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Politica
Renzi teme lo stallo al Senato. Al voto nella primavera del 2016


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


Matteo Renzi ha parlato chiaro. Da un lato si dice certo di arrivare fino al 2018 ma dall'altro afferma che "il Pd non teme il voto". Ed ecco la conferma di quello che Affaritaliani.it scrive da giorni. Tra le righe si capisce qual è la strategia del presidente del Consiglio: tirare dritto a dispetto di tutti e di tutto, salvo però tenere aperta l'ipotesi delle elezioni. Il premier-segretario è certo di avere i numeri a Palazzo Madama, forte anche del possibile sostegno degli 11-12 verdiniani in uscita da Forza Italia. Ma se la situazione dovesse precipitare il ritorno alle urne sarebbe immediato.

Renzi non vuole farsi cuocere a fuoco lento. Intende governare e riformare l'Italia. Se dalla sinistra Pd o dal dentro di Alfano-Casini-ex montiani (vedi Mario Mauro) dovessero arrivare problemi insormontabili non starebbe a trattare e mediare all'infinito, ma andrebbe dritto al voto. Chi ha parlato con il capo del governo assicura che è determinato ad andare avanti, non vuole ostacoli di nessun tipo sulla sua strada. E' convinto di essere nel giusto ed è certo che la maggioranza degli italiani è ancora con lui. Attenzione, però, perché sia al centro sia a sinistra si registrano numerosi movimenti che potrebbero non piacere al presidente del Consiglio. Le minoranze dem intendono modificare radicalmente la Buona Scuola e le riforme costituzionali. I centristi sono assolutamente contrari ad ogni tipo di unione civile modello Germania.

Si tratta di possibili intoppi sul cammino dell'esecutivo. Se tutto fila liscio e Renzi riesce a far approvare in Parlamento i suoi provvedimenti bene, altrimenti non ci penserebbe due volte a rassegnare le dimissioni a chiedere al Capo dello Stato le elezioni politiche anticipate. L'ipotesi, stando a fonti autorevoli del Partito Democratico, è quella di un ritorno alle urne nella primavera del 2016. Anche e soprattutto per cogliere in contropiede il Centrodestra egemonizzato da Salvini ma ancora non in grado di presentare una proposta alternativa a quella del Pd. Il premier-segretario intende andare avanti ma non appena dovesse capire che ci sono problemi sulla strada delle riforme ne approfitterebbe per tornare dai cittadini e traformare il voto in un referendum su stesso. La partita è appena all'inizio e le urne nella prossima primavera non sono affatto un'ipotesi giornalistica...

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