Decidono gli italiani. Matteo Renzi ribadisce quello che aveva detto nel discorso di fine anno e lancia una lunga volata per le riforme. In tre tappe, che culmineranno con il referendum di ottobre prossimo. “Lunedì 11 gennaio la Camera vota la 4° lettura delle riforme costituzionali. Poi toccherà al Senato e nel mese di aprile il voto finale ancora della Camera. Quindi – ragionevolmente – a ottobre il referendum finale. Saranno semplicemente gli italiani, e nessun altro, a decidere se il nostro progetto va bene o no”. E’ la tabella di marcia indicata dal premier che, nella sua enews, ha indicato le riforme al primo punto tra le 10 “partite di grande importanza” che attendono il Parlamento alla riapertura dei lavori dopo la pausa natalizia.
Poi annuncia la prima uscita ufficiale del governo per il 19 gennaio. Una sorta di rivendicazione del lavoro svolto che il premier intende fare in Parlamento: “Martedì 19 gennaio il Governo va alla Camera sulla base dell’ennesima mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni. Mi presenterò personalmente a Montecitorio per illustrare nel dettaglio che cosa abbiamo fatto sino ad oggi e cosa intendiamo fare. Una mozione di sfiducia è un atto molto impegnativo e solenne: per rispetto ai deputati e ai cittadini parleremo con molta chiarezza e determinazione”. Per poi lanciare una stoccata ai media: “Se i media dedicassero ai risultati ottenuti dal Governo anche solo la metà dello spazio che impiegano per analizzare sociologicamente l’utilizzo dei gufi nella mia comunicazione sarebbe fantastico!”.


