Politica
Regione Lombardia, il vero motivo dell’uscita di Forza Italia dall’aula
Dietro lo scontro con La Russa il caso Arnoldi e la partita sulle nomine regionali

Romano La Russa
Regione Lombardia, il vero motivo dell’uscita di Forza Italia dall’aula
La battuta sulla “prostatite” pronunciata da Romano La Russa è stata solo l’ultimo fotogramma di uno scontro politico che covava da settimane nella maggioranza lombarda. L’uscita dall’aula dei consiglieri di Forza Italia non è nata da un incidente verbale, ma da un conflitto più profondo legato alle nomine nelle partecipate regionali, al cumulo di incarichi e al peso politico dei partiti di centrodestra.
Il casus belli: il doppio incarico di Arnoldi
Al centro della tensione c’è la posizione di Gianantonio Arnoldi, manager vicino a Forza Italia, contemporaneamente vicepresidente di Fnm e amministratore delegato di Concessioni Autostradali Lombarde (Cal). Proprio su questo doppio incarico la Corte dei Conti ha sollevato rilievi, evidenziando il possibile superamento del tetto retributivo previsto per le società pubbliche e chiedendo chiarimenti sul cumulo dei compensi.
La nomina in Cal, inoltre, risulta in proroga da mesi, elemento che ha ulteriormente alimentato lo scontro politico tra Fratelli d’Italia e Forza Italia sulla riconferma del manager.
Secondo fonti politiche regionali, FdI avrebbe chiesto un riequilibrio delle nomine — anche per rafforzare il proprio peso in Lombardia — mettendo in discussione la permanenza di Arnoldi in entrambi i ruoli. Una posizione che ha trovato la ferma opposizione del coordinatore regionale azzurro Alessandro Sorte, deciso a difendere il suo fedelissimo.
La tensione politica tra FdI e Forza Italia
La frattura si è aperta durante riunioni di maggioranza dedicate proprio al rinnovo delle nomine nelle partecipate regionali, con un duro confronto tra La Russa e i vertici regionali forzisti.
Da quel momento il gruppo di Forza Italia aveva già annunciato che avrebbe lasciato l’aula ogni volta che l’assessore avesse preso la parola, fino a un chiarimento politico.
Quando in Consiglio regionale La Russa è intervenuto senza che fossero arrivate le scuse richieste, i consiglieri azzurri hanno quindi messo in atto la protesta, uscita immediatamente trasformata in polemica mediatica dalla battuta ironica dell’assessore sulla «prostatite».
Dietro il gesto, la partita sul peso politico in Lombardia
Lo scontro non riguarda soltanto un incarico. La questione Arnoldi si inserisce in una più ampia partita di equilibrio interno al centrodestra lombardo, dove Fratelli d’Italia punta a consolidare il proprio ruolo di primo partito della coalizione e a rivedere il sistema delle nomine nelle partecipate regionali.
Forza Italia, dal canto suo, considera strategico mantenere le posizioni conquistate negli anni nelle società controllate dalla Regione e ha reagito con un gesto politico plateale per segnalare la propria contrarietà a eventuali ridimensionamenti.
Una crisi tutta politica
La battuta dell’assessore è quindi solo l’episodio visibile di una tensione che nasce da dossier ben più rilevanti: rinnovo delle nomine, cumulo degli incarichi, equilibrio tra i partiti e leadership futura del centrodestra lombardo.
L’uscita dall’aula dei consiglieri di Forza Italia va letta in questa chiave: non una reazione a una frase infelice, ma un segnale politico diretto agli alleati e, soprattutto, a chi in Regione sta cercando di ridefinire i rapporti di forza dentro la maggioranza.
