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Nel Pd nasce la corrente di Richetti. Sono i renziani non della prima ora

È tempo di profondità. A dirlo nel Pd è il renziano Matteo Richetti: nasce un’altra corrente, ma si autodefinisce nuova area di confronto; cerca spazio politico e respinge l’immagine di una start up (Dem) alla conquista del potere. I rumor de l’Enigmista

È tempo di profondità. A dirlo nel Partito democratico è il renziano Matteo Richetti: nasce un’altra corrente, ma si autodefinisce, con più vezzo, nuova area di confronto; cerca spazio politico e respinge, visti i sospetti, l’immagine di una start up (Dem) alla conquista del potere. Vuole andare in profondità associando ai renziani della prima ora e mezza – quelli cioè che da sempre rosicano di stare appena dietro i renziani della prima o primissima ora – esempi di coerenza come Gennaro Migliore e Andrea Romano.

L’ultimo, ad esempio è passato da D’Alema a Montezomolo, quindi a Monti: una traiettoria destinata a marcare, come più volte dichiarato in questi anni, la differenza politico-programmatica dalla sinistra, fino alla possibile alternativa. Invece Andrea Romano scopre ora che Renzi è migliore di D’Alema, tanto da prendere parte alla nuova corte di Renzi con Migliore. Giochi di parole, si dirà, ma d’altronde lo “scilipotismo colto” ha bisogno di un’etica dell’apparenza e la trova, in ultima istanza, nella filosofia della profondità di Richetti. In che consiste? Nello stare insieme, possibilmente vicini al Capo, ancor di più con il gradimento e la benedizione del Capo. Non è vero che il coraggio si ha o non si ha, come sosteneva il povero don Abbondio. In taluni casi il coraggio si può decidere di averlo. Magari per naufragare dolcemente nel mare grande del renzismo…