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Renzi dietro la lettera “ambigua”. Guerra all’Ue per prendere voti

Commissariamento Italia? Altro motivo di scontro tra Renzi e il Quirinale

INSIGHT – Si scrive Gentiloni, si legge Renzi. La lettera all’Unione europea con “troppe ambiguità”, che quasi certamente costerà al nostro Paese l’avvio della procedura di infrazione da parte di Bruxelles, è stata imposta al premier dal segretario del Partito Democratico

Si scrive Gentiloni, si legge Renzi. La lettera all’Unione europea con “troppe ambiguità” (leggi qui), che quasi certamente costerà al nostro Paese l’avvio della procedura di infrazione da parte di Bruxelles, è stata imposta al premier dal segretario del Partito Democratico (anche attraverso il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi). Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha cercato fino all’ultimo minuto di accontentare l’Ue e varare una manovra correttiva ma Renzi non ha voluto sentir ragioni. Prima di tutto, come ovvio, perché altre tasse per gli italiani con le probabili elezioni a giugno avrebbero penalizzato il Partito Democratico.

Ma dietro c’è soprattutto la strategia dell’ex presidente del Consiglio che in qualche modo auspica il commissariamento Italia da parte di Bruxelles e l’apertura formale della procedura di infrazione per poi giocare la campagna elettorale contro l’Europa tentando quindi di rubare terreno (e consensi) sia ai 5 Stelle sia alla destra di Salvini e Meloni. Renzi sa perfettamente che solo così può sperare di arrivare al 40% per tornare a Palazzo Chigi con la legittimazione popolare.

Nei sondaggi riservati arrivati al Nazareno la fiducia degli italiani nelle istituzioni Ue è sotto il 20% e quindi una “guerra” contro Bruxelles – secondo il leader dem – è la strategia migliore in vista delle urne. Ma ancora una volta, come sulla chiusura anticipata della legislatura, si registra la “forte irritazione” del Quirinale per la lettera del governo alla Commissione “troppo ambigua”. Il Presidente della Repubblica – spiegano fonti autorevoli – non gradisce lo scontro con l’Ue e ritiene prioritario l’abbassamento dei toni sull’asse Roma-Bruxelles. Esattamente l’opposto della strategia di Renzi e dei suoi.