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D'alema (1)

PD: MINISTRI E SOTTOSEGRETARI A INCONTRO BERSANIANI  - La compagine governativa del Partito democratico era ampiamente rappresentata all'incontro "Fare il Pd", promosso dai bersaniani in vista del congresso. Nell'affollata sala delle conferenze al Nazareno, c'erano il ministro dei Rapporti con il parlamento Dario Franceschini, dello Sviluppo economico Flavio Zanonato e dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza. Tra il pubblico anche i sottosegretari all'Editoria Giovanni Legnini e alla giustizia Giuseppe Berretta. Al tavolo dei relatori invece il viceministro all'Economia Stefano Fassina, tra i promotori dell'iniziativa. Assistono al dibattito anche i capigruppo del Pd in Senato, Luigi Zanda, e alla Camera, Roberto Speranza.

D'ALEMA, NESSUN CORRENTONE. RENZI SBAGLIA A FAR LA VITTIMA - Massimo D'Alema ha assicurato che non si sta saldando nessun fronte anti-Renzi. "Non nasce nessun correntone, questa e' un'idiozia, non so chi l'abbia scritto", ha assicurato lasciando l'incontro di 'Fare il Pd'. Quanto a Renzi, "credo che giochi un po' a fare la vittima. Secondo me sbaglia, dovrebbe essere qui", ha spiegato.

FRANCESCHINI, NON LOGORIAMO RENZI. MA PRIMA C'E' IL PAESE - Dario Franceschini ha messo in guardia dal rischio che Matteo Renzi sia logorato da lotte intestine al Pd, ma ha anche chiarito che prima delle persone deve venire il Paese. "Dal '94 tutte le cose che abbiamo attraversato lo sport e' stato logorare il leader del momento, che fosse di governo o di partito. Non mettiamo Renzi dentro questo meccanismo, e' una delle risorse che ha il Pd", ha sottolineato il ministro intervenendo al dibattito di 'fare il Pd'. "Con una condizone che deve riguardare tutti", ha pero' aggiunto, "capiamoci se siamo d'accordo su una gerarchia che prima c'e' il paese, poi il partito poi le persone". Dario Franceschini ha auspicato che vi sia un incontro tra Guglielmo EPifani e Matteo Renzi sulle regole del congresso. "Penso che di la' dei luoghi formali, come la commissione congressuale, serve anche il coinvolgimento delle persone e spero che ci sia un incontro o tra Renzi ed Epifani", ha detto al dibattito 'fare il Pd'. Renzi "venga a discutere apertamente - e non via intervista e retroscena - di cosa pensa che siano le regole. Anche sul tema della coincidenza segretario-candidato. Puo' darsi che il segeratrio del Pd diventi premier, ma immaginare che sia automatico perche' lo scrivi nel tuo statuto non funziona. Devi costruirtelo con le alleanze, e tendenzialmente se il sistema spinge ad alleanze e coalizioni non e' proprio avantaggiato il segretario".

BERSANI, LEALI CON LETTA MA TENIAMO VIVA ESIGENZA CAMBIAMENTO - Il Pd non puo' rinunciare a tenere alta la bandiera dei suoi valori che sono 'di sinistra'. "Quei valori esistono in natura tanto e' vero che noi dobbiamo andare dove ci sono quei valori e trasformarli in storia", ha detto Pier Luigi Bersani citando Alfredo Reichlin, nel suo intervento al dibattito 'Fare il Pd'. "In natura c'e' un'idea di giustizia, liberta', uguale dignita' delle persone", ha sottolineato, "e' la nostra cosa, stiamo li' e facciamoci criticare se non siamo li'". Certo bisognera' spiegare cosa si fa "nelle condizioni date. Adesso abbiamo un governo di servizio e lo sosteniamo lealmente ma noi abbiamo in testa anche delle altre cose, dobbiamo tenere viva questa esigenza di cambiamento".

BERSANI, BASTA CHIACCHIERICCI O CI FACCIAMO COMPATIRE - Pier Luigi Bersani ha chiesto al Pd di pensare ai contenuti e smetterla di perdersi in chiacchiericcio con il rischio di "farci compatire". "Possiamo essere utili all'Italia se iniziamo ad approssimare il titolo e l'ordine del giorno di questo congresso", ha spiegato al dibattito di 'Fare il Pd. Il percorso verso il congresso deve essere un luogo "dove ci si confronta senza tirar su bandierine e tutti quanti cerchiamo di dirci, ciascuno con le sue idee, di che cosa dobbiamo discutere. Questo mese deve risolvere questo problema e nessuno puo' chiamarsi fuori se vuol far parte della comunita' e della squadra", ha avvertito. "Non possiamo farci compatire, stare troppo al di sotto della realta' che il paese vive. Se il nostro congresso fosse quello descritto sarebbe un disastro. Non puo' essere quello. Non puo' essere percepita a quel livello la discussione o la gente ci manda a sbattere", ha insistito Bersani. "A prescindere dai chiacchiericci dobbiamo sbucare e dimostrare che stiamo parlando di problemi seri", ha ammonito.

FIORONI, REGOLE NON POSSONO ESCLUDERE LETTA - Beppe Fioroni ha messo in guardia da regole che escludano Enrico Letta dalla futura corsa per la premiership. "Non credo che ci siano regole a favore di qualcuno, ma entreremmo nel Guinness dei primati, perche' non ha precedenti nella storia che un partito che guida con un proprio uomo il governo, se si scrivessero regole che vanno bene a tutti meno che al proprio presidente del Consiglio", ha detto intervenendo all'incontro di 'Fare il Pd'. "Sembra che vogliamo punire qualcuno, non e' cosi'. Ma non possiamo scrivere una norma in cui tutti possono candidarsi tranne Enrico letta. Dobbiamo fare regole che non siano a favore di nessuno ma neanche contro di nessuno, non dobbiamo vergognarci del nostro premier. Altrimenti facciamo un editto in cui teste le teste di Letta e Franceschini le mettiamo sulle picche fuori dal Nazareno", ha insistito.

PD: FASSINA, DOBBIAMO FIDARCI UNO DELL'ALTRO. PECCATO LE ASSENZE - Nessuna corrente, solo un contributo al dibattito. Cosi' Stefano Fassina ha spiegato il senso del documento 'Fare il Pd' e dell'incontro organizzato oggi al partito. Per questo "mi dispiace che alcuni non siano venuti perche' abbiamo bisogno del contributo di tutti. Abbiamo provato a ragionare 'per' e non 'contro' qualcuno", ha spiegato. "Le regole sono importanti ma abbiamo bisogno di condividere un minimo di fiducia. Se non ci fidiamo un minimo e' difficile che riusciamo a stare insieme. Abbiamo un segretario che garantisce tutti, che nessuno vuole fregare nessuno. Se ci sono proposte oscene da cui qualcuno si sente oltraggiato sollevera' il problema, ma parliamo di piu' dei problemi del paese o siamo un ceto politico autoreferenziale", ha avvertito.

"Il nostro e' un documento di servizio, senza verita' precostituite, con l'obbiettivo di evitare il rischio elevato di sprecare il congresso in questa fase cosi' difficile per l'Italia", ha spiegato il viceministro all'Economia nel suo intervento di chiusura dell'incontro. Il Pd, ha sottolineato, deve occuparsi del rapporto con l'Europa, di lavoro, della 'forma partito'. "Su questi temi vorremmo provare a sollecitare una riflessione, tenendo presente che noi in questa fase - e lo dico alla luce dell'esperienza drammatica dell'elezione del Presidente della Repubblica - abbiamo certamente capace di una competizione tra proposte alternative ma anche di costruire una cultura politica condivisa. Senza questa base non ce la fa e non riesce nemmeno a competere". Dunque "bisogna provare a coinvolgere trasversalmente ciascuna delle storie da cui proveniamo da sola non ce la fa davanti a queste sfide, per questo dobbiamo continuare questa contaminazione", ha insistito. "E' passato nella discussione pubblica il fatto che dobbiamo eleggere un segretario debole altrimenti da' fastidio al nostro premier. E' una discussione surreale. Il punto non e' 'debole o forte', ma dell'agenda che ha. Dobbiamo eleggere il segretario piu' forte possbile, ma deve avere un'agenda che contribuisce a spostare gli equilibri del governo verso il cambiamento", ha sottolineato.

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