A- A+
Politica
Riforma scuola, il governo ottiene la fiducia. Fronda nel Pd

E' passata con 159 sì e 112 no la riforma della scuola voluta da Renzi. Tocci e Mineo del Pd non hanno partecipato al voto. Proteste in Senato e nelle piazze.  I voti di scarto sono quindi 47.  Maggioranza e governo incassano la fiducia con solo due voti in meno rispetto alla maggioranza assoluta, che al Senato è  di 161 voti. Quindi, viene fatto notare da fonti di maggioranza, il Pd ha retto bene di fronte ai malumori della minoranza interna Per Ncd mancavano e non hano votato 3 senatori: Esposito, Bonaiuti (entrambi assenti per motivi di salute, viene riferito), e Giovanardi. Nel Pd non hanno votato la fiducia Tocci, Mineo, Ruta e Casson.

"Non abbiamo votato la fiducia al governo per la scuola in Senato perche' non possiamo accettare un'altra riforma finta, una nuova rottura con milioni di elettori, l'ennesima mortificazione del Parlamento". Lo dicono i senatori del Pd Corradino Mineo e Walter Tocci. "Noi avevamo apprezzato le intenzioni del Presidente del Consiglio - proseguono i due senatori dem - quando per primo aveva messo al primo posto la scuola. E avevamo sperato ancora quando, dopo la dolorosa bocciatura dello sciopero del 5 maggio, Renzi aveva annunciato a Porta a Porta di voler convocare ai primi di luglio una conferenza nazionale della scuola. Purtroppo e' prevalsa un'altra logica, quella dell'atto di forza. Francamente non riusciamo a capire il perche'. Avevamo dimostrato come le assunzioni si potessero fare comunque. Per migliorare la legge avevamo avanzato proposte sul riconoscimento dei meriti e della liberta' degli insegnanti, sul rinnovamento della didattica e sugli strumenti per rimuovere le disuguaglianze.

E in commissione Cultura - l'ha riconosciuto con onesta' il presidente Marcucci - non c'e' stato ostruzionismo da parte delle opposizioni. In pochi mesi sono stati aperti conflitti micidiali con una parte rilevante dell'elettorato sui diritti dei lavoratori, sugli scarabocchi al bel testo della Costituzione, sulle devastazioni ambientali delle trivelle marine, sui tentativi di condoni fiscali e ora sulla scuola. Cosa si aspetta ancora per aprire una discussione vera, a proporre un cambiamento di rotta? Si invoca la disciplina di partito. Ma oggi il Pd si puo' dire un partito? Evitiamo la finzione: e' un campo politico attraversato da flussi elettorali mutevoli, rappresentato da un leader assoluto, che perde iscritti e attrae notabili. Un partito che abbia l'ambizione di cambiare il Paese deve coinvolgere la sua generosa risorsa di volontariato politico. Deve essere una casa di vetro, in cui si discutono in modo trasparente le scelte senza diktat dall'alto. Deve essere capace di prevenire tentativi d'inquinamento. Un partito dove non si lasciano votare alle primarie persone che hanno una diversa appartenenza politica. Solo cosi' - concludono Mineo e Tocci - ci si sente poi impegnati a sostenere quelle scelte in Parlamento o nell'azione di governo". 
 
"La lega vota no a questa fiducia" e "vota no a questo provvedimento che non e' altro che la vaselina che state dando ai professori e agli studenti". Lo ha detto il capogruppo della Lega Gian Marco Centinaio nell'Aula del Senato a proposito del ddl Scuola.  "Io dico agli insegnanti di puntare il dito contro il presidente del Consiglio che ancora una volta ha tolto potere al proprio ministro umiliandola", ha aggiunto.
   E dal Carroccio e' stato issato un cartello che recita allo stesso modo: "ecco servita la vaselina della 'buona scuola'" con una caricatura del Premier Renzi che fa una pernacchia.

"Hanno ucciso la scuola pubblica". Lo ha scritto su twitter Beppe Grillo che poi rimanda al blog dove i parlamentari M5S scrivono: "Hanno ucciso la scuola pubblica italiana. A farlo e' stato un governo ignorante e arrogante, che ha dato la mazzata finale a un Paese gia' in ginocchio trasformando la scuola statale nell'orribile copia di un'azienda, con un preside manager che si sceglie gli insegnanti e si fa la scuola come piace a lui. Un bel colpaccio per il governo Pd, che non era riuscito nemmeno al peggior centrodestra berlusconiano!".
 
"Mentre la scuola pubblica muore - prosegue M5S Parlamento nel post dal titolo 'Hanno ucciso la scuola pubblica' - quella privata e' viva e vegeta grazie ai soldi dei contribuenti italiani, specie di quelli piu' onesti che le tasse le pagano fino all'ultimo centesimo e che questo governo gode a tartassare. Nella riforma, con tutto quello che c'era e bisognava fare, il governo ha pensato bene di infilare le detrazioni fiscali per le famiglie che scelgono le scuole private paritarie: fino a 400 euro annuali a figlio, un regalo che allo Stato costa quasi 70 milioni di euro. Chi ha scelto la scuola pubblica statale e fino a oggi ha fatto i salti mortali per comprare i libri di testo al proprio figlio, sappia che i suoi soldi serviranno per dare una mano a chi i figli li porta nelle scuole private, e non per assumere insegnanti di sostegno, per avere gli ebook, per eliminare definitivamente le odiose classi pollaio. Per tutto questo e tanto altro le risorse non ci sono: la riforma, basta leggere il maxi emendamento, e' piena di formulette come 'senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica'. Questa non e' una riforma, e' una porcata - concludono i 5 stelle sul blog - fatta a immagine e somiglianza del governo che l'ha voluta e imposta prima al Parlamento, con l'ennesimo voto di fiducia, e poi a studenti, famiglie, insegnanti e tutti quei precari 'usa e getta', quelli che il governo e il Pd hanno usato e illuso prima delle elezioni e poi buttato un attimo dopo".

IL COMMENTO - Con la vigliaccata odierna del voto di fiducia Renzi imbavaglia il parlamento e cerca di mettere davanti al fatto compiuto un movimento ampio e composito cresciuto di giorno in giorno in modo proporzionale all'arroganza del Governo, alle pietose argomentazioni di Ministri e Ministre, all'ignobile ricatto cui sono stati sottoposti i precari, usati come “scudo umano” per portare a compimento le idee di Moratti, Gelmini e Aprea. Con questa controriforma la scuola sarà sottratta ai suoi protagonisti reali (docenti, studenti e genitori) per essere messa nelle mani di un sola persona, il dirigente scolastico, e assoggettata alle logiche aziendalistiche. Non sarà più luogo della formazione di cittadine e cittadini liberi ed uguali, della garanzia del diritto allo studio per tutte e tutti, ma la scuola che enfatizzerà le differenze di territorio, di condizione economica e di classe sociale. Questo voto di fiducia è una chiara violazione della democrazia e della Costituzione... È una sfida a un movimento che saprà trarre da questo passaggio un motivo in più per attrezzarsi, per raccogliere forze e consensi, per prepararsi alla lunga battaglia per la cancellazione di questa riforma, con tutti gli strumenti che la Costituzione e ci dà...

di Fausto Tenti

(Segretario provinciale PRC Arezzo e Vicepresidente Insieme Possiamo-Lavoro Diritti Beni Comuni)

Iscriviti alla newsletter
Tags:
scuolagovernopdriforma
in evidenza
Ognissanti, caldo quasi estivo Alta pressione da Nord a Sud

L'inverno è lontano

Ognissanti, caldo quasi estivo
Alta pressione da Nord a Sud

i più visti
in vetrina
Ferrovie dello Stato, al via un nuovo modello per cantieri più sostenibili

Ferrovie dello Stato, al via un nuovo modello per cantieri più sostenibili


casa, immobiliare
motori
Nuovo Nissan Townstar, disponibile con motore benzina o 100% elettrico

Nuovo Nissan Townstar, disponibile con motore benzina o 100% elettrico


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.