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E' una mozione 'copia-incolla' quella sulle riforme presentata dalla Lega al Senato. Il documento, che ha Roberto Calderoli come primo firmatario, riprende punto per punto il passaggio sulle riforme del discorso pronunciato dal presidente Enrico Letta alle Camere in occasione del suo insediamento.

Si tratta della prima mozione ad essere discussa oggi e sulla quale il governo dovra' dare il suo parere, per poi essere messa ai voti. "Il Senato - vi si legge - delibera di dare attuazione alle dichiarazioni programmatiche rese, in relazione alle riforme costituzionali, al Parlamento dal Presidente del Consiglio dei ministri, e sulle quali ha ottenuto la fiducia e in particolare: Al fine di sottrarre la discussione sulla riforma della Carta fondamentale alle fisiologiche contrapposizioni del dibattito contingente, sarebbe bene che il Parlamento adottasse le sue decisioni sulla base delle proposte formulate da una Convenzione, aperta alla partecipazione anche di autorevoli esperti non parlamentari e che parta dai risultati della attivita' parlamentare della scorsa legislatura e dalle conclusioni del Comitato di saggi istituito dal Presidente della Repubblica".

"La Convenzione - prosegue la mozione della Lega citando il discorso del premier - deve poter avviare subito i propri lavori sulla base degli atti di indirizzo del Parlamento, in attesa che le procedure per un provvedimento costituzionale possano compiersi. Dal momento che questa volta l'unico sbocco possibile per questo tema e' il successo nell'approvazione delle riforme che il Paese aspetta da troppo tempo, fra 18 mesi verifichero' se il progetto sara' avviato verso un porto sicuro. Se avro' una ragionevole certezza che il processo di revisione della Costituzione potra' avere successo, allora il nostro lavoro potra' continuare. In caso contrario, se veti e incertezze dovessero minacciare di impantanare tutto per l'ennesima volta, non avrei esitazioni a trarne immediatamente le conseguenze. Dobbiamo superare il bicameralismo paritario, per snellire il processo decisionale ed evitare ingorghi istituzionali come quello che abbiamo appena sperimentato, affidando ad una sola Camera il compito di conferire o revocare la fiducia al Governo. Nessuna legge elettorale e' infatti in grado di garantire il formarsi di una maggioranza identica in due diversi rami del Parlamento".

"Dobbiamo quindi istituire - si legge ancora - una seconda Camera, il Senato delle Regioni e delle Autonomie, con competenze differenziate e con l'obiettivo di realizzare compiutamente l'integrazione dello Stato centrale con le autonomie, anche sulla base di una piu' chiara ripartizione delle competenze tra i livelli di governo con il perfezionamento della riforma del Titolo V. Bisogna altresi' chiudere rapidamente la partita del Federalismo fiscale, rivedendo il rapporto fiscale tra centro e periferia salvaguardando la centralita' dei territori e delle Regioni. Si puo' anche esplorare il suggerimento del Comitato di saggi istituito dal Presidente della Repubblica per la eventuale riorganizzazione delle Regioni e dei rapporti tra loro".

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