portato alle legittime indicazioni della Tesei in Umbria e della Borgonzoni in Emilia Romagna da parte della Lega". Di fronte allo scetticismo della Lega, Forza Italia non cede, forte del sostegno del suo leader, Silvio Berlusconi, che, raccontano, non intendere rinunciare a una regione chiave del Meridione come la Campania ed è pronto anche alla corsa solitaria qualora Salvini dovesse violare gli accordi. Mercoledì scorso, alla riunione del Comitato di presidenza forzista a palazzo Grazioli, il Cav, raccontano, è stato chiarissimo in proposito: Caldoro è e resta il nostro candidato, a costo di correre da soli...

Un concetto ribadito anche nella relazione finale approvata all'unanimità dal Comitato di presidenza di Fi, in possesso dell'Adnkronos, e letta da Berlusconi durante la riunione nel 'Parlamentino azzurro': "Caldoro è stato il miglior presidente nella storia della Regione Campania, ha guidato con autorevolezza e passione l'opposizione negli ultimi cinque anni, e risulta in tutti i sondaggi il candidato con il più alto consenso tra gli elettori". Per uscire dall'impasse, dunque, urge un chiarimento tra i leader di centrodestra, che dovrebbero vedersi al ritorno di Giorgia Meloni dagli Usa. Solo al tavolo della coalizione, dove Forza Italia insisterà su Caldoro, si capirà cosa voglia fare la Lega. Se davvero, insisterà sulla Campania o punterà tutto sulla Puglia, costringendo così Fdi a rinunciare al suo nome, Raffaele Fitto. I rumors continuano a indicare l'ex rettore dell'Università di Salerno, Aurelio Tommasetti, nominato responsabile del programma elettorale della Lega in Regione come papabile governatore. Anche Fratelli d'Italia ha un suo nome: quello del questore della Camera, il deputato Edmondo Cirielli.

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